Recensione: Spirit vol. 1 – Un Detective Creduto Morto

Pubblicato il 8 Febbraio 2011 alle 11:02

Autore: Darwyn Cooke (testi e disegni)
Casa editrice: Panini Comics
Provenienza: USA
Prezzo: € 13,00, 17 x 26, pp. 144


Scrivo la recensione di questo volume con un ritardo allucinante rispetto alla sua uscita, semplicemente perché di solito ho una mole abnorme di fumetti da leggere e molte cose rimangono in lista d’attesa, considerando che tendo a impegnarmi nelle letture senza necessariamente seguire l’ordine di acquisto. Nel caso del tp della linea 100% Cult Comics dedicato alla mitica creazione del grande Will Eisner, il detective Spirit, il tempo si è protratto per una serie di svariati motivi e non perché non mi interessasse esaminarlo.

Avrei potuto non recensirlo ma sarebbe stato uno sbaglio. Poiché coloro che magari se lo sono lasciato sfuggire, non saprebbero che l’attuale versione di Spirit del bravissimo Darwyn Cooke è certamente una delle migliori proposte DC degli ultimi anni. Le storie del detective Denny Colt, creduto morto ma in realtà impegnato a combattere il crimine con il nome di battaglia di Spirit, appunto, hanno avvinto tantissimi lettori, nonché cartoonist leggendari come Frank Miller o Alan Moore. Secondo gli studiosi dei comics USA, Will Eisner, al pari di Kirby, considerato il padre della moderna sequential art, con Spirit ideò gli stilemi tipici della letteratura disegnata statunitense, ancora oggi di sconcertante contemporaneità, e hanno influenzato pure i serial supereroistici (le atmosfere delle storie di Spirit hanno qualche analogia con quelle del Batman di Bill Finger e Bob Kane).

Spirit, nel corso del tempo, è stato spesso ristampato in America e nei primi anni novanta la Kitchen Sink pubblicò materiale nuovo a lui dedicato, supervisionato da Eisner, realizzato da gente del calibro di Alan Moore, Neil Gaiman, Dave Gibbons o Joe R. Lansdale e, in tempi più recenti, la DC Comics ha varato un serial regolare, realizzato da Darwyn Cook, e la run iniziale è inclusa in questo primo volume.

Le vicende di Spirit, assistito dall’autista di colore Ebony, alleato del commissario Dolan e fidanzato con la bella figlia di quest’ultimo, sono ambientate a Central City, città stile Gotham, tormentata dal crimine e da villains stravaganti e inquietanti. Le trame si svolgono, però, ai giorni nostri e Cook, pur rispettando la psicologia del personaggio e conservando le splendide atmosfere pulp e noir del modello originale, le ‘contamina’ con un feeling più attuale, con accenni a Tim Burton, ai Clash o al movimento punk. E anche i membri del cast sono attualizzati, specie Ebony che, nella versione di Eisner, aveva tratti farseschi che, in epoca di ‘political correctness’, non sono più consentiti (e Cooke fa commenti sarcastici al riguardo).

Il ritmo degli episodi è veloce, irresistibile, con dialoghi ben impostati, e la struttura narrativa, talvolta caratterizzata da monologhi interiori, richiama gli sperimentalismi eisneriani delle storie classiche, con molta ironia e a volte vere e proprie satire sulla televisione e l’incessante ricerca dell’audience, per esempio, o sulla pubblicità, con accenni alle tensioni della realtà globale condizionata dalla paura del terrorismo.

Cooke, inoltre, già apprezzato per le serie animate di Superman e Batman, per fumetti come Catwoman, The New Frontier o Wolverine/Doop, tra le altre cose, si dimostra, inoltre, un ottimo penciler, con il suo stile perfetto per le situazioni noir e poliziesche che sono l’elemento predominante di Spirit. Ma non mancano, a tratti, stilemi piacevolmente ‘cartoon’, a dimostrazione del talento poliedrico dell’autore.

Il mio consiglio spassionato, quindi, è di recuperare questo tp e anche i successivi. Avrete a che fare con un character fondamentale del fumetto americano che rientra prepotentemente nella sensibilità odierna grazie a Darwyn Cooke. Non ve ne pentirete.


Voto: 8

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