Arriva un nuovo albo della collana Superfumetti dedicata a un altro celeberrimo eroe Marvel: Thor, il Dio del Tuono! Non perdete le sue classiche avventure firmate dai leggendari Stan Lee, Jack Kirby e Walt Simonson!

La collana Superfumetti di Mondadori Comics si sta concentrando su personaggi di vario tipo, spaziando tra i generi. I supereroi non sono mancati e, dopo gli albi dedicati all’Uomo Ragno e a Iron Man, è ora il turno di un altro importante Marvel character, l’amatissimo Thor, il Dio del Tuono creato dagli onnipresenti Stan Lee e Jack Kirby nel 1962. Thor è uno dei pilastri dell’universo narrativo della Casa delle Idee e nel corso dei decenni ha subito numerosi cambiamenti.

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Ciò era già insito nello stesso Dio del Tuono sin dall’esordio. Quando Lee e Kirby decisero di usare in chiave supereroica una divinità nordica, trascurarono gli elementi mitologici a lui più congeniali, preferendo proporlo come una specie di Superman della Marvel. Infatti nei primissimi episodi scritti da Larry Lieber Thor di solito lottava contro alieni o tiranni del futuro e i riferimenti al mondo di Asgard e degli déi norreni erano pressoché inesistenti (con l’unica eccezione del perfido fratellastro Loki, il dio del male).

In seguito però Lee si rese conto che poteva sfruttare un intero pantheon mitologico e gli aspetti fantasy di Thor si fecero sempre più preponderanti, prima con gli splendidi Racconti di Asgard pubblicati in appendice a Journey Into Mystery che introdussero Odino, Balder, i Tre Guerrieri e tutti gli altri personaggi noti ai fan; e poi nelle storie principali della testata che cambiò nome in Mighty Thor. E fu allora che, grazie ai testi efficaci di Lee e agli eccezionali disegni del Re Kirby, il mensile divenne uno dei migliori della Marvel.

Questo albo si apre con una sequenza tratta dai nn. 126-128 di Mighty Thor che sintetizza il periodo in cui questi aspetti mitici diventano appunto essenziali. E’ la cronaca del drammatico scontro tra il Dio del Tuono e il Principe della Forza Ercole. Thor, geloso di Jane Foster, si azzuffa con lui in una lotta senza esclusione di colpi che quasi distrugge mezza New York.

Lee delinea una story-line dal ritmo indiavolato e Kirby ha modo di dimostrare tutta la sua potenza grafica, sebbene le chine di Vince Colletta smorzino in parte la forza espressiva delle sue matite. Non manca l’infido Seidring che sfiderà Odino e prenderà momentaneamente il suo posto come regnante di Asgard ma che darà pure al Dio del Tuono l’opportunità di dimostrare il suo valore, persino quando tutto sembra ormai perduto.

Il pathos di queste storie, malgrado siano passati parecchi anni dalla loro uscita, è intatto. Vale altresì per il n. 159 che narra le origini di Thor. In principio, infatti, il gracile chirurgo Don Blake aveva trovato un bastone che battuto sul terreno lo trasformava appunto in un dio. In seguito però il Sorridente si accorse di aver commesso un passo falso: se Thor è immortale ed è sempre esistito, dov’era prima che Blake trovasse il bastone? Lee risolve la questione, narrando una vicenda che fornisce una risposta plausibile al dilemma ed evidenzia l’aspetto umano del personaggio. Anche in questo caso, Kirby si rende responsabile di tavole eccellenti, immaginifiche e visionarie.

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C’è poi una storia tratta dal n. 362 di Mighty Thor che simboleggia un altro momento rilevante della lunga esistenza editoriale del Dio del Tuono, quello cioè di Walt Simonson, il grande autore che negli anni ottanta firmò una lunga e acclamata run che ebbe il merito di rinnovare la serie, riportandola agli antichi fasti dopo un periodo di crisi. Simonson accentua l’aspetto mitico delle avventure e le sue divinità sono più vicine alla tradizione se paragonate a quelle di Lee.

L’episodio costituisce il capitolo finale della lunga lotta di Thor contro la temibile Hela e appaiono tutti i personaggi cardine della saga, sottoposti a un’interpretazione che li rende più sfaccettati e tridimensionali (vale in particolare per il tormentato Balder e per il cupo Esecutore, qui in una versione più matura, lontana da quella del classico villain dei primordi). E persino personaggi mai del tutto sviluppati come Harokin diventano nelle mani di Simonson intriganti e caratterizzati dalla tipica ambiguità della Marvel dell’era Shooter.

I disegni di Simonson sono splendidi e il suo tratto grezzo e contorto è una rielaborazione dei canoni kyrbiani. E non si può ignorare l’incredibile n. 380, culmine artistico della gestione di Walt. Il penciler in precedenza aveva smesso di disegnare l’albo, concentrandosi sulle sceneggiature e affidando la parte grafica a Sal Buscema. In questa storia, però, torna ad occuparsi anche dei disegni con risultati strepitosi. L’episodio sancisce la conclusione del dissidio tra il Dio del Tuono, qui nel look con barba e armatura, e il mostruoso e gigantesco Serpente di Midgard.

L’episodio è composto da enormi splash page che consentono a Simonson di esprimere liberamente il gigantismo delle avventure di Thor. Il Serpente di Midgard, per giunta, è enorme e spaventoso e non può lasciare indifferente il lettore. Questo numero di Superfumetti è quindi valido ed è un ottimo punto di partenza per coloro che non conoscono bene il Dio del Tuono. Avranno modo di scoprire due delle fasi più importanti di uno dei personaggi di punta della Marvel.

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1 commento

  1. Una ventina di splash pages che arrivano qualche anno prima del numero culminante la saga della Morte di Superman di Dan Jurgens e cose simili come il Savage Dragon di Larsen ed un meno famoso albo di Stormwatch x i testi di Warren Ellis e le matite di Jim Lee. Una di quelle soluzioni che sono interessanti quando sono un chicco nero in un mare di chicchi bianchi. Oggi a dire il vero, considerato il numero di cartoonists folgorati da Chris Ware si va nella direzione contraria e sto aspettando di imbattermi in una mini di Atom in cui in micro vignette sono contenute altre micro vignette.
    Vinnie Colletta funziona bene quando sfarina le sue chine sulle matite di Geo Tuska ( si vedano Luke Cage o Ghost Rider nei seventies ) , ma ha smorzato effettivamente diversi lavori del King e non solo in Marvel ( ha messo la sua zampina anche sulle prime tavole di qualcuna delle testate del Quarto Mondo, poi siamo tutti stati salvati da Mike Royer ).
    Mi pare di capire che la critica , in generale, si stia orientando nel considerare lo iato tra il periodo Lee/Kirby dei sixties e la run di Simonson come meno interessante, ma ricordo ai lettori di ieri e di oggi che tra le due fasi Thor è stato nelle manine anche di John Buscema & Joe Sinnott e che la saga di Infinito, per esempio, conitiene in nuce il concetto alla base di Onslaught…

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