Editoriale Cosmo ripropone un fumetto realizzato da una delle leggende della nona arte: stiamo parlando di Mike Mignola e del suo Jenny Finn. Questa volta però la storia è proposta per la prima volta a colori.

Jenny Finn: tra Lovecraft e Jack lo Squartatore

Il racconto ha abbastanza a che fare con i miti di Lovecraft, declinati in un tratto alla Mignola, che però tende a caratterizzarsi in maniera diversa rispetto ad altri suoi lavori (ma questo lo analizzeremo meglio un po’ più in là).

Jenny Finn è un fumetto che strizza l’occhio a Jack Lo Squartatore, rivisitato in salsa lovecraftiana. Una serie di morti legate al giro della prostituzione nella Londra vittoriana, lasciano decisamente segni fisici, oltre che sociali, sulle vittime.

Diverse persone vengono ritrovate con il corpo ricoperto di tentacoli, quasi come se fossero stati toccati da mostri marini con piaghe contagiose.

In tutto ciò il mistero s’infittisce quando viene ritrovata una giovanissima, che sembra essere stata partorita dal mare, e che porta con sé una terribile maledizione.

Jenny Finn è un racconto metaforico per certi versi. Mignola descrive una società controversa, quali è quella vittoriana, ma è come se descrivesse l’epoca contemporanea, fatta di mancato rispetto per la natura, e di capacità di manipolare la realtà con l’inganno.

Del resto stiamo parlando di tematiche praticamente universali, ma Mignola riesce a rileggerle a suo modo, e questo non può che far piacere a tutti gli appassionati del creatore di Hellboy.

Le atmosfere della Londra vittoriana si mischiano con suggestioni lovecraftiane, che mettono spesso al centro ambientazioni marine, ed un porto che sembra essere la madre di tutte le spiegazioni.

Ma Jenny Finn non è altro che la punta dell’iceberg di un mistero che racchiude dentro diverse chiavi di lettura, e che mostra un’apparenza che inganna. L’idea di affidarsi al soprannaturale per spiegare tutti i misteri dietro alla storia potrebbe, per certi versi, essere fuorviante.

Jenny Finn: tra Mignola e altre suggestioni visive

Ma le sorprese sono diverse in questo fumetto che mette al centro uno stile un po’ meno Mignoliano del solito. L’autore tende ad avere un tratto un po’ più morbido, e meno spigoloso (considerando che viene accompagnato anche da altri autori come  Troy Nixey e Farel Dalrymple).

Mignola riesce comunque ad essere suggestivo, ed a rappresentare con attenzione per i dettagli e con un’espressività tutta sua personaggi di una storia che appaiono costantemente sinistri ed inquietanti.

Il volume di Jenny Finn pubblicato da Editoriale Cosmo si caratterizza per una colorazione che riesce a mantenere alto il livello dei disegni di Mignola e co., e che dona la giusta cromatura alla storia.

Notiamo una prevalenza dei colori freddi, in un misto che riesce a dare spessore ai personaggi e atmosfera alle scene, e che mantiene comunque quel tono cupo e misterioso che in una storia come questa non può mancare.

Jenny Finn di Mike Mignola | Recensione

Questa edizione di Jenny Finn è ottima chiaramente per chi vuole leggere un’interessante fumetto di Mignola, un qualcosa che non si pone proprio tra i suoi capolavori, ma che riesce a dare suggestioni e ad intrigare.

Ma anche i lettori che si sono già confrontati con la storia di Jenny Finn, grazie alla presenza dei colori potranno riscoprire questo fumetto sotto una luce ed una chiave diversa, capace di valorizzare situazioni e scene che il bianco e nero mostravano in maniera differente.

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