È tempo di cambiamenti, di rilanci e di ricerca di nuove soluzioni – termine da utilizzare nella maniera più ampia possibile – in casa DC e anche il versante dell’animazione non sfugge a questo inevitabile processo con Superman: Man of Tomorrow.

Dopo ben 15 lungometraggi animati e un percorso durato 7 anni, la continuity creata con il DC Animated Movie Universe era giunta a conclusione con Justice League Dark: Apokolips War – trovate QUI la nostra recensione. Un fine immanente e brutale che lascia una ideale lavagna bianca su cui riscrivere un nuovo universo animato DC.

Quale modo migliore allora per ripartire se non dal primo degli eroi?

Superman: Man of Tomorrow – la trama

In Superman: Man of Tomorrow facciamo la conoscenza del giovane Clark Kent. Impacciato e dinoccolato, Clark si è trasferito da Smallville (Kansas) a Metropolis dove è stagista presso il Daily Planet. Ma Clark nasconde anche un grande segreto: è dotato di straordinarie abilità.

Pur contro il parere dei suoi genitori, Clark sta utilizzando queste abilità per aiutare la gente ovviamente nascondendo per quanto possibile la sua identità. Le sue gesta però non sono sfuggite alla arrembante collega Lois Lane che le paragona a quelle del Batman apparso a Gotham City.

Fortunatamente per Clark, l’attenzione di Lois è però indirizzata ad un altro cittadino illustre di Metropolis, Lex Luthor che viene pubblicamente smascherato per corruzione. Ben presto però Clark verrà messo suo malgrado sotto i riflettori quando viene attaccato da Lobo, un alieno sboccato e violento, che gli confessa che sulla sua testa c’è una taglia in quanto ultimo kryptoniano nell’universo.

Clark è scosso dalla rivelazione e cerca conforto tornando a Smallville dai genitori. È davvero un alieno? quali potrebbero essere le conseguenze della sua rivelazione al mondo?

A fugare parte di questi dubbi interviene un altro alieno e un altro sopravvissuto della sua razza, J’onn J’onzz, Martian Manhunter che gli rivela il suo retaggio.

A Metropolis intanto si affaccia un’altra minaccia. Un misterioso essere che si nutre di energia, qualsiasi forma di energia, sta mettendo a ferro e fuoco la città. Clark abbraccia così il suo retaggio e indossa il costume preparatogli dalla madre con la coperta trovata nella sua navicella facendo il suo esordio come Superman.

Il primo scontro è impietoso: Superman viene atterrato e Martian Manhunter ucciso. Clark decide allora di rivolgersi ad un impensabile alleato… Lex Luthor!

Lo scontro fra Superman e il Parassita è drammatico anche perché la creatura ha assunto una forma titanica e potrebbe spazzare via l’intera città.

Di origini, rilanci e audacia

L’intento di Superman: Man of Tomorrow è palese: (ri)lanciare l’universo animato DC con un piglio nuovo, più audace per certi versi ma anche più “solare” e aperto a soluzioni insolite.

Il cuore del film è quindi più la ricerca interiore del giovane Clark e del suo posto nel mondo che gli aspetti prettamente fantascientifici, che riaffiorano solo nell’ultimo atto, o il retelling pedissequo delle origini. Si tratta di un mix che mescola una certa tradizione cinematografica (Superman di Donner e L’Uomo d’Acciaio di Zack Snyder) con alcune fonti fumettistiche meno scontate come Superman: Alieno Americano di Max Landis e soprattutto la trilogia del Superman Terra Uno di J.M. Straczynski.

La sceneggiatura è asciutta con i vari elementi “utili” allo snodo del plot – Lobo compreso – disseminati nei tre atti in maniera diretta e di facile comprensione. Le sequenze d’azione, spettacolari, inoltre alzano il ritmo a volte non altissimo della pellicola.

Superman: Man of Tomorrow potrebbe non incontrare il favore di tutti soprattutto dei fan oltranzisti per alcune soluzioni estreme – vedasi il Parassita versione kaiju – anche dal punto di vista del design e del character design dove una Metropolis decisamente futuristica cozza con una estetica più retro-futuristica soprattutto dei costumi di Superman e Martian Manhunter. Di contro c’è da sottolineare la ventata di freschezza che il film porta con sé aprendo all’inevitabile (re)introduzione di tutti i personaggi che scommettiamo ripartirà da Batman più volte citato nel film.

La realizzazione tecnica

Uno staff completamente rinnovato, ma che presenta comunque nomi noti nell’animazione DC, porta con sé un nuovo approccio al character design e alle animazioni. Linee più continue e dolci si sposano con la peculiare scelta di utilizzare linee nere molto spesse per i contorni dei personaggi che amplificano la sensazione di trovarsi all’interno di un “fumetto animato” complice anche gli sfondi spesso stilizzati e l’utilizzo di un leggero cell shading al posto della più tradizionale CGI.

Si rinnova anche il cast vocale in Superman: Man of Tomorrow. Darren Criss (Glee) è perfetto nella parte di un Superman in erba mentre Alexandra Daddario e Ryan Hurst (Opie in Sons of Anarchy) rubano la scena nei panni di una risoluta Lois Lane e di uno spassosissimo Lobo. Algido è invece il Lex Luthor di Zachary Quinto.

Anche dal punto di vista tecnico la formula deve trovare la sua amalgama ma le indicazioni sono comunque positive.

Conclusioni

La visione di Superman: Man of Tomorrow porta con sé un inevitabile senso di straniamento tipico dei nuovi inizi. Tuttavia il film dimostra una coriacea coerenza alla fine dei suoi 90 minuti che fanno soprassedere a qualche ingenuità di poco conto.

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