Recensione: Secretarial Section Drop vol. 1 (di 3)

Pubblicato il 29 Novembre 2010 alle 12:31

Autore: Haruki.
Casa editrice:
Black Magic, sotto etichetta Magic Press.
Provenienza:
Giappone.
Prezzo:
6,90 Euro.
Note:
236 pagine, b/n e inserto a colori, brossurato con sovracopertina, per un pubblico adulto, solo per fumetterie.


Ennesima proposta proveniente dal Sol Levante che va ad arricchire il catalogo della Magic Press, che qui vara (assieme al precedente volume unico di Witchcraft), un’etichetta con logo ad hoc, Black Magic, per proporre materiale decisamente vietato ai minori.

Gli estimatori dei manga “porno” (ovvero gli hentai), già conosceranno alcune testate che da qualche tempo fanno capolino in edicola, ad esempio Fior di Loto et similia, ma la qualità complessiva, soprattutto di contenuti (c’è da chiedersi quanto leciti quando si tratta di parodie spinte di serie notissime come One Piece o Evangelion), non è sicuramente paragonabile a quanto offerto qui; la sostanza chiaramente non cambia ma, e questa forse è la parte veramente imbarazzante (scusate l’ironia), le scene di sesso non sono fini a se stesse (seppure esageratissime), bensì si può contare su un’idea di fondo sviluppata su una trama un minimo articolata.

Detto fuori dai denti, oltre alle “trombate” c’è anche uno straccio di storia, non è proprio un “pornazzo” nudo e crudo, per quei lettori che oltre ad apprezzare l’aspetto “hard”, vorrebbero anche un minimo di contesto credibile per calarsi nella lettura (qui l’ironia è assolutamente involontaria); venendo quindi ai contenuti, il protagonista è il giovane Godai dal curriculum non proprio di prim’ordine, assunto per un disguido da una multinazionale tra le più quotate che però, non potendo ammettere l’errore (!?), decide di tenerlo lo stesso relegandolo in uno strano ufficio (sperduto), pieno manco a dirlo di segretarie allupate come poche.

La cosa forse più sconcertante non è tanto che venga accolto quasi subito dalla più intraprendente di loro, Kyoko, praticamente mezza nuda, e di lì a poco l’amplesso è scontato, ma che ad una a una, anche quelle più (apparentemente) pudiche e restie tra quelle restanti (ovvero tre), finiscano per copulare col protagonista, con le giustificazioni più assurde mai sentite (ne mancherebbe una all’appello, ma i volumi sono tre, diamole tempo); lui, dal canto suo, essendo convinto di non valere nulla e ormai addetto semplicemente alla pulizia, si “sacrifica” e subisce quasi questi atti sessuali controvoglia (!?!), un po’ perché gliel’hanno ordinato (?!?!), un po’ perché se questo è l’unico modo per aiutarle a svolgere meglio il loro lavoro lui non può certo tirarsi indietro (!?!?!), un po’ anche, infine, perché in effetti ci gode come un porco (alleluja!).

Ci sono in effetti alcuni dettagli interessanti della trama (seppure pochi), ad esempio perchè una ditta di tal genere ha approntato un ufficio a cui l’ingresso è vietato praticamente a tutto il personale, tranne che a quelle poche segretarie, e se sanno o immaginano anche solo lontanamente quello che vi succede dentro, perché che qualcosa non vada si capisce fin da subito dai dirigenti che affidano il lavoro a Godai; ma sarebbe altrettanto interessante capire anche chi sia il vecchio pervertito che incrocia talvolta la strada di quest’ultimo e che sembra saperla lunga (ma su che cosa?), così come una certa dirigente vogliosa (che si concederà sicuramente nei prossimi volumi), ma volendo ci si può limitare a guardare solo le figure e tanto basterebbe.

Nulla da dire infatti sui disegni, chi bada solo a quelli non resterà certo deluso, addirittura l’autore ha pensato bene di inserire alcune pagine a colori, qui in carta patinata, con una focosa scena di sesso a metà volume; certo, le inverosimiglianze ci sono anche graficamente, le ragazze infatti sono tutte abbastanza poppute (tipico delle giapponesi!) e gli amplessi sembrano quasi dei combattimenti di arti marziali all’ultimo sangue, inondati di sudore manco ci fosse la piena del Nilo (ma erano veramente gocce di sudore quelle?).

Il protagonista poi, che non vorrebbe trombarsele (ma visto che insistono…), ha un membro di dimensioni ragguardevoli (anche qui, come tutti i maschi giapponesi), ma per fortuna censurato con una sbianchettatura ad hoc che ne delinea comunque perfettamente i contorni (e allora a che serve? Ma è uno dei tanti controsensi della censura nipponica, noto fin dagli albori del genere in Italia).

Edizione lussuosa e con sovracopertina, nel complesso quindi curatissima, quella della Magic; semmai, dati i contenuti decisamente pornografici, nonostante la censura ridicola degli attributi del protagonista, forse non era il caso di vendere il volume senza cellophane e quindi consultabile da chiunque (come se le fumetterie e le librerie di varia non facessero entrare minorenni), anche se chiaramente per una buona parte dei “lettori” basterà giusto una sfogliata per fiondarsi alla cassa pronti all’acquisto.


Voto: 7

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