Hasta La Victoria! Venceremos! – Historica 61 | Recensione

Pubblicato il 4 Febbraio 2018 alle 10:00

Si conclude Hasta La Victoria!, la drammatica saga cubana scritta e disegnata da Stefano Casini! Cosa succederà al tormentato Nero Maccanti nel contesto inquieto della rivoluzione guidata da Fidel Castro e Che Guevara? Scopritelo in questo volume della collana Historica!

Mondadori Comics propone i due capitoli finali di Hasta La Victoria!, la saga scritta e disegnata da Stefano Casini, autore che molti ricorderanno per Dampyr e Nathan Never. La vicenda si svolge durante il periodo della rivoluzione cubana ai danni di Fulgencio Batista e, in ossequio alla tradizione del romanzo storico, include personaggi realmente esistiti e altri inventati. Tra questi ultimi, spicca il tormentato Nero Maccanti.

Costui è un uomo disincantato, avvezzo a prendere con filosofia ogni aspetto dell’esistenza, che rimane coinvolto, suo malgrado, nei complotti e nelle macchinazioni di svariati individui, a cominciare da un medico che collabora con i movimenti rivoluzionari. Hasta la Victoria! è comunque un racconto corale, ricco di protagonisti e valorizzato da un ritmo narrativo mutevole e coinvolgente. Alcuni momenti della narrazione, infatti, hanno un incedere lento e introspettivo, in linea di quello dei romanzi di Graham Greene e John Le Carré. Ma non mancano sequenze più veloci e adrenaliniche, incentrate sull’azione.

Le influenze della spy story nella trama concepita da Casini sono in effetti evidenti e l’autore si dimostra abile pure nell’analisi psicologica di Nero e degli altri charatcter. Colpisce in maniera positiva la sua equidistanza. Non dà giudizi, specialmente nei confronti di Castro e di Che Guevara, e non mostra di parteggiare per qualcuno o qualcosa, limitandosi a descrivere efficacemente un microcosmo popolato da politicanti corrotti, donne di facili costumi, sinceri rivoluzionari, avventurieri e gangster. Denuncia, inoltre, le disparità sociali ed economiche esistenti a Cuba: il lusso dei casinò frequentati da divi di Hollywood e la sontuosità dei grandi alberghi contrastano con la miseria dei quartieri popolari e delle campagne.

Se nei primi due capitoli le figure di Castro e del Che erano assenti, le cose cambiano in questo volume. I due assumono un ruolo più rilevante ma non diventano il centro della narrazione. Sono figure alle quali Casini concede il giusto spazio, senza sacrificare però Nero e le sue vicende personali che saranno davvero dolorose. In definitiva, Casini descrive un mondo caratterizzato dall’ambiguità morale. Nessun personaggio può essere considerato totalmente buono o cattivo e tutti, in fondo, divengono vittime degli eventi e di circostanze che solo fino a un certo punto sono in grado di controllare.

Come è facile intuire, in un’opera del genere il paesaggio e il contesto sociale contano molto e hanno la valenza di autentici protagonisti della storia. Casini si è inoltre occupato pure dei disegni. Il suo non è un tratto naturalistico; è, anzi, contorto ma non scade nel caricaturale. Risulta perfetto per la rappresentazione di un ambiente in cui vivono persone abituate a ogni esperienza e disposte a correre rischi e persino a sacrificare i propri affetti, stimolate da emozioni violente e irrefrenabili. Il lay-out è inventivo e le pagine sono impreziosite da notevole dinamismo.

Nel complesso, Hasta La Victoria! è un lavoro di buon livello che potrà piacere ai fan di Casini, agli estimatori del fumetto d’autore e a coloro che in una storia cercano un bel mix di intrattenimento e riflessione. Da provare.

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