My Hero: One’s Justice verrà lanciato in Italia dal 25 ottobre 2018 su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, PC e al suo interno includerà una modalità storia raccontata dal punto di vista dei villain, una tecnica narrativa sicuramente inusuale nei videogames ispirati agli anime.

My Hero Academia (Boku no Hero Academia), il manga del talentuoso Kohei Horikoshi serializzato sul settimanale giapponese di Shonen Jump, è senz’ombra di dubbio la hit internazionale del momento con una serie animata sempre più seguita e amata, un lungometraggio animato che ha registrato incassi da capogiro solo al botteghino nipponico e, come se non bastasse, con il primo videogioco dedicato alle console ammiraglie di ultima generazione, PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, PC, in programma di pubblicazione in Italia dal 25 ottobre 2018.

My Hero Academia si presenta, apparentemente, come il tipico manga di combattimento composto da una miriade di eroi con poteri differenti e variabili con l’unico scopo di salvare la Terra dalla minaccia dei cattivoni di turno, i quali possiedono, di conseguenza, dei poteri speciali. L’incipit del manga incarna i clichè tipici dell’eroismo e del manga di combattimento “alla Shueisha”, ma il successo derivato da questa opera si materializza sul come gli eroi e i villain agiscono all’interno del loro universo, non tanto con quale potere magico o fisico, ma con quale ideologia e quale principio sono spinti per compiere determinate azioni.

Nell’opera di Kohei Horikoshi l’eroe è senz’altro la parte buona tra le due fazioni, ma non sempre la razionalità e la giustizia sono dalla loro parte. Talvolta anche il cattivo, seppur il fine programmato delle sue azioni non sia nobile, potrebbe ricoprire quella stessa posizione in quanto, all’interno del manga, Kohei Horikoshi non presenta i suoi villain semplicemente come degli ostacoli da superare per il protagonista e che, una volta superato, l’eroe diviene più forte e pronto per la prossima minaccia. Per l’autore, il villain viaggia parallelamente con l’eroe e questo non solo esalta il puro ed adrenalinico confronto tra le due parti, ma annulla completamente la formula matematica secondo la quale l’eroe = sottomette il cattivo.

Basti notare come molti villain della serie, come Stain “L’Assassino di Heroes”, non si sia confinato, appunto, al killer di eroi semplicemente per il suo soprannome o perchè il suo ruolo è quello di un villain. No. Il suo ruolo è quello di assassinarli proprio perchè crede che determinati eroi non possano incarnare quel ruolo. E se un eroe non può essere tale, allora non potrebbe difendere, di conseguenza, il bene e la pace. Un principio che dovrebbe essere lontano dalle logiche di un villain in quanto, guardando l’altra faccia della medaglia, Stain ha intenzione di salvaguardare la giustizia, sebbene in maniera arbitraria e losca. Il suo obiettivo, dettato da un pensiero fondamentalista, è di eliminare gli eroi, certo, ma non chi ne è valido, come All Might ed Izuku Midoriya ad esempio. Stain non solo vede in loro degli eroi in grado di capacità incredibili, ma dei portatori di principi attraverso i quali p possibile mantenere la pace senza combattere.

Qui ci si può rifare al concetto di razionalità. Un uomo, spinto dal proprio sogno, potrebbe non cogliere la realtà, ovvero di non poter essere un eroe e quindi di innescare problemi nella società. Invece, Stain agisce razionalmente proprio per evitare tale disordine.

Il pensiero dei villain nella serie ha un’importanza ancora più marcata in quanto diverse volte anche l’eroe tende ad essere influenzato dai principi oscuri.

Dopo questa premessa, con la quale si evidenzia come My Hero Academia pone il cattivo non come il villain puro ma più che altro come un antieroe, ad inizio articolo si parla di un videogioco in attesa di pubblicazione ispirato al manga e che prende il nome My Hero: One’s Justice.

My Hero: One’s Justice, essendo ispirato ad un manga di combattimento, si pone come un classico fighting game 3D ad incontri su arene attraverso il quale gli utenti possono rivivere gli eventi del manga originale e di combattere in battaglie libere con i personaggi di spicco dell’opera di Horikoshi.

