Il Parco dei Cervi di Kamimura Kazuo & Noribumi Suzuki | Recensione

Pubblicato il 12 Gennaio 2021 alle 16:00

“Il parco dei cervi” è l’ultima capolavoro di Kamimura Kazuo pubblicato da Coconico Press che racconta una storia di passione e di odio, tra orrore ed eros, dentro lo sfondo del cinema erotico nipponico.

Autori: Kazuo Kamimura (disegni), Norifumi Suzuki (storia)

Casa editrice: Coconico Press – Fandango

Categoria: seinen

Genere: psicologico, horror, drammatico

Pagine 208, n/b e colori 15×21 cm, cartonato

Prezzo: 22€

Beatrice Villa
Beatrice Villa
2021-01-12T16:00:25+00:00
Beatrice Villa

“Il parco dei cervi” è l’ultima capolavoro di Kamimura Kazuo pubblicato da Coconico Press che racconta una storia di passione e di odio, tra orrore ed eros, dentro lo sfondo del cinema erotico nipponico. Autori: Kazuo Kamimura (disegni), Norifumi Suzuki (storia) Casa editrice: Coconico Press – Fandango Categoria: seinen Genere: psicologico, horror, drammatico Pagine 208, n/b e colori 15×21 cm, cartonato Prezzo: 22€

Il Parco dei Cervi, pubblicato da Coconico Press, continua la serie di proposte legate a Kamimura Kazuo, maestro del disegno e autore di splendidi ritratti di donne e acuto narratore del conflitto umano tra le passioni interiori e le regole imposte dalla società giapponese, coadiuvato ai testi Noribumi Suzuki.

“Nel vivido bagliore del tramonto, un falso giardino fiorito si contorce dal dolore. Il Parco dei Cervi.”

Il Parco dei Cervi – una storia di vendetta ambientata nel cinema nipponico

Il parco dei cervi si apre con un flashback sulla morte per suicidio della famosa attrice Ayanokoji Wakaba. Proclamata per la sua bellezza aveva riscosso un tale successo da renderla famosa in tutto il mondo. Allora perché togliersi la vita? Questo è uno dei misteri che accompagnerà la storia alla sua conclusione, e solo allora verrà svelato il motivo di tale gesto.

il parco dei cervi

Ayanokoji Wakaba ha una figlia diciasettenne che decide di intraprendere la stessa carriera della defunta madre. La giovane, apparsa improvvisamente su un set cinematografico, attira fin da subito gli occhi lascivi di un registra frustrato, di nome Murase Takayuki che viene stregato dalla sua bellezza.

Quando l’uomo scopre che la giovane è figlia di Ayanokoji Wakaba decide di usarla come mezzo per ottenere quella fama che crede di meritare. Ma quando si ritrova a faccia a faccia con la giovane, la sua libido ha la meglio su di lui: Murase abusa della ragazza promettendole di farla diventare un’attrice di fama mondiale.

La giovane Wakaba decide di rimanere al fianco di Murase, ma quando i due chiedono l’aiuto di un famoso registra di nome Makigucchi Kenzo, ecco che la storia prende una piega inaspettata, trasportando il lettore in un’escalation di orrori e di eros, scene grottesche dove il sesso viene portato all’estremo e dove i confini della realtà e di ciò che è comunemente accettato sfumano, fino alla fine, quando la verità dietro il terribile suicidio di Ayanokoji Wakaba viene finalmente alla luce.

il parco dei cervi

Il Parco dei Cervi – la figura del serpente

Il film che la giovane Wakaba deve interpretare, non a caso si intitola La passione del serpente, riferimento all’opera di Ueda Akinari (Jasei no in) in cui il vecchio Tagima no Kibito mette in giardia il giovane Toyoo dai serpenti, in quanto animali dominati dalla lussuria.

La lussuria è il tema dominate nel manga Il parco dei cervi, rappresentata dalla figura del serpente, che ritroviamo fin dalle prime pagine. Figura che si manifesta in ogni scena di sesso, dove la lussuria dei personaggi prende il sopravvento, trascinandoli in un gioco senza ritorno.

il parco dei cervi

Nel folclore giapponese è facile imbattersi nella figura dei serpenti che si trasformano in donne, o per amore o per irretire gli uomini e vendicarsi di un torto subito ed è proprio per questo che il serpente prende le sembianze di una donna, nel racconto di Kamimura Kazuo. Il serpente ritorna in ogni scena di violenza, testimone della natura lussuriosa degli uomini che non esitano a cedere ai propri desideri carnali, travolti da una passione ingannevole e oscura.

Il serpente assume una forma metaforica, non solo estetica e tutto nel manga ricorda la figura del rettile: dalle pellicole cinematografiche, alle nuvole, alle corde, ai vestiti e in più di un’occasione Wakaba si trasforma in un serpente che si avvinghia alle sue vittime.

Un serpente bianco che cerca vendetta: nessuno può scampare alla sua furia e, i personaggi de Il parco dei Cervi, capiranno presto quanto nefasta e orribile è la rabbia di un serpente.

L’edizione de Il parco dei cervi della Coconico Press è arricata da un aprofondimento sul cinema erotico giapponese a cura di Giacomo Calorio.

Kamimura Kazuo

Kamimura Kazuo nasce il 7 marzo del 1940 a Yokosuka e inizia a interessarsi al disegno sin da piccolo. Frequenta i corsi di design presso l’Università d’arte di Musashino e, dopo la laurea, viene assunto dalla Senkōsha, una rinomata agenzia pubblicitaria.

Nel 1967 esordisce nel mondo dei fumetti con un’opera intitolata La degradazione della geraziosa Sayuri, subito seguito da Parada, creato in coppia con l’amico Aku Yū. Grazie a questo manga Kamimura Kazuo viene riconosciuto come uno degli artisti più talentuosi della sua generazione. Siamo nel 1971 quando viene pubblicato il suo primo successo pubblico, Maria.

Kamimura sforna un capolavoro dopo l’altro. Dai suoi manga sono stati tratti film per il grande schermo, sceneggiati tv e canzoni. Nel suo studio hanno lavorato come assistenti artisti del calibro di Taniguchi Jirō e Iwaaki Hitoshi. A causa di un tumore alla laringe Kamimura Kazuo si spegne l’11 gennaio del 1986 a soli 45 anni.

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In Breve

Storia

7,5

Disegni

7

Cura editoriale

9

Sommario

Il Parco dei Cervi è un manga ben fatto, soprattutto nella cura editoriale. Una storia che oscilla tra l'horror e l'eros, dove nulla è celato e la violenza e la passione sfrenata degli uomini fanno da protagonista.

7.5

Punteggio Totale

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