Roma, 6 aprile 1520, Palazzo Caprini. Raffaello muore improvvisamente, a causa
di un’influenza contratta pochi giorni prima; la Trasfigurazione, ormai completata,
è posta in fondo alla stanza.

Agostino Chigi, suo committente romano e amico, fa avvisare direttamente Margherita Luti, l’amante/fidanzata di Raffaello, dall’incisore Marcantonio Raimondi, caro ad entrambi. Scrive personalmente la notizia a Michelangelo e Sebastiano del Piombo, mentre ordina di inviare delle lettere alla famiglia e ad altre persone indicate dal pittore prima di morire. Poi va di persona ad avvisare il Papa.

Quest’anno ricordiamo i 500 anni dalla morte del grande Raffaello, uno degli artisti più rappresentativi del nostro Rinascimento, ma che avrebbe sicuramente potuto darci molto di più se non fosse spirato nemmeno quarantenne, ci racconta il letterato Marcantonio Michiel, con segni straordinari che si avverarono come alla morte di Cristo.

Il fumetto è basato sul percorso artistico di Raffaello ed è narrato da tre persone a lui care, quando ricevono, o stanno per ricevere, la notizia della sua improvvisa morte, ovvero due sue amate, Sara e Margherita Luti – la Fornarina, e Michelangelo Buonarroti.

Dunque l’autore mantiene vivi due capisaldi della vita di Raffaello: i suoi tanti amori e la sua competizione (ma anche ammirazione, visto il suo ritratto nella Scuola di Atene) con Michelangelo. Ed in effetti Michelangelo avrà da dire, non senza un briciolo di presunzione: “Tutte le discordie che nacquono tra papa Julio e me, fu l’invidia di Bramante et di Raffaello da Urbino […] et avevane bene cagione Raffaello, che ciò che aveva dell’arte, l’aveva da me».

Il giovane Raffaello anche nel fumetto dimostra molta attrattiva per le innovazioni dell’ancora giovane Michelangelo (tra i due correvano più o meno otto anni di differenza), tanto che il primo arrivò anche a trasferirsi a Firenze.

L’ammirazione per Michelangelo si trasformò invece in uno scontro durante il loro soggiorno a Roma. Anche qui Bacchetta riesce bene a sottolineare come in realtà non furono i due interessati a schierarsi contro (anche se sembra che per Michelangelo sia una questione più personale che per Raffaello), ma fu il clima nervoso instaurato dal Bramante a creare questa dicotomia, che cercava di screditare il fiorentino.

Dall’altro lato come detto conosciamo due delle amate di Raffaello; che Raffaello avesse uno stile di vita invidiabile non era certo un mistero nemmeno ai suoi tempi e le varie Madonne e dame lo stanno a testimoniare nelle sue opere.

Sul lato tecnico, Bacchetta ha deciso di utilizzare la tecnica dell’acquerello, una tecnica che utilizza bene ai propri scopri e che si vede aver studiato diligentemente, mentre per i personaggi ha cercato di rifarsi, ove possibile, ai ritratti che ci sono stati tramandati; tuttavia non si possono tacere alcuni difetti nel tratto e nel disegno; il che è un peccato perchè il fumetto, altrimenti, sarebbe sicuramente un must-have per gli appassionati di arte. Ma resta comunque una ottima scelta se volete conoscere qualcosa di più sul genio di Raffaello, a cominciare dalle sue opere.

Nel volume infatti, come era prevedibile, troverete varie opere del Maestro, come La fornarina, la Scuola di Atene, Lo Sposalizio della Vergine e varie altre, per ripercorrere una delle carriere più brillanti (e purtroppo brevi) della storia dell’Arte.

Purtroppo il volume non ha extra.

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