Sherlock Holmes – Le cronache di Moriarty | Recensione

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Sherlock Holmes questa volta deve cedere il ruolo di protagonista al suo avversario più celebre.

Nel maggio del 1892 Moriarty sacrifica la sua vita per impedire agli antichi déi di prendere la Terra, ma questi, per vendicarsi, lo portano nel loro mondo e lo sottopongono a crudeli esperimenti. Solo grazie alla sua tenacia ed astuzia, dopo oltre un anno, il professore riesce a tornare sulla Terra, pronto ad iniziare una nuova missione, che lo porterà dall’Italia alla Turchia, fino negli U.S.A., accompagnato dalla bella Meredith Rutherford.

Il volumetto uscito per Cosmo Editoriale raccoglie i due volumi pubblicati in Francia tra il 2014 ed il 2016 e narra gli eventi successivi a quelli descritti in Sherlock Holmes e il Necronomicon, già presentato da Cosmo nel volume 6 di Weird Tales. Tuttavia non è necessario aver letto quest’ultimo volume per apprezzare la storia, in quanto il volume qui recensito fa intuire abbastanza bene quanto successo precedentemente. Inoltre la prima parte (corrispondente al primo volume francese) alterna scene di Moriarty sulla nostra Terra a scene di ricordi nel mondo degli déi oscuri, consentendo appunto di comprendere il perchè degli eventi.

Ciò premesso, il primo problema che mi sono posto leggendo il fumetto è se Moriarty fosse il protagonista adatto per questa storia… Alla fine devo dire che è credibile che un personaggio sfaccettato come lui possa compiere quelle azioni ed in ogni caso i suoi comportamenti e le sue parole non tradiscono la sua natura fredda e calcolatrice, che abbiamo imparato ad “apprezzare” come acerrima nemesi di Holmes.

La storia si sviluppa a segmenti regolari, ben calibrati, fino alla piuttosto prevedibile fine. Tuttavia, già dopo poche pagine il rivale di Holmes diventa il protagonista indiscusso ed i suoi compagni di viaggio sono ormai dei personaggi di contorno, essenzialmente inutili, inclusa Meredith Rutherford, che invece avrebbe potuto dare un di più alla storia. Infatti, se in Italia sono di aiuto a Moriarty per realizzare il suo intento, negli U.S.A. scompaiono definitivamente dalla scena.

Ma si tratta in ogni caso di difetti di secondo piano rispetto ad una storia godibile e ben scritta da Sylvain Cordurié, autore già apprezzato in Italia per I Maestri Inquisitori (Mondadori Comics) e Oracolo (Panini Comics).

Una nota a parte merita il lavoro dell’italiano Andrea Fattori, che ha fatto un lavoro molto buono su questo albo con il tratto realistico del suo disegno, molto adatto, a mio parere, alle atmosfere dei racconti di Holmes ambientati a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900; realismo, che, tuttavia, ha saputo anche declinare con le visioni fantastiche del mondo degli déi oscuri, in un riuscito contrasto tra i due mondi, di cui ho apprezzato soprattutto la caratterizzazione di alcuni personaggi e degli déi stessi.

L’edizione italiana è un brossurato bonellide in bianco e nero nella media della produzione Cosmo, ma il prezzo è davvero concorrenziale se si pensa che raccoglie due volumi francesi per euro 3,50. Il ridimensionamento delle tavole non ha per fortuna minato la leggibilità dell’albo o la possibilità di apprezzare i disegni.

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