DC – 11 videogiochi perduti e mai pubblicati

Pubblicato il 20 Giugno 2020 alle 12:00

I personaggi DC sono stati protagonisti di alcuni videogiochi cult basti pensare a Batman Returns uscito nel 1992 per SNES oppure alla trilogia Arkham uscita per PS3/Xbox 360 e PS4/Xbox One che ha ridefinito il genere.

Nel mezzo qualche titolo passabile e ovviamente tanti, tantissimi titoli dimenticabili spesso sviluppati a basso budget e senza tenere conto molto spesso del reale valore dei titoli immessi sul mercato scontentando persino i fan più incalliti.

Mentre si attendono annunci riguardanti il nuovo videogioco di Batman e quello più volte vociferato su Superman, in questo nostro speciale abbiamo voluto fare una operazione diversa, quella che in gergo viene definita archeologica videoludica, e abbiamo scovato 11 videogiochi DC che entrati in fase di sviluppo poi non hanno visto la luce o che si sono “trasformati” diventando altro.

Green Lantern (SNES)

Nel 1994 DC commissionò alla Ocean Software un videogioco su Lanterna Verde che avrebbe dovuto accompagnare il rinnovato interesse sul personaggio dopo che Hal Jordan si trasformò nel cattivo Parallax e il titolo di LV passò al giovane Kyle Rayner.

Venne realizzato il più classico platform 2D a scorrimento in cui si sarebbero alternate delle sezioni sparatutto verticali. Green Lantern fu completato, 7 livelli in tutto, MA la DC voleva cambiamenti troppo radicali e Ocean abbandonò il progetto che non vide mai più la luce.

Non ci sono video del gioco ma solo questa pagina promozionale che al netto della giocabilità ci mostrano un titolo davvero carino esteticamente. La speranza è che un giorno o l’altro, come accaduto per tanti altri titoli “perduti”, inizi a circolare fra gli appassionati di retrogaming in versione beta o prototipo.

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The Flash (PS3, Xbox 360, Wii)

The Flash ha goduto di un paio di videogiochi, discreti per gli standard dell’epoca, uno del 1991 per Gameboy ed un del 1993 per Sega Master System. Nel 2008 fu commissionato quindi un titolo a Brash Entertainment che pensò subito ad un open-world in cui far scorrazzare il Velocista Scarlatto.

Il risultato è intrigante come potete vedere dei filmati trapelati dalle prime fasi di sviluppo del titolo, peccato che il developer fallì poco dopo e il progetto non fu mai ultimato.

Nota a margine: della storia del gioco si sarebbe dovuto occupare Marv Wolfman, leggendario autore DC.

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Superman: Blue Steel (PS3, Xbox 360, Wii)

Fra il 2006 e il 2008 c’era molto fermento intorno a Superman tuttavia la tiepida accoglienza ricevuta da Superman Returns di Bryan Singer smorzò gli entusiasmi e fece fermare i lavori su un ambizioso videogioco intitolato Superman: Blue Steel.

Lo sviluppò era passato da Brash Entertainment a Factor 5 (Star Wars: Rogue Squadron) che oltre a concentrarsi su una estetica molto fedele a quella dei fumetti aveva perfezionato delle meccaniche così rivoluzionarie che permettevano ad esempio di afferrare i nemici in volo.

Pensate anche voi che sia ora che Superman goda di un videogioco davvero di alto livello?

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Lobo (SNES, Sega Genesis)

Gli anni ’90 sono stati un periodo letteralmente d’oro per i piacchiaduro e oltre i capostipiti Mortal Kombat, Street Fighter, King of Fighters e simili anche molti franchise si piegarono a questa moda compresi ad esempio Justice League o Gundam.

Ispirandosi a Mortal Kombat, la DC commissionò un picchiaduro basato sull’universo narrativo di Lobo personaggio simbolo degli anni ’90 per la casa editrice.

Il gioco non vide mai la luce, tuttavia con un po’ di pazienza e se siete amanti del retrogaming riuscirete a trovare la ROM del gioco etichettata come “prototipo” ma pressoché completo!

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Gen13 (PSX)

Uno dei grandi successi della Wildstorm, etichetta poi assorbita dalla DC, fu senz’altro GEN13 di J. Scott Campbell che rimaneggiava il concetto di supereroi adolescenti con taglio decisamente anni ’90.

La serie ebbe un buon riscontro di critica e di pubblico tanto che fu commissionato al developer canadese Gray Matter Inc. un videogioco, un picchiaduro a scorrimento in 3D sulla falsariga dei classici del decennio precedente.

