Recensioni Comics

Recensione: Gunplay

Sergio L. Duma 17/12/2010

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Autori: Jorge Vega (testi), Dominic Vivona (disegni)
Casa Editrice: Free Books
Provenienza: USA
Prezzo: €12,90, 17 x 26, pp. 128


Come tutti gli utenti sanno, il fumetto americano non è solo Marvel o DC ma, ormai da parecchi anni, esistono numerose case editrici indipendenti che producono materiale interessante, spesso e volentieri di qualità pari, o superiore, a quello delle due major. Ovviamente, data la quantità di prodotti che mensilmente viene pubblicata, non tutto è allo stesso livello, e si possono trovare autentici gioielli così come tanta spazzatura (e il discorso include anche Marvel e DC, se è per questo!).

Spesso ho la sensazione che molte etichette nostrane, dal canto loro, fanno a gara per acquistare i diritti di traduzione di certi fumetti solo perché di provenienza statunitense. E va da sé che possono accaparrarsi un serial di grande livello oppure un’autentica fregatura, forse pensando che il lettore è, comunque, di bocca buona e accetta qualunque cosa.

Magari il discorso può pure estendersi ai manga ed è evidente che non tutti i manga sono capolavori; ma non importa, pensano le case editrici: nel mio catalogo ci deve essere per forza qualche manga, e pazienza se quelli migliori sono nelle mani dei concorrenti; raschiamo il fondo del barile e speriamo bene.

Ho pensato a ciò leggendo Gunplay, pubblicato in America dall’etichetta indie Platinum Studios, scritto da Jorge Vega e disegnato da Dominic Vivona. A prima vista, si tratta di un western anomalo, dal momento che sono presenti elementi thriller e horror, con un pizzico di paranormale; qualcosa che si è potuto già riscontrare in alcuni racconti di Joe R. Lansdale, per esempio, o nella sua versione di Jonah Hex.

Avendo, in ogni caso, un debole per il western, mi sono incuriosito e, dopo la lettura, posso affermare che, per quanto mi riguarda, abbiamo a che fare con il tipico prodotto di scarto Made in USA. Siamo nel selvaggio west, duro e violento, mutuato dal serial televisivo ‘Deadwood’, in un’atmosfera fondamentalmente reazionaria e bigotta, nonché omofoba.

Vega descrive le vicissitudini