Tokyo Ghost Volume 1 | Recensione

Pubblicato il 2 Settembre 2017 alle 10:00

Chi sono Debbie e Led? Sono i protagonisti di Tokyo Ghost, la dirompente serie Image creata da Rick Remender e Sean Murphy! Non perdete il primo volume di una saga cyberpunk pubblicata in Italia da Bao Publishing!

Negli ultimi tempi alcuni fan dei comics statunitensi stanno iniziando a definire l’Image, la casa editrice fondata nei primi anni novanta da Todd McFarlane e altri transfughi della Marvel, come la nuova Vertigo. In effetti, c’è qualcosa di vero. Ormai l’etichetta non pubblica più solo comic-book di supereroi e propone opere adulte, anti-convenzionali e spesso sperimentali. E’ il caso, per esempio, di Tokyo Ghost, tradotta da Bao Publishing.

In questo volume avrete modo di leggere i primi cinque numeri della collana e vi accorgerete che non si tratta di un fumetto come tanti altri. Non per niente a scriverlo è Rick Remender, uno degli sceneggiatori di punta dei comics a stelle strisce odierni, che ha già dimostrato in svariate occasioni di possedere inventiva innegabile. Tokyo Ghost potrebbe essere definito fantascientifico e, nello specifico, le suggestioni della narrativa cyberpunk sono palesi.

L’inizio della storia si svolge in una Los Angeles futuribile che potrebbe essere stata immaginata da William Gibson e Bruce Sterling ed è senz’altro degna di Blade Runner. Il capitalismo e il mercato dominano tutto e lo stesso vale per la tecnologia. I cittadini infatti ne sono ossessionati e non si limitano ad acquistare gadget sempre più sofisticati. Vivono proprio in simbiosi con essi e sono costantemente e mentalmente collegati alla rete che obnubila la loro psiche con programmi spazzatura incentrati sul sesso e sulla violenza. Sono pochi quelli che pensano in maniera individuale e hanno la capacità di comprendere appieno la situazione.

I protagonisti di Tokyo Ghost sono due: Led Dent, detto Teddy, che potremmo definire un drogato di Internet, e la sua splendida compagna, Debbie. Costoro danno la caccia ai criminali per conto di una corporazione. La ragazza, però, a differenza di Led, non è dotata di aggeggi cibernetici e ha preferito conservare la sua umanità. In pratica, è la mente del duo. Dopo quella che dovrebbe essere la loro ultima missione, però, il boss della compagnia li invia a Tokyo.

Qui la tecnologia non è permessa e una samurai ha creato un vero e proprio paradiso basato sulla natura e sulla spiritualità. La comunità che ci vive è quindi tornata all’umanità e le risorse naturali che vi si trovano fanno gola al capo di Led e Debbie. I due si recano dunque nella capitale nipponica per impadronirsene ma le cose poi cambiano e, come è facile intuire, la trama assume una svolta inaspettata.

Remender scrive testi inventivi, analoghi a quelli di scrittori hard-boiled come Raymond Chandler, ma non mancano giochi linguistici alla Burroughs e, naturalmente, stilemi cyberpunk. I dialoghi sono spiazzanti, a volte ironici, e si rilevano pure momenti introspettivi, legati ai flashback relativi al passato traumatico dei protagonisti, che rendono davvero imprevedibile la lettura di Tokyo Ghost.

Remender affronta argomenti importanti come l’ossessione dell’apparenza in un universo di selfie e vlog, l’informazione asservita alle dinamiche del potere, il consumismo e i problemi ecologici.

Ma Remender, specialmente nei capitoli ambientati a Tokyo, dimostra inoltre di conoscere bene il buddismo e il pensiero zen, elementi che si contrappongono alla società assolutamente disumanizzata di Los Angeles. Coloro che comunque cercheranno l’azione avranno pane per i loro denti. Insomma, Tokyo Ghost coniuga in maniera impeccabile l’impegno e l’avventura e ha una trama avvincente e ricca di pathos.

L’altro punto di forza dell’opera è rappresentato dagli spettacolari disegni di Sean Murphy. Il penciler rappresenta il mondo futuribile immaginato da Remender con una cura certosina che ha dello sbalorditivo.

Sono da tenere d’occhio le tavole a tutta pagina, di solito incentrate su momenti culminanti della story-line. La resa grafica è inoltre enfatizzata dai colori cupi di Matt Hollingsworth che ben si adattano all’inquietudine evocata dalla prosa di Remender e dall’arte di Murphy.

Tokyo Ghost non è quindi un semplice fumetto di fantascienza ma una lucida analisi della nostra società caotica. Se avete voglia di leggere una serie davvero peculiare, questo è un volume da non lasciarsi sfuggire.

Tokyo Ghost è una bomba. Non perdetelo.

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