Dopo aver scaldato i motori con storie divertenti e scanzonate, a tratti anche un po’ naif, il nuovo scrittore di Amazing Spider-Man, Nick Spencer, schiaccia finalmente il piede sull’acceleratore e cambia totalmente registro, presentandoci una lunga saga dai toni più cupi e violenti.

Stiamo parlando di Prede ( Hunted in originale ), che altro non è che un sentito omaggio dell’autore a una delle storie più acclamate del Tessiragnatele, ovvero L’ultima caccia di Kraven di J.M. DeMatteis. Questa pietra miliare della mitologia ragnesca ha segnato uno dei punti più alti della sua lunga carriera editoriale, ma anche dei più drammatici, con un confronto tra Spidey e Kravinoff particolarmente teso e intenso, che sfocerà nel suicidio del cacciatore.

Dopo essere stato riportato in vita in Tetra caccia, un’altra cruda e sanguinolenta saga che ricordiamo soprattutto per gli splendidi disegni del nostro Marco Checchetto, il povero Kraven si sente spaesato e fuori contesto, in un mondo che non gli appartiene più e che aveva deciso di abbandonare. Da qui la decisione di punire la sua famiglia, che l’aveva resuscitato, e intraprendere un nuovo percorso in solitaria alla ricerca di se stesso.

Questo ci porta dritti alla saga di Spencer e all’elaborato piano che ha ideato per un ritorno in grande stile dello storico avversario dell’Arrampicamuri. Stavolta infatti non si tratta di un semplice faccia a faccia tra Kraven e la sua nemesi, ma di qualcosa di molto più esteso e lungimirante, che coinvolgerà tutti ( o quasi ) i supercriminali a tema animalesco, cacciati insieme al Ragno da un esercito di robot potenziati e armati fino ai denti, controllati da ricchi e viziati “cacciatori della domenica”, con Central Park come terreno di caccia. Il tutto all’interno di un campo di forza impenetrabile, come quello utilizzato dall’Hydra in Secret Empire, così che nessuno possa più entrare o uscire.

Insomma, la più grande e truculenta battuta di caccia della storia, sotto l’attenta supervisione di Kraven e di Arcade, esperto assoluto di trappole tecnologiche e mortali.

E’ piuttosto chiaro che Spencer abbia voluto alzare ulteriormente l’asticella, portando la caccia di Kraven a un altro livello, che lo vedesse nell’insolito ruolo di osservatore e burattinaio, in un gioco al massacro che metterà in discussione il ruolo di cacciatore e di preda e i delicati equilibri che da sempre regolano la natura, umana e animale.

Il confronto finale con l’Arrampicamuri ci sarà, inevitabilmente, per cui anche Kraven si metterà in gioco in prima persona, ma gli esiti dello scontro saranno spiazzanti e tutt’altro che scontati. Lo scrittore riesce dunque a omaggiare il racconto di DeMatteis, senza però scopiazzarlo o scadendo nel puro fan service, ma piuttosto giocando con i rimandi per metterli al servizio della storia.

Prede è sicuramente una saga più corale, che dimostra il talento di Spencer nel delineare i comprimari e i personaggi secondari. Uno su tutti, Gibbon, supercriminale di serie Z dall’aspetto scimmiesco, da sempre umiliato e deriso da tutti, ma che sotto l’egida di Spencer diventa un personaggio tridimensionale, triste e malinconico, in un tie-in a lui dedicato davvero toccante e commovente.

Ma lo stesso potremmo dire di Curt Connors, alias Lizard, altro storico avversario del Tessiragnatele, che vive il dramma di aver divorato il suo stesso figlio e non sa come farsi perdonare, ora che è tornato in vita grazie a Ben Reilly/Sciacallo ne Il complotto del clone. Un tormento che continua a perseguitarlo e lo costringe a fare i conti con il mostro che lui stesso ha generato.

Tante storie e tanti personaggi, dunque, per una saga che non mancherà di appassionarvi ed emozionarvi, grazie a un buon mix di azione e dramma e una sceneggiatura avvincente e ben calibrata, supportata dalle tavole energiche e dinamiche di Humberto Ramos e Gerardo Sandoval, due artisti ben noti ai lettori di Spider-Man e Venom. Il loro stile è molto personale e poco realistico, per cui non tutti lo apprezzano, ma in questo caso hanno svolto un lavoro egregio, dimostrando di essere convincenti anche in storie dai toni più cupi e drammatici, dove hanno calcato maggiormente su tratteggi e ombreggiature.

Considerando che l’inizio di Prede coincide anche col passaggio al menù monografico del quindicinale Panini, può essere una buona occasione per riavvicinarsi al Ragno, specie se si è amato lo storico racconto di DeMatteis. I lettori abituali, invece, di sicuro non rimarranno delusi da questa saga, che fa ben sperare per la gestione di Spencer su Amazing Spider-Man, già campione di vendite negli USA.

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