Dopo aver conosciuto la Vita di Pai – che, per chi non lo sapesse, è la vita da neo papà di Davide Caporali, “Dado” torna questa volta con un prequel, una storia unica e coesa e non più una raccolta delle strisce quotidiane autoconclusive pubblicate sul suo profilo. Non poteva che intitolarsi Prima di Pai, sempre pubblicata da Shockdom.

Questo prequel mantiene quella semplicità e quell’immediatezza tipiche delle strisce quotidiane che hanno fatto la sua fortuna e che, a braccetto con la quotidianità che raccontano e con il piccolo protagonista, Leo, sono riuscite a fare breccia nel cuore dei lettori. Così come i colori pastello utilizzati, semplici e immediati, o i “meme diabolici” quando uno dei protagonisti si arrabbia.

Questa volta però Leo è un protagonista silente, poiché questo prequel vuole raccontare la gravidanza di Chiara e quindi l’attesa e l’arrivo del piccolo mostriciattolo di casa Caporali. Proprio come in Vita di Pai, un mix di sensazioni pervade il lettore: si ride (ovviamente), si piange, si riflette, ci si immedesima nelle piccole grandi gioie quotidiane e nelle piccole grandi difficoltà di quando si sta per diventare genitori. Il punto di vista è sempre quello di Dado, di come lui vede Chiara e ciò che lo circonda.

Ci sono personaggi che non avevamo conosciuto prima, funzionali alla storia che Dado vuole raccontare, e si gioca con i cliché della gravidanza e della coppia, cercando però di portare sempre del brio e di personalizzarli con qualcosa che sia solo di Davide e di Chiara. Un elemento utile ad avvicinare ancora di più il lettore a questo “nuovo” capitolo della vita dell’autore. Una storia a tappe che attraversa tutte le fasi della gravidanza: dalla scoperta alla presa di consapevolezza, il dirlo ai rispettivi genitori, la prima ecografia, le voglie, il giorno (infinito) del parto, la prima volta col bambino in braccio.

Prima di Pai è una sorta di circle of life: Dado con quest’opera crea una riflessione attraverso il piacevole intrattenimento, sull’importanza delle generazioni in una famiglia che, un po’ come in Coco della Disney, trova perfetto compimento nel finale, che forse vi strapperà una lacrimuccia. Uno di quei fumetti che fa bene al cuore, da leggere insieme ai propri figli, fidanzati e in generale parenti, per condividere con loro l’essere rispettivamente genitori e figli, fidanzati, nipoti, nonni, e così via. Nessun manuale per la sopravvivenza genitoriale, piuttosto una lettera onesta e sincera a tutti i (neo) papà e mamme là fuori, col consiglio di non avere più paura del dovuto ma di affrontare qualsiasi ostacolo con il sorriso sulle labbra. Un fumetto da regalare a chi sta per diventare genitori o a chi lo è già da un po’ per esorcizzare con una risata la paura del diventare totalmente responsabilii di un’altra vita umana.

Nota a margine: se in Prima di Pai tanti fumettisti di Shockdom avevano festeggiato la neopaternità del loro collega disegnando a loro modo il piccolo Leo, inframezzando le strisce, questa volta è Giacomo “A Panda Piace” Bevilacqua a fare gli onori di casa con una sequenza introduttiva al volume.

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