Dead Body Road: la recensione di un viaggio adrenalinico del nuovo volume saldaPress

Pubblicato il 27 Ottobre 2014 alle 16:30

SaldaPress presenta una storia fulminante ed esplosiva di vendetta, dove il perdono non è contemplato!

Dead Body Road cover

Vendetta, pura semplice e soprattutto senza guardare in faccia nessuno: è questa l’unica cosa che ha in mente Orson Gage,  ex poliziotto a cui è stata appena uccisa la compagna, anch’essa un agente, durante una rapina. Trovare i rapinatori e ucciderli, senza pensare al dopo, o forse già sapendo che un dopo non ci  sarà. Questa è la trama, in breve, di Dead Body Road: magari già vista in tanti film ma meno comune in un fumetto, anche per la difficoltà di rendere il genere d’azione senza perdere dinamismo con le vignette.

Un breve e cupo flashback e poi siamo gettati dentro l’azione, con Orson alla caccia di di Mr.Lake e la sua banda di rapinatori. L’azione si scalda subito, e vediamo come Orson non si faccia troppi scrupoli per raggiungere il suo obiettivo, colpendo chiunque si metta sulla sua strada. Il protagonista è quindi un tipico anti-eroe, e difficilmente il lettore si identificherà a pieno con lui, date le sue azioni giustificate ma spesso spregevoli. Dead Body Road vuole probabilmente essere più uno spaccato su una storia di violenza che punta a colpire il lettore e lasciarlo spiazzato.

Già dalle prime pagine capiamo il buon lavoro di Jordan alla sceneggiatura: l’autore infatti non vuole semplicemente arrivare a situazioni pretestuose che portano ad inseguimenti e sparatorie. Piuttosto, sceglie di creare un buon numero di personaggi, scelta coraggiosa per un fumetto d’azione comunque non lunghissimo, tutti legati in un modo o nell’altro alla rapina e soprattutto alla grossa somma di denaro nascosta da qualche parte e legata alla rapina.

Preso a Orson infatti si unirà Rachel, ragazza di uno dei membri della banda di rapinatori che aveva deciso di voltar loro le spalle, pagandone le conseguenze. La ragazza è in pericolo, dato che potrebbe conoscere l’ubicazione del piccolo tesoro: ad Orson interesserà proteggerla ovviamente da un punto di vista egoistico, dato che Rachel sembra la via più facile per arrivare ai bersagli della sua vendetta.
Rachel non è ovviamente una damigella indifesa, ma un personaggio ben caratterizzato che proverà a stare al passo con le sparatorie e la violenza, pur ovviamente non appartenendo a quel mondo come Orson

Ma ben presto questo duo diventerà un trio esplosivo quando i due rischieranno di essere uccisi da Cobb, ex collega di Orson. I due riusciranno a salvarsi e invece di trucidare sul posto l’ex poliziotto corrotto decideranno di farlo entrare nel loro gruppo: nonostante non possano fidarsi di lui, l’impresa è disperata data la disparità d inumeor contro una banda di rapinatori e una pistola in più potrebbe rivelarsi decisiva.
Questo è forse il più grande punto di forza di Dead Body Road: un continuo intrecci tra i personaggi che non appiattisce la trama, lo stesso gruppo di protagonisti pronto a sfaldarsi ed ad esplodere, dato che Cobb è più interessato al tesoro che alla salvezza dei suoi due nuovi compagni.

E’ evidente, come già detto, che i due gruppi in competizione, quello di Orson e i rapinatori comandati da Mr.LAke, non siano alla pari: questi ultimi infatti assoldano un gruppi di motociclisti non proprio raccomandabili per tentare di arrivare a Rachel, e così ha inizio il vero punto forte del fumetto: l’inseguimento.
Prende buona parte della storia ed è un concentrato di adrenalina e tensione, ma la scelta geniale è quello di rappresentarlo con una seriemolto lunga di splash-page: in pratica le vignette andranno lette orizzontalmente, da una pagina all’altra, come una lunghissima sequenza con montaggio serrato in un film.
Una disposizione quindi funzionale a quello che vuole rappresentare, che spacca in due il ritmo dell’azione ed accelera i tempi di lettura dando ancor più l’impressione dell’alta velocità-

Il finale sarà, prevedibilmente, pieno di morti e con un assedio all’ultimo sangue di tutto rispetto. Le ultime pagine si dedicano però anche all’approfondimento dei personaggi, alle loro motivazioni e ai loro dubbi e rimorsi, con qualche flashback e qualche riflessione. L’approfondimento era in effetti un po’ mancato nelle prime pagine, ma è una scelta apprezzabile e studiata probabilmente, perché l’autore ha voluto acelerare sempre di più il ritmo per pii dilatarlo ne finale, quando ormai le cose avevano preso una piega definitiva e chiara.

Il tutto funziona molto bene anche grazie ai disegni di Matteo Scalera: l’italianissimo disegnatore, ormai una realtà affermata nel panorama dei comics, non sarà forse il disegnatore preferito di chi apprezza linee morbide ma qui compie un eccellente lavoro, che si tratti di disegnare volti e personaggi oppure macchine e fori di proiettile. Il suo tratto contribuisce a creare un tono realistico e cupo che però non appesantisce il fumetto riempiendo le tavole di inutili dettagli che in questo rallenterebbero la lettura e sarebbero quindi controproducenti.
I volti rimangono inoltre ben riconoscibili, particolare non trascurabile quando ci sono così tanti personaggi che non si è avuto il tempo di conoscere approfonditamente.

In definitiva Dead Body Road è una piacevole sorpresa: dalla trama generale potrebbe sembrare qualcosa di già visto, ma in realtà riesce ad intrattenere e colpire, non uscendo dai canoni del genere ma contemporaneamente non appiattendosi agli stereotipi dell’action. Basti aggiungere un disegnatore che sembra nato per questo tipo di storie e si ottiene un prodotto che vale la pena di leggere.

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