Panini Comics ripropone le storie del Re della Terra Selvaggia, l’unico e solo Ka-Zar, scritte da Mark Waid e disegnate da Andy Kubert! Cosa succede al biondo Tarzan della Marvel alle prese con una situazione che potrebbe distruggere il suo matrimonio?

Marvel Gold – Ka-Zar vol. 1

Autori: Mark Waid (testi), Andy Kubert (disegni)

Casa Editrice: Panini Comics

Genere: Supereroi

Provenienza: USA

Prezzo: € 17,00, 17 x 26, pp. 192, col.

Data di pubblicazione: luglio 2013

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Il Principe Namor, Sub-Mariner, è considerato il primo supereroe Marvel, creato nel 1939 dal compianto Bill Everett in piena era Timely. Ma alcuni fan mettono in discussione tale assunto, preferendo dare questo titolo a Ka-Zar. Il cartoonist Bob Byrd infatti inventò una specie di Tarzan con questo nome che agiva in una giungla popolata da dinosauri e uomini primitivi, pubblicato sin dal 1936 dalla Manvis. In seguito però i diritti del personaggio passarono alla Timely che ne proseguì le avventure e perciò ancora oggi ci sono discussioni al riguardo. E poi in epoca Marvel l’inossidabile coppia Lee/Kirby ideò una versione moderna di Ka-Zar in uno storico episodio dei mutanti X-Men.

Lee immaginò un giovane muscoloso che viveva nella Terra Selvaggia, luogo situato sotto i ghiacci dell’Antartide che pullulava di animali preistorici e uomini di Neanderthal. Ka-Zar era Kevin Plunder, appartenente a una famiglia di nobili inglesi, e come si scoprì su Daredevil era spesso impegnato ad affrontare le perfide macchinazioni del fratello Lord Parnival Plunder, alias il Saccheggiatore. Nel complesso il Ka-Zar del moderno Marvel Universe risentiva dell’influenza di Tarzan e della narrativa pulp ed ebbe un suo seguito e peraltro negli anni settanta fu titolare di una serie impreziosita dai talenti di disegnatori del calibro di John Buscema e di Gil Kane.

Negli anni ottanta il successo gli arrise grazie all’abile Bruce Jones che scrisse un comic-book apprezzato da parecchi e per giunta fornì a Kevin un senso dell’umorismo tipicamente British fino a quel momento assente. E il nerboruto tarzanide è apparso in vari albi Marvel, spesso in coppia con la moglie, l’avvenente Shanna. Adesso Panini Comics ristampa un serial realizzato nei primi anni novanta scritto da Mark Waid e disegnato da Andy Kubert nell’ambito della linea di volumi Marvel Gold.

Questo tp comprende i primi sette numeri del comic-book più l’albo denominato Ka-Zar Minus ed è in tali episodi che Waid imposta le premesse della sua story-line. A differenza di ciò che si potrebbe pensare, le avventure non si svolgono esclusivamente nella Terra Selvaggia, cioè nel tipico sfondo narrativo che è lecito aspettarsi da una storia di Ka-Zar; ma New York gioca anzi un ruolo preponderante nella trama. In realtà, Waid si richiama ironicamente a certi episodi degli anni sessanta che vedevano Kevin agire nel Marvel Universe propriamente detto. In alcuni numeri di Daredevil, per esempio, Ka-Zar, coadiuvato dal Diavolo Rosso, sventava un crimine del Saccheggiatore in territorio britannico. E in un celeberrimo episodio di Amazing Spider-Man Lee e Romita Sr. stupirono i lettori facendo apparire Ka-Zar intento a passeggiare per le strade di New York vestito di tutto punto e con la tigre ai denti di sciabola Zabu al guinzaglio, assoldato dal terribile Jameson per dare la caccia all’Arrampicamuri.

Strizzando quindi l’occhio ai vecchi Marvel fan, Waid tenta di fare qualcosa di analogo inserendo Ka-Zar e la stupenda Shanna a New York. Senza spoilerare, mi limito a chiarire che c’è una complicata macchinazione ai danni del nostro eroe che potrebbe coinvolgere un villain impensabile. Tuttavia, tra una sequenza d’azione e l’altra, Waid non si esime dall’analizzare in maniera approfondita il rapporto affettivo esistente tra Kevin e Shanna. Il loro matrimonio è infatti in crisi e tramite una serie di dialoghi ben impostati e a volte ironici Waid delinea la psicologia dei due character in maniera impeccabile e a conti fatti questo è l’elemento più intrigante della serie.

Anche la parte grafica è valida e del resto, considerando che alle matite c’è Andy Kubert, non potrebbe essere diversamente. Il figlio del grande Joe ci dona un’interpretazione maestosa e carismatica di Ka-Zar, rendendolo aggressivo e animalesco nelle pagine di combattimento e incredibilmente raffinato, quasi dandy, nelle sequenze più tranquille. La sua Shanna è meravigliosamente sexy e Zabu sembra un enorme gatto sempre in tensione, pronto a balzarti addosso quando me te l’aspetti. Impeccabile risulta poi essere la cura degli sfondi e dei particolari di ogni vignetta e il lay-out è inventivo. Insomma, Ka-Zar è un tipico prodotto di intrattenimento della Marvel anni novanta ma merita di essere preso in considerazione.


Voto: 7

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2 Commenti

  1. Ho una amore artistico viscerale per Andy Kubert, preferisco il suo tratto a quello del fratello maggiore Adam. Ma bisogna dare onore al merito anche alla figura del chinatore; che di fatto ha il merito di definire e migliorare il tratto fatto da un altro autore con la matita. In quest’opera Andy era chinato da Jesse Delperdang… un grande. Panini Comics non lo ha nemmeno menzionato nella copertina. Mi avrebbe fatto piacere se lo avesse fatto Duma nella sua (quasi) impeccabile recensione.

  2. @Paolo Gennari: non ho citato Jesse Delperdang semplicemente perché… mi è sfuggito. Lo ammetto con il capo cosparso di cenere e ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di citarlo ora. Onore al merito di Jesse, quindi.
    A presto.

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