Assassini, templari, rivoluzionari, pirati e Big Money. Ubisoft ringrazia tutti!

Una volta compravi un gioco ed era completo. Con il passare del tempo le cose sono un po’ cambiate.
Oggi, se possiedi una console, i giochi nuovi li paghi 70 euro. E no ma c’è Amazon. E no ma c’è Steam. E no ma c’è Gesù Cristo. Ok, va tutto bene. Ognuno compra i giochi dove vuole, al prezzo che vuole. Il problema è un altro.

Il videogiocatore moderno compra un gioco. Se il gioco comprato dal videogiocatore moderno è incompleto, allora c’è un problema. Un grosso problema.
Una volta i videogiochi non avevano bisogno di patch correttive al Day One. Oggi sì. Sempre.
Una volta c’erano i beta tester. Gente seria. Gente pagata per trovare i problemi all’interno dei videogiochi.

Oggi i beta tester non esistono più. L’industria videoludica ha deciso di risparmiare, trasformando il videogiocatore moderno in (provateaindovinare) BETA TESTER!

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Così, oggi compri un gioco e noti subito che ha dei problemi. Segnali tutto su internet e gli sviluppatori iniziano (con i loro tempi) a lavorare per risolvere i vari bug.
Può passare un giorno o un mese. Che uno dice ok per un giorno non cambia nulla, va bene così, ora tutto funziona perfettamente quindi ciao.

Però, quando i bug non vengono risolti subito, allora qualcuno può anche incazzarsi un pochino.
Perché alla fine chi compra il gioco al D1 come minimo lo gioca al D2, perché il D1 lo passa a segnalare i problemi (come facevano una volta i beta tester).
Ma ehi… tutto è bene quel che finisce bene. Invece no.
Al lancio di Assassin’s Creed Unity, i videogiocatori di tutto il mondo si sono un po’ arrabbiati (giustamente).

Perché il gioco (rullo di tamburi) era incompleto.
E quando compri un gioco a prezzo pieno e non puoi giocarci perché è pieno di bug e quindi incompleto… allora c’è un problema. Un enorme problema.
È successo anche con altri titoli, come ad esempio Driveclub. E sì, insomma, è successo un po’ troppo spesso ed è proprio per questo che una situazione del genere non è più accettabile.

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Una volta va bene. Due volte ok. Tre volte no. Quattro volte ANDATEVENEAQUELPAESE.
Con il lancio di Assassin’s Creed Unity, Ubisoft ha quasi perso la faccia (giustamente).
Tutto è iniziato con la campagna pubblicitaria. La next gen inizia ora, la next gen È il nuovo Assassin’s Creed e roba del genere.

O forse i problemi sono cominciati molto prima. Magari dopo Assassin’s Creed 2, che poi esce il 2.5 che ha l’online e poi esce il 2.75 con Ezio che è invecchiato (e poverino bisogna capirlo) e poi esce il 3 (considerato da molti il peggior capitolo di sempre) e poi arriva il 4 che in realtà è il 3.5 e poi, alla fine, arriva Polly. No scusate, arriva Unity.

Purtroppo Ubisoft ha disintegrato il suo brand più famoso nel giro di pochissimo tempo continuando a riproporre sempre le solite meccaniche senza innovare (quasi) nulla.
Ma almeno una volta andavi a comprare un Assassin’s Creed e potevi giocarci tranquillamente (mica poco di questi tempi).
Alla fine comunque tutti hanno deciso di supportare Unity.
I videogiocatori si sono fidati.

E Ubisoft ha deciso di premiare gli utenti con un prodotto incompleto e pieno di bug.
Senza contare che l’azienda, per farsi perdonare, ha deciso di regalare a tutti un DLC (anche questo pieno di bug).
Le cose in futuro miglioreranno?
Non resta che aspettare il prossimo Assassin’s Creed Day 39 Fixed Edition.

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È nato a Torino nel 1992. Scrive da molti anni le più disparate tipologie di testi: sceneggiature per fumetti e cortometraggi, mini-racconti, libri. Ha frequentato il Corso di Sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Torino (Anno 2012/2013). È un fan del fumetto underground. Segue con attenzione vari settori dell'intrattenimento italiano (in particolare cinema, fumetti, industria videoludica, tv e social media). Ha pubblicato a Lucca Comics&Games 2014 la storia breve I TRE MAIALI E IL LUPO CATTIVO (The Dirty Dozen - Kawama Editoriale). Ha anche un originalissimo (ed estremamente folle) blog: DIVIDI E CONQUISTA (http://dividieconquista.blogspot.it/). E proprio sul suo blog (ma tu guarda che cosa strana!) ha creato DISNEY GROUND ZERO, una serie di racconti dove i più famosi personaggi disneyani vengono rivisitati in chiave underground. Collabora con NonSoloGore (portale dedicato al cinema indipendente italiano), Moveorama Magazine, Ultimociak e Lo Spazio Bianco.

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