Recensione: Slot Barr vol. 1-2 – Ricardo Barreiro, Francisco Solano Lopez

Pubblicato il 23 Febbraio 2011 alle 15:51

Slot Barr vol. 1 – La confederazione del nucleo
Slot Barr vol. 2 – Il mostro del passato

Autori
: Ricardo Barreiro (testi), Francisco Solano Lòpez (disegni)
Casa Editrice: 001 Edizioni
Provenienza: Argentina
Prezzo: € 12,50, 24 x 17, 127 pp., b/n (vol. 1), € 12,50, 24 x 17, 134 pp., b/n (vol. 2)


Anno 2000, sulla Terra scoppia una colossale guerra nucleare, i potenti che l’hanno scatenata fuggono a bordo di un’innovativa nave spaziale, e giungono su un altro pianeta: Imperia, che diventa l’epicentro della successiva espansione del genere umano nel cosmo, un immenso impero che prenderà il nome di Confederazione del nucleo. Questo è l’antefatto, la situazione che fa da sfondo, molti anni dopo, alle avventure di Slot Barr, un umile manutentore di una nave spaziale distrutta in un indicente, che viene salvato dal naufragio da un parassita mentale, il quale, entrando nel suo cervello, gli dona sagacia, prontezza, e straordinarie capacità intellettive. Lim (questo il nome della creatura), stabilisce un contatto con lui in ogni situazione di tensione e pericolo nelle quali viene trascinato dal caso, e lo aiuta ad uscirne. Nel corso dei dodici episodi infatti, Slot Barr si trova a viaggiare nel tempo e nello spazio, a combattere guerre di ribellione, guidare rivoluzioni popolari, cacciare feroci animali spaziali, scontrarsi con mostri, mutanti, robot e oniriche allucinazioni. C’è perfino un episodio umoristico in cui deve destreggiarsi fra le mille insidie elettroniche delle città del futuro. E tutto questo senza dimenticare gli amori e le relazioni che sbocciano su quasi ogni pianeta, in un erotismo che in alcuni casi smette di essere soltanto suggerito, per diventare palesemente esplicito.

In questa piccola e vulcanica saga compaiono tanti di quegli elementi e scenari che risulta difficile elencarli tutti. Ricardo Barreiro dà libero sfogo alle sue più sfrenate fantasie, catapultando il suo eroe da una parte all’altra dello spazio senza un attimo di tregua. Nella varietà di pianeti che costituiscono la Federazione fa convivere le più svariate fonti d’ispirazione fantascientifiche della sua vasta cultura, passando dall’imprescindibile Asimov per Haggard, Lovecraft, fino a Philip K. Dick; e non attinge solo al campo della letteratura, ma anche a quello dei comics americani e del cinema, dove opere come 2001 Odissea nello spazio erano già giunte a modificare il genere. Ma in queste storie non è presente solo la rielaborazione della mitologia dei cosmonauti e il mistero dello spazio infinito. Quando la serie iniziò, nella metà degli anni ’70, l’argentina venne scossa dal regime militare di Jorge Videla, e la repressione colpì tutti gli artisti e intellettuali della nazione, compresi i fumettisti. Nelle storie di Slot Barr è così percepibile un cambiamento man mano che si procede nella lettura, un abbandono dei temi classici e semplici del fantastico, verso una direzione più cupa e politica. L’eroe spesso si scontra contro potenti, oppressori del popolo, dittature; e le sue avventure assumono un livello simbolico di contrasto contro ogni regime totalitario della storia. C’è anche un episodio che riesce a parlare in modo lucido e originale del nazismo.

Nella parte grafica, Solano Lopez non si limita a rendere su carta le visionarie sceneggiature di Barreiro, fa molto di più, le migliora, e rende godibili anche i passaggi non del tutto riusciti. Il suo stile muta acquistando sempre maggiore spessore, e la perfezione con cui rende sia i più complessi e astrusi macchinari, sia l’espressività dei corpi e dei volti, rende ogni tavola un capolavoro. Ed è un peccato che sovente Barreiro le costruisca affollandole con troppe vignette, soffocando così l’arte di Lopez, che da par suo riesce comunque a renderle armoniose e dinamiche, con una continua variazione di piani, prospettive, e soluzioni visive. Sebbene laddove riesca ad avere vignette più ariose dimostri tutta la sua grandezza, è incredibile il numero di particolari che riesce ad inserire anche in gabbie più strette e proibitive. Poi, come giustamente sottolineato nell’ottima prefazione al primo volume di Alessandro Di Nocera, il grande disegnatore argentino affronta qui le sue prime prove nel campo dell’arte erotica, della quale nel corso degli anni diverrà un indiscusso maestro. In definitiva, i difetti più grandi di quest’opera ricadono sulle sceneggiature talvolta ancora troppo ingenue, grezze, o traballanti di Barreiro, che era qui al suo esordio nel campo dei fumetti. Ma anche se non si tratta del capolavoro per entrambi gli autori, i due volumi di Slot Barr sono sicuramente una lettura interessante e ricca di suggestioni, che però va storicizzata e interpretata.


Voto: 8

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