Qualunque videogioco ispirato ad un manga-anime che si rispetti vanta una corposa ed accattivante modalità storia che traspone gli eventi originali e anche questo titolo ne possiede una. In particolare, gli eventi cominciano dalla seconda metà della seconda stagione animata sino alla prima metà della terza: dall’allenamento di Deku con Gran Torino fino allo scontro di All Might contro All for One. Ovviamente, l’utente rivivrà questi eventi dalla parte degli eroi, seguendo passo passo in maniera fedele ciò che il maestro Horikoshi ha disegnato.

Seppur presentando i canoni tipici dell’anime-videogame, My Hero: One’s Justice gode delle caratteristiche prettamente inedite che si ricollegano alla premessa sulla posizione del villain all’interno del manga riportata all’inizio. Il preambolo non è stato fatto senza un fine, anzi era proprio un aggancio a questo videogioco che esalta il villain non come l’entità che bisogna sconfiggere ma che, ad un certo punto, è qualcosa su cui possiamo per lo meno prestare attenzione.

Restando sempre sulla modalità storia, difatti, una volta conclusa con successo l’utente avrà modo, fin da subito, di riviverla nuovamente, ma questa volta dal punto di vista del villain in cui sarà possibile giocare la storia dalla prospettiva del cattivo scelto. Questa manovra da parte degli sviluppatori è del tutto inedita nel contesto di un picchiaduro ispirato ad una serie manga e anime. Nel corso della storia videoludica ci sono stati un’infinità di videogiochi ispirati ai manga più celebri, ma l’utente ha sempre vissuto la storia dalla parte dell’eroe. My Hero: One’s Justice, invece, pone l’accento anche dalla parte del villain e non solo per prolungare il divertimento.

Questo aspetto rende il titolo come una sorta di “antieroe” dei tipici videogiochi picchiaduro. L’utente non sarà solo incentivato ad emulare il concetto di pace, generosità e nobiltà, ma dovrà anche scendere nei bassifondi della propria coscienza e magari scoprire, grazie al gioco, che dentro di sè prova un sentimento contrastante, che si distacca dall’eroismo classico, che prima pensava di non possedere.

E non a caso il titolo è proprio “One’s Justice”, ovvero “la giustizia di un individuo“, ad evidenziare come la giustizia non è un preconcetto dettato dalla legge, ma un movimento, uno stile di vista, una visione esclusiva ed unica per ogni singolo individuo. Che sia un villain o un eroe non ha importanza.

Il videogioco non solo si pone l’obiettivo di emulare il manga originale dal punto di vista del design, ma anche dal concetto, dall’essenza che la storia vuole comunicare. Nel manga ogni personaggio ha un proprio concetto di giustizia, sia nobile o meno, e il videogioco sottolinea questo aspetto permettendo all’utente di arrivare in vetta anche con il pensiero di un villain, proprio perchè il cattivo non agisce semplicemente limitandosi alla sottomissione dei suoi ostacoli, da ribadire ancora. L’utente si troverà, pertanto, ad affiancare la fazione dei cattivi scoprendone così i principi e i motivi dietro determinate scelte.

Ironico considerando che nel titolo, oltre a “One’s Justice”, c’è anche “Hero”. Ciò sta a significare, ancora una volta, che il concetto di eroe in senso proprio del termine non ha come destinazione la fazione dei buoni, ma convoglia in un bivio la cui via sarà una scelta dell’utente in prima persona.

Dopo aver giocato entrambe le modalità l’utente avrà quindi la possibilità di giudicare il concetto di eroismo degli hero e dei villain e da lì capire quale fazione fa meglio per la propria personalità.

My Hero: One’s Justice sarà lanciato in Italia dal 25 ottobre 2018 su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, PC via STEAM in formato digitale e altri distributori.

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1 commento

  1. In realtà una cosa simile la si può trovare nel gioco di Naruto ultime ninja storm revolution dove in una storia a sé utilizzi alcuni dei “villain” per avere chiarimenti sul corso della storia

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