L’arrivo della nuova generazione è ormai alle porte ed entro la fine del 2020 vedremo il lancio di PS5 e Xbox Series XNintendo nel frattempo segue la sua filosofia di non competere con nessuno e lo Switch prosegue con le sue ottime vendite e il parco titoli che si ampia sempre più a distanza di 3 anni dal lancio. Le cose erano molto diverse agli albori del medium e le console tra cui scegliere non erano così poche. Ma sopratutto, il ruolo di Nintendo non era quello di adesso, a volte quasi defilato.

La casa di Kyoto era infatti il maggiore colosso dell’industria negli anni ’80 e la prima metà dei ’90. Deteneva il più alto numero di IP e trainava praticamente quasi da sola l’economia videoludica, che allora non fatturava così tanto (e che del resto richiedeva molti meno capitali da essere impiegati). Cosa fu quindi la prima generazione di console e da dove nasce la storia delle console per come le intendiamo oggi?

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Al momento Sony e Microsoft sono le maggiori competitrici del mercato.

Con l’arrivo della nona generazione di console, è forse giunto il momento di ripercorrere le tappe della loro storia, analizzandone l’evoluzione e partendo dalla prima generazione. Questo non solo per vedere come giocavamo, ma anche per capire cosa ci aspetterà in futuro e comprendere le differenze con l’industria odierna, di cui molti nomi sono cambiati o in alcuni casi addirittura scomparsi. Tuffiamoci insieme in questo primo episodio degli speciali che ci accompagneranno al lancio della nona generazione!

3La prima generazione di console: da Pong all’ambizioso Odyssey

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L’Odyssey nel suo design che sprizza anni ’70 da tutti i pori.
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Siamo abituati a console che oggigiorno presentano numerose funzionalità. Proprio alcuni giorni fa si parlava di una feature nuova di PS5, dedicata all’accessibilità immediata di determinati contenuti. Ma non è sempre stato così nella storia delle console: i dispositivi degli anni ’70 avevano molto spesso un unico gioco incorporato ed era dunque possibile giocare solo quello. Le console di Pong erano diffusissime e numerose. Ognuna proponeva una versione leggermente diversa e con possibilità di essere giocata da più giocatori. Del resto, Pong era uno dei primi videogiochi mai commercializzati e di sicuro quello più famoso. A tentare una strada diversa fu lo sfortunato Magnavox Odyssey, considerata la prima vera console casalinga in assoluto.

Uscito nel 1972, nonostante i primi prototipi risalissero al ’68, l’Odyssey non fu un grande successo commerciale, piazzando circa 350.000 unità. I motivi di questo insuccesso sono da ricercarsi in una scarsa campagna pubblicitaria e il fatto che la console venisse venduta solo nei negozi dell’azienda. Insomma questo progetto molto ambizioso non ebbe il successo sperato, ma gettò le basi per le console come le intendiamo oggi: dotati di più funzioni e con un parco titoli variegato.

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Alcuni dei layout disponibili per l’Odyssey. Sulla destra si può notare il manuale d’istruzioni.

I giochi dell’Odyssey non avevano titoli: ognuna delle cinque cartucce presentava un semplice numero e bisognava fare riferimento al manuale d’istruzioni per capire come giocare. Era necessario inoltre applicare sullo schermo le pellicole in dotazione con la scatola per creare il layout di gioco. Risulta quindi chiaro che la console potesse essere fruibile solo su determinate televisioni dell’epoca.

Non solo: poiché il layout del gioco non era implementato nel gioco stesso, i giocatori erano tenuti a rispettare le regole e non fare di testa propria. Un video esplicativo di alcuni anni fa è stato realizzato dal noto pioniere di YouTube Angry Video Game Nerd. Si evince facilmente anche l’ammontare di fantasia necessaria per giocare ad una console che proponeva spesso giochi piuttosto astratti e in cui le forme degli oggetti andavano interpretate.

Insomma, pur non facendo la storia delle console, l’Odyssey lasciò un’importante impronta nell’industria e sebbene solo della prima generazione, avrà una certa influenza anche in quelle successive.

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