Autori: Jon Evans (testi), Andrea Mutti (disegni)
Casa Editrice: Panini Comics
Provenienza: USA
Prezzo: € 14,90, 14,5 x 21, pp. 200


Per quanto mi riguarda, questo è uno dei migliori fumetti usciti negli ultimi tempi. Proposto in America dalla Vertigo Crime e pubblicato in Italia da Panini Comics nella linea editoriale Panini Noir, è una graphic novel che non risparmia colpi violenti allo stomaco, grazie all’impeccabile costruzione della trama, ricca come non mai di suspense, e anche per le tematiche trattate, che certamente non possono lasciare indifferenti.

L’esecutore , scritto da Jon Evans, uno dei più importanti romanzieri noir contemporanei, è ambientato in una cittadina dello stato di New York, Elora. Qui la natura è idilliaca. Le persone, bene o male, si conoscono tutte. C’è un po’ di criminalità; ma non paragonabile a quella delle metropoli. La vita quotidiana è sostanzialmente tranquilla. Insomma, ci troviamo in una specie di microcosmo sereno alla Norman Rockwell.

Però, come sanno coloro che magari hanno visto il Twin Peaks di David Lynch, non ci si deve mai fidare delle cittadine apparentemente tranquille. Lo sa bene Joe Ullen, che a suo tempo aveva lasciato Elora per diventare una star del football, cosa che, tra l’altro, gli era anche riuscita per un periodo. Ma un infortunio sul campo da gioco lo costringe a lasciar perdere l’attività sportiva e ad occuparsi di altro.

Dopo qualche anno, il passato si fa risentire e viene a sapere che Miriam, la sua ex fidanzata, è stata uccisa e, per una serie di ragioni misteriose, lo ha nominato suo esecutore testamentario. Suo malgrado, Joe torna ad Elora e incontra vecchie conoscenze. Tra queste, Noemi, amica del cuore di Miriam, e il padre, lo sceriffo del posto.

Si intuisce che Joe ha qualcosa da nascondere: una vicenda terribile accaduta anni prima e che, forse, potrebbe in parte spiegare la morte di Miriam. E la situazione non è facilitata dalla presenza di minacciosi indiani che vivono in una riserva a poca distanza da Elora (e la tematica della contrapposizione americani/nativi è molto importante, oltre a quella, implicita, del razzismo).

Quando poi Joe, coadiuvato da Lisa, un’indiana la cui figlia è stata rapita, decide di indagare sulla morte di Miriam, porterà alla luce segreti agghiaccianti e avrà a che fare con un mondo squallido di sesso, molestie, pedopornografia, droga, tra indiani arrabbiati, cadaveri sfigurati, sparatorie e inseguimenti.

Evans, con rara maestria, descrive abilmente il lato malato e perverso della provincia americana, con sguardo freddo e distaccato, quasi da entomologo, rivelando, inoltre, una bravura sorprendente nei dialoghi, secchi e incisivi, perfetti per una storia noir che si rispetti.

Ma L’Esecutore è da segnalare anche per la parte grafica, appannaggio dell’italiano Andrea Mutti, che ha realizzato, tra le altre cose, Iron Man vs. Whiplash per la Marvel. Mutti, con un tratto dark particolarmente suggestivo, è bravissimo e visualizza l’atmosfera claustrofobica e opprimente di Elora in maniera efficace, con uno story-telling validissimo, di evidente matrice cinematografica; e sa caratterizzare ogni personaggio, facendo emergere la loro natura psicologica, le emozioni e, verso la conclusione del volume, le devianze celate da una maschera di tranquillità e rispettabilità. L’Esecutore è una delle proposte Vertigo più entusiasmanti di quest’anno e bene ha fatto Panini Comics a tradurla.

E concludo con una provocazione: come scopriranno i lettori, l’argomento della graphic novel è piuttosto scottante. Se questa storia fosse stata immaginata da un italiano, certi editor nostrani avrebbero avuto il coraggio di accettarla? O si sarebbero orientati verso i consueti conformismi?


Voto: 8

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6 Commenti

    • Ciao Mauri,
      Innanzitutto, rileggendo la recensione, mi rendo conto che avrei dovuto specificare meglio il discorso relativo al successo di Evans; nel senso che è considerato sì uno degli autori di noir contemporanei negli Stati Uniti ma qui in Italia non è conosciuto (in tutta onestà, non saprei neanche dirti se le sue opere sono state tradotte nel nostro paese). Tra i suoi romanzi più importanti c’è DARK PLACES, quello che ha suscitato più scalpore e gli ha fatto vincere il premio Ellis che, in ambito anglosassone, è importante almeno quanto l’Edgar. Se ti capita di leggerlo, ti accorgerai che è molto ‘forte’, persino più di certi romanzi di scrittori noir più noti da noi come Ellroy o Lansdale, tanto per fare qualche nome. Se leggi l’inglese e vuoi saperne di più dai un’occhiata al sito http://www.rezendi.com. A presto.

    • Ciao Mauri,
      Innanzitutto, rileggendo la recensione, mi rendo conto che avrei dovuto specificare meglio il discorso relativo al successo di Evans; nel senso che è considerato sì uno degli autori di noir contemporanei negli Stati Uniti ma qui in Italia non è conosciuto (in tutta onestà, non saprei neanche dirti se le sue opere sono state tradotte nel nostro paese). Tra i suoi romanzi più importanti c’è DARK PLACES, quello che ha suscitato più scalpore e gli ha fatto vincere il premio Ellis che, in ambito anglosassone, è importante almeno quanto l’Edgar. Se ti capita di leggerlo, ti accorgerai che è molto ‘forte’, persino più di certi romanzi di scrittori noir più noti da noi come Ellroy o Lansdale, tanto per fare qualche nome. Se leggi l’inglese e vuoi saperne di più dai un’occhiata al sito http://www.rezendi.com. A presto.

  1. Mi è saltata qualche parola nel post precedente: ‘è considerato sì uno degli autori noir contemporanei più importanti negli Stati Uniti ma qui in italia non è conosciuto’.
    Ciao.

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