Orochi 1 di Umezz | Recensione

Pubblicato il 25 Febbraio 2021 alle 14:00

“Orochi” è un altro capolavoro del pluripremiato maestro dell’horror Kazuo Umezz. Una storia profondamente metaforica, di terrore e di orrore in cui il sensei riesce a dare vita, attraverso i suoi disegni, ai sentimenti più oscuri racchiusi nell’animo umano.

Autore: Kazuo Umezz

Casa editrice: Edizioni Star Comics

Categoria: shounen

Genere: horror, drammatico

Provenienza: Giappone

Prezzo: € 15, 15×21, b/n e col., pp. 312, con sovraccoperta.

Data di uscita: 24 febbraio 2021

Beatrice Villa
Beatrice Villa
2021-02-25T14:00:07+00:00
Beatrice Villa

“Orochi” è un altro capolavoro del pluripremiato maestro dell’horror Kazuo Umezz. Una storia profondamente metaforica, di terrore e di orrore in cui il sensei riesce a dare vita, attraverso i suoi disegni, ai sentimenti più oscuri racchiusi nell’animo umano. Autore: Kazuo Umezz Casa editrice: Edizioni Star Comics Categoria: shounen Genere: horror, drammatico Provenienza: Giappone Prezzo: € 15, 15×21, b/n e col., pp. 312, con sovraccoperta. Data di uscita: 24 febbraio 2021

Orochi è la terza opera del pluripremiato maestro Kazuo Umezu, nome d’arte Umezz, ad essere pubblicata da Edizioni Star Comics, dopo lo straziante Io sono Shingo e lo sconvolgente Baptism, nella collana Umezz Collectionn. La serie di Orochi sarà composta da 4 volumi.

Orochi 1 – una storia dell’orrore riflesso nell’anima umana

L’opera di Umezz è strutturata come una raccolta di storie brevi, indipendenti le une dalle altre, l’unica costante è la presenza di Orochi, la bella e compassionevole protagonista alle prese con vicende spaventose e avvenimenti terribili.

Essa infatti, non riesce a distogliere lo sguardo quando percepisce l’ansia e la paura delle persone: il suo unico desiderio è quello di aiutarle e per questo viaggia per il Giappone. Ma non sempre le cose sono così semplici.

Orochi sembra una ragazza come tante se non fosse per il fatto che la ragazza è dotata di poteri soprannaturali e sembra essere circondata da un’aura sinistra e spaventosa. Orochi è allo stesso tempo una voce narrante e una guida per il lettore, che a sua volta si fa spettatore e osservatore impotente di ogni singola storia.

Nonostante però le buone intenzioni i suoi interventi non fanno altro che peggiorare le cose. Perché? Semplice: perché quando i sentimenti negativi, di odio e di vendetta prendono il sopravvento nell’anima delle persone, non c’è via di ritorno. Una volta che la scintilla del male viene instillata nel cuore dei personaggi ne corrompe l’animo, fino a quando essi stessi non si trasformano in “demoni”, perdendo completamente ogni briciolo di umanità.

È questo quello che accade ai protagonisti delle due storie che compongono il primo volume di Orochi a partire dalle due sorelle Rumi ed Emi, vittime di una maledizione che colpisce ogni ragazza della loro famiglia al compimento della maggiore età.

Ma quando a una di loro viene data una via di fuga, ecco che l’invidia offusca completamente i legami di sangue, portando entrambe alla pazzia. Un destino simile spetta a Chie, protagonista del secondo racconto.

Vittima di soprusi fin dall’infanzia, una volta diventata adulta sperimenta per la prima volta la felicità. Ma quando questa le viene portata via non esita un istante a trasformarsi in un’assassina, costruendo con le proprie mani quella strada che le porterà via tutto ciò che di più caro ha nella vita.

Orochi 1 – lo stile di Kazuo Umezz

Lo stile dell’autore è caratterizzato da un uso quasi estremo dei neri, che sembrano offuscano completamente il bianco, in parallelo ai sentimenti dei personaggi. Man mano che la paura prende il sopravvento infatti, le linee si fanno più calcate, il volto diventa quasi grottesco e il nero ha la meglio.

Quello che ne nasce è terrore puro, che pervade il cuore del lettore ormai incapace di distogliere lo sguardo dalle pagine.

È un ritmo serrante quello della narrazione, il prevalere dei sentimenti oscuri nell’anima dei personaggi che quasi gettano in ombra la componente soprannaturale presente nella storia. Perché le vere protagoniste dell’opera sono le tematiche più prettamente legate alla natura dell’uomo, come la corruzione e la vendetta, l’odio, l’invidia e i segreti oscuri che abitano l’animo e il cuore dei personaggi.

Le atmosfere cupe e inquietanti non sono altro che il riflesso della vera natura dell’uomo, di quei suoi sentimenti che mai vorrebbe svelare al resto del mondo. Non c’è scampo, non si può fuggire e nessuno è destinato ad avere un lieto fine: perché dove alberga la vendetta non c’è felicità.

L’utilizzo degli Hiragana e Katakana per dare voce alle urla strazianti dei personaggi aumenta il senso di angoscia e il tormento profondo dei personaggi, creando una situazione di ansia via via sempre più crescente dalla quale è impossibile scappare.

Umezz riesce a dare vita a una storia profondamente metaforica, di terrore e di orrore che unito a una grande varietà di tematiche di grande profondità, rende quest’opera indimenticabile e sempre avvincente.

A proposito dell’autore

Umezz (all’anagrafe Kazuo Umezu) nasce a Koya, nella prefettura di Wakayama, il 3 settembre 1936. Ancora studente, debutta come fumettista nel 1955 con il manga Mori no Kyodai. Nel 1962 si trasferisce a Tokyo e si specializza nel genere horror, realizzando opere di notevole successo come Hebi Shojo (1966), Cat Eyed Boy (1967) e Orochi (1969).

Con Aula alla deriva (1975) ottiene il primo posto al 20° Shogakukan Manga Award. Umezz riesce a raggiungere un notevole successo anche cimentandosi in altri generi, come nel caso della commedia Makoto-chan (1976) o della parabola drammatico fantascientifica Io sono Shingo (1982), che gli vale il prestigioso Premio al Patrimonio al Festival di Angoulême 2018. Oltre che fumettista, Umezz è anche cantautore, attore, personaggio televisivo e regista.

Acquista il primo volume di “Orochi”

In Breve

Storia

8

Disegni

7.5

Cura editoriale

8

Sommario

"Orochi" è un capolavoro del brivido, inquietante ma che non cade mai nel grottesco.Il maestro dell'horror giapponese Kazuo Umezz riesce a disegnare su carta la vera natura dell'anima umana, quei desideri e sentimenti che mai ci sogneremmo di rivelare al mondo. Una lettura consigliata a chi ha già amato "Baptism" e a chi è appassionato di storie horror.

8

Punteggio Totale

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