Superman Returns di Bryan Singer con Brandon Routh

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“Perché il mondo ha bisogno di Superman”. Nel 2006, a 19 anni di distanza dal quarto capitolo della saga cinematografica iniziata da Richard Donner, Bryan Singer ha riportato sul grande schermo un Uomo d’Acciaio mai così umano, fragile ed alienato, alla ricerca di un suo posto tra l’umanità.

Prima ancora del flop di Superman IV: The Quest for Peace, la Cannon aveva preso in considerazione l’idea di realizzare un quinto film che sarebbe stato diretto da Albert Pyun ma la casa di produzione fallì e i diritti tornarono ad Ilya ed Alexander Salkind.

Nel 1990, fu lo stesso Ilya, insieme a Cary Bates e Mark Jones, sceneggiatori della serie tv di Superboy, a scrivere il soggetto per Superman V, che si sarebbe intitolato Superman: The New Movie. La storia raccontava della morte e della resurrezione di Superman a Kandor, la città kryptoniana miniaturizzata e imbottigliata da Brainiac.

Vennero realizzate due stesure dello script e Christopher Reeve sarebbe dovuto tornare nel ruolo dell’Uomo d’Acciaio.

Per pura coincidenza, nel ’92 la DC diede il via alla celebre maxi-saga sulla morte dell’Uomo d’Acciaio, ucciso da Doomsday e poi resuscitato. Il successo del fumetto spinse la Warner Bros. ad acquistare i diritti dai Salkind affidando il progetto al produttore Jon Peters.

Lo studio non voleva utilizzare il soggetto di Superman: The New Movie e venne ingaggiato Jonathan Lemkin per realizzare un nuovo script. La Warner intendeva realizzre un film da sfruttare commercialmente con un massiccio merchandising.

Lo script di Lemkin, intitolato Superman Reborn, raccontava della relazione turbolenta tra Clark e Lois e dello scontro tra Superman e Doomsday. Dopo la morte dell’Uomo d’Acciaio, Lois resta incinta attraverso un’immacolata concezione e suo figlio, raggiungendo l’età di 21 anni in tre settimane, diventa il risorto Superman e salva il mondo.

La Warner rifiutò lo script considerando alcune tematiche troppo simili a quelle di Batman Forever.

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Peters assunse allora Gregory Poirier per una nuova stesura. Nella sua versione, Superman consulta uno psichiatra ed ha problemi sentimentali con Lois mentre Brainiac crea Doomsday con del sangue “alla kryptonite”.

Ucciso dal mostro, il corpo dell’Uomo d’Acciaio viene rubato dall’alieno Cadmus, vittima di Brainiac. Superman resuscita e sconfigge il villain coadiuvato da Cadmus.

Privo di poteri, l’Uomo d’Acciaio indossa un’armatura robotica e deve imparare a riutilizzare le sue capacità attraverso la disciplina mentale del Phin-yar, simile alla Forza di Star Wars. Lo script comprendeva come villains anche il Parassita e Silver Banshee. Alla Warner lo script piacque ma Kevin Smith venne ingaggiato per riscriverlo e criticò il lavoro di Poirier che non rispettava i contenuti del fumetto originale.

Smith completò il suo soggetto nell’agosto del ’96 e Peters gli commissionò la sceneggiatura imponendogli alcune condizioni grottesche e demenziali che lo sceneggiatore ha più volte raccontato nei suoi incontri con il pubblico con risultati esilaranti: Superman avrebbe dovuto indossare un costume nero, non avrebbe dovuto volare, avrebbe dovuto affrontare un ragno gigante (idea riciclata da Peters per il pessimo Wild Wild West), avrebbe dovuto esserci uno scontro tra Brainiac e un orso polare, un cane spaziale per Lex Luthor e un robot assistente per Brainiac di nome L-Ron, definito con entusiasmo dal produttore “una specie di R2-D2 gay”.

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