Gli ultimi Dylan Dog Color Fest hanno dato un bel po’ di spazio a Groucho, e l’ultimo numero dedicato lo rende protagonista collaterale di uno dei fumetti delle varie serie dedicate che più incarna lo spirito delle storie dell’Indagatore dell’Incubo.

Dylan Dog Color Fest 36: la metafora perfetta

Questo Color Fest 36 è intitolato Mister Punch, ed al centro della storia c’è Dylan con i suoi momenti di odio per le azioni sconclusionate di Groucho. Questa rabbia sfocerà sul palco del teatro dei burattini di Mister Punch.

In questo luogo sinistro l’indagatore dell’Incubo scoprirà che la rabbia che si cova nei confronti di alcune persone può sfociare in uno spettacolo dai risvolti terribili.

La metafora che sta dietro questo Color Fest 36 è una delle più intriganti degli ultimi tempi per quanto riguarda i fumetti di Dylan Dog.

Color Fest 36 Color Fest 36

L’indagatore dell’incubo si ritrova a fare i conti con il suo sentimento nei confronti di Groucho, ed in generale con ciò che rappresenta la frustrazione e la rabbia, quando viene incarnata da un individuo preciso.

La storia di Giovanni De Feo funziona in tutto e per tutto, ed è impreziosita da un accompagnamento ai disegni che non poteva essere migliore.

Dylan Dog Color Fest 36: l’espressività grafica di Rincione

Il contributo grafico di Giulio Rincione riesce ad elevare all’ennesima potenza tutto il potenziale narrativo della storia.

L’autore di Paperi trova un’altra storia nelle sue corde (tra l’altro gli stessi fratelli Rincione realizzarono anni fa un fumetto dedicato a Groucho), e tira fuori dei disegni espressivi che richiamano in tutto e per tutto quel piccolo capolavoro fumettistico che ha lanciato i due Rincione nel panorama editoriale italiano.

A mano a mano che la storia e gli eventi diventano sempre più distorti, i disegni di Giulio Rincione tendono ad aguzzare le forme, ad aumentare la mostruosità dei personaggi, rendendo tutto più spigoloso.

Questa è la metafora perfetta per sentieri mentali pieni di disagio, che con lo scorrere delle pagine si fa sempre più vivo.

E lo stesso vale per i colori, che tendono a rendere la cromatura sempre più grigia, fino a non lasciare spazio ad un minimo di luce.

Rosso inferno è, invece, il colore del teatro dei burattini, un luogo che rimanda alla storia di Pinocchio, ma che distorce ancora di più la prospettiva di Mangiafuoco.

Dylan Dog è caduto in una vera e propria trappola infernale, capace di non lasciare scampo, e di portare chiunque ne diviene vittima a giocarsi la sopravvivenza in un turbine di dolore.

Insomma, Mister Punch per buona parte della sua durata non lascia scampo, se non nel finale, che riesce a entrare nel profondo dello spirito di Dylan e del suo rapporto con Groucho.

Dylan Dog Color Fest 36 è una storia che funziona sotto tutti i punti di vista, e che ci offre a livello grafico e narrativo uno dei fumetti dell’indagatore dell’incubo più interessanti in assoluto negli ultimi tempi.

Perché maneggiare Dylan Dog non è un compito facile, ma con la giusta sensibilità e capacità di proporre la metafora esistenziale ideale in un soggetto, le storie di questo personaggio possono elevarsi a livelli autoriali altissimi.

Insomma, Dylan Dog Color Fest 36 è consigliatissimo.

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