Panini Comics propone il secondo e ultimo volume di Atti di Vendetta, uno dei crossover più discussi della Marvel. Realizzato nel periodo in cui l’editor in chief era Tom De Falco, partì da un’idea di John Byrne che all’epoca si occupava delle collane dei Vendicatori. Cosa sarebbe successo, si chiese il celebre autore, se i vari supereroi del Marvel Universe fossero costretti a combattere avversari mai incontrati in precedenza e di cui non conoscono il modus operandi? La risposta era ovvia: si troverebbero in una condizione di svantaggio.

Lo spunto non era male e avrebbe dato l’opportunità agli autori di proporre situazioni mai viste. Tutto, quindi, nasce da un gruppo di supercriminali composto dal Dottor Destino, Kingpin, il Mandarino, Wizard, Magneto e il Teschio Rosso. Costoro superano le reciproche rivalità, almeno momentaneamente, e ordiscono un complotto ai danni dei Vendicatori e dell’intera comunità supereroica. Ordinano a svariati supercriminali di attaccare supereroi che non hanno mai incontrato e le conseguenze saranno presto preoccupanti.

Benché, come ho scritto, l’idea fosse intrigante, Acts of Vengeance non fu accolto positivamente da lettori e critici. Gli autori, infatti, non si coordinarono bene e non mancarono contraddizioni ed errori di continuity. Per giunta, il livello qualitativo dei capitoli era altalenante e il risultato complessivo non fu esaltante. Questo volume conclusivo non è migliore del precedente, ma non mancano momenti interessanti.

Tom De Falco scrive i nn. 411/413 di Mighty Thor e svolge un buon lavoro. Concepisce una trama divertente dall’impostazione classica con il Dio del Tuono alle prese con l’inarrestabile Fenomeno e con villain tipici della collana come Ulik e Loki. Inoltre, queste storie segnano l’esordio dei New Warriors, il team di supereroi che per un periodo ebbe una certa popolarità. I disegni sono di Ron Frenz che si ispira palesemente al tratto del leggendario Re Kirby e si dimostra valido e funzionale.

I nn. 366/367 di Captain America non sono particolarmente eccelsi, a causa delle trame banali e superficiali del compianto Mark Gruenwald che si limita a usare personaggi come il Teschio Rosso, Crossbones, il Controllore e Magneto senza inventiva. Per giunta i due albi sono illustrati da Ron Lim, sull’anonimo andante, e dal legnoso Kieron Dwyer. Gruenwald se la cava meglio nei nn. 6/7 di Quasar, riuscendo, se non altro, a evitare i soliti cliché delle serie cosmiche made in Marvel.

In questo caso, Wendell Vaughan deve sconfiggere il terribile Venom, nonché Klaw, il Laser Vivente e lo Spirito Rosso, e l’episodio del n. 6 è disegnato dal bravo Paul Ryan che si rivela efficace e accurato. Il n. 7, invece, formalmente non fa parte del crossover ed è incentrato su un dissidio tra l’eroe e lo spaventoso Terminus. Questo dettaglio, però, sarà rilevante per gli altri capitoli della saga. Purtroppo, i disegni non eccelsi di Mike Manley non valorizzano la sceneggiatura.

John Byrne si occupa dei testi del n. 312 di Avengers, coadiuvato dal talento grafico di Paul Ryan, e propone un interessante episodio che vede i più potenti eroi della terra scontrarsi con la Freedom Force. Ed è sempre Byrne a occuparsi del n. 54 di Avengers West Coast. L’autore è responsabile pure dei disegni e realizza forse il lavoro migliore del volume, con la filiale californiana dei Vendicatori costretta ad affrontare l’Uomo Talpa.

Il veterano Roy Thomas, assistito dalla moglie Dann, firma, invece, il diciannovesimo annual di Avengers e si collega all’episodio di Quasar riguardante Terminus. La storia non è male ma le matite, sfortunatamente, sono appannaggio del pessimo Herb Trimpe. Infine, sono inclusi i nn. 28/29 di Avengers Spotlight, comic-book che all’epoca narrava le avventure di Occhio di Falco.

L’arciere della Marvel dovrà fare i contri con una coppia di ‘urlatori’, Mimi Spaventia e Angar e in seguito con una pletora di criminali legati al Power Broker. I testi sono di Howard Mackie che si limita a ideare una trama convenzionale, per giunta illustrata dai pessimi Al Milgrom e James Brock.

In definitiva, il secondo volume di Atti di Vendetta, come il primo, del resto, è trascurabile. Se non avete particolari pretese e le semplici scazzottate tra eroi e cattivi sono per voi sufficienti, allora potete concedere una chance a questa proposta. Se, però, cercate la qualità, concentratevi su altro.

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