Il developer fallì e EA che acquisì il progetto decise di non completare il gioco.

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Batman (SNES)

Prima di quel capolavoro che è ancora oggi Batman Returns per SNES, fu commissionato a Software Creations un gioco pressoché identico cioè un picchiaduro a scorrimento intitolato semplicemente Batman.

Il risultato fu disastrato come potete vedere dal video con meccaniche e fluidità da titoli del decennio precedente.

Per fortuna il suo sviluppo fu immediatamente bloccato e il progetto affidato a Konami che creò il già citato Batman Returns.

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The Dark Knight (PS3/Xbox 360)

Batman Begins godette di un discreto tie-in videoludico, un prodotto sufficiente per i videogiocatori incalliti ma decisamente sopra la media per i semplici fan.

Forte del buon riscontro di quel titolo, nel settembre del 2006, DC e Warner Bros. affidarono a Pandemic Studios lo sviluppo di un gioco tie-in per il sequel del film The Dark Knight che ben presto si trasformò però in un gioco non più lineare come il precedente ma in un ambizioso open-world con tanto di trama che avrebbe fatto da raccordo fra i film stessi.

Purtroppo lo studio aveva decisamente calcolato male i tempi e il progetto venne abbandonato nel 2008 con una perdita molto ingente di denaro.

Come potete vedere dal video molte delle idee di questo gioco verranno riprese nella trilogia Arkham.

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Swamp Thing (Sega Genesis)

Swamp Thing, uno dei personaggio horror più famosi della DC e scritto negli anni ’80 da Alan Moore, godette di un platform dei più classici per l’epoca su NES.

Con l’avvento dei 16-bit, DC intenzionata a spingere nuovamente il personaggio che avrebbe goduto di tentativi maldestri di arrivare al cinema, in TV e come serie animata, commissionò a Nuvision un picchiaduro a scorrimento dai toni gore che sarebbe dovuto uscire in esclusiva su MegaDrive/Genesis.

Come mostra il video alcune soluzioni sono anche interessanti, così come le ambientazioni, ma la legnosità del personaggio non facevano presagire nulla di buono così Sega stacco la spina al progetto.

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Gotham By Gaslight (PS3/Xbox 360)

Gotham by Gaslight è un elseworld cioè una storia ambientata in un universo alternativo dove Batman opera nella Londra vittoriana dando la caccia a Jack Lo Squartatore.

Da queste premesse Day 1 Studios (F.3.A.R., Fracture) iniziò lo sviluppo di un titolo che ricorda molto da vicino la trilogia Arkham e Assassin’s Creed.

Il gioco non vide mai la luce visto che il devoloper non riuscì neanche ad accordarsi con il partner THQ per proporlo alla DC/Warner Bros. bloccando lo sviluppo del progetto.

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Justice League (PS3, Xbox 360)

A metà del 2000, forte del successo della serie animata, DC iniziò a pensare di sfruttare il brand Justice League al cinema con il progetto, poi tramontato, diretto da George Miller e sondò vari developer per far sviluppare un videogioco.

A spuntarla fu Double Helix che pensò ad un picchiaduro in 3D sulla falsariga di God of War e Devil May Cry con un vasto cast di personaggi giocabili e tantissime ambientazioni in maniera analoga a quanto fatto con Justice League Heroes su PS2

Il titolo arrivò ad un buon punto dello sviluppo salvo poi essere fermato perché l’interesse intorno a Justice League era scemato. Molte delle soluzioni trovate per il gioco sono poi finite nel divertente Green Lantern: Rise of the Manhunter tie-in, forse migliore, del film con Ryan Reynolds.

Recuperate Justice League – Darkseid War cliccando QUI

100 Bullets (PS2, Xbox)

Nel 2004 Acclaim mostrò il suo 100 Bullets, impressionante sparatutto in terza persona in cui sono evidenti le influenze delle meccaniche di Max Payne, ispirato alla seminale serie Vertigo.

Il gioco avrebbe raccontato una storia inedita e parallela rispetto al fumetto scritta dall’autore del fumetto stesso Brian Azzarello e con la consulenza artistica del disegnatore Eduardo Risso, peccato che Acclaim di lì a poco avrebbe incontrato grossi problemi economici dovendo abbandonare il progetto che in buon stato di avanzamento non fu recuperato da nessun altro developer e lasciato scivolare nel dimenticatoio.

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