Le cine-recensioni a fumetti di Leo Ortolani vengono raccolte da Bao Publishing in un volume tutto azzurro, completo di commenti ex novo non solo ai blockbuster di oggi ma anche ai classici del cinema d’evasione.

Anche chi non è più lettore assiduo di Rat-Man (o non lo è affatto) continua ugualmente a seguire il blog di Leo Ortolani, soprattutto per le sue recensioni e i commenti a caldo che, dal 2012, punzecchiano pellicole osannate da tutti e film trash dalla sceneggiatura discutibile.

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Con molta (auto)ironia, Ortolani si burla di titoli amatissimi come The AvengersStar Trek: Into Darkness e, che tu sia o meno un fan devoto di questi film, poco importa: de gustibus, dicevano già i latini, e si ride.

In esclusiva per Feltrinelli, CineMAH presenta: Il Buio in Sala è disponibile anche con una variant a tema Mad Max: Fury Road: però, per coloro che se la lasceranno scappare, sarà comunque una soddisfazione avere un libro tutto azzurro nella propria libreria.

Leo Ortolani iniziò le sue cine-recensioni nel 2012 in seguito alla visione di The Avengers. Trovandosi solo in mezzo ad un pubblico di fan entusiasti, Ortolani postò la sua prima critica a fumetti per la stessa ragione che spinge l’utente medio ad utilizzare internet: cercare qualcuno che la pensi come lui.

Probabilmente per Ortolani deve essere stato difficile trovare conferma a questo suo primo “MAH”, dato il successo di The Avengers: però, qualsiasi siano i gusti dei suoi lettori, non si può fare a meno di ridere per il tipico umorismo che si può ritrovare solo nel migliore Rat-Man.

La prima pagina della recensione “Gliavengers”

L’umorismo di Ortolani si riconosce già a cominciare dalla sua introduzione, seguita a ruota dalle prefazioni di Alessandro “DocManhattan” Apreda e da professionisti/colleghi che tuttora collaborano con Bao Publishing: Giacomo Bevilacqua, Roberto Recchioni e Zerocalcare.

Seguono a ruota le cine-recensioni, anche inedite, di film che sono quasi sempre blockbuster (o comunque “cinema per nerd”), nei loro (pochi) alti e (tanti) bassi. Alcuni lettori potrebbero non apprezzare l’impaginazione della raccolta, compresa la scelta di inserire le vignette in uno sfondo azzurro, ma questo ovviamente non toglie nulla al contenuto del volume.

 

Le recensioni di Ortolani sono brevi ed efficaci (alcune, specialmente quelle esclusive, durano solo una vignetta) e, ovviamente, autoconclusive, ma alcuni punti chiave si ripetono costantemente in tutta la raccolta: dall’avversione per Shailene Woodley (soprannominata “La Cozza”) nel ruolo di Mary Jane Watson al rapporto difficile con gli universi cinematografici Marvel e DC, dalle strizzatine complici di J.J. Abrams alle misteriose scomparse di sceneggiature mai più recuperate (a scapito dei film).

Non sfuggono all’ironia di Ortolani nemmeno Andrew Garfield ed Emma Stone (rappresentati rispettivamente come uno scoiattolo impagliato e una ranocchia), per non parlare della misteriosa identità di Karl Urban (chi?).

Attraverso questi elementi le cine-recensioni di Ortolani acquistano una sorta di continuità, dovuta anche al fatto che spesso l’autore, mentre commenta il film in questione, accenna anche alle pellicole che in quel periodo erano in lavorazione: un’attenzione privilegiata viene dedicata al reboot dei Fantastici Quattro e a Star Wars: Il Risveglio della Forza.

Inoltre Ortolani non si limita a giudicare la pellicola, ma anche le reazioni dello spettatore medio (esilaranti le fan di Tom Hiddleston quando entra in scena Loki) e, ovviamente, se stesso, includendo anche degli scorci autobiografici.

Alla fine, si può anche non essere dello stesso parere di Ortolani (soprattutto per quanto riguarda Prometheus), ma non si può fare a meno di ridere insieme a lui.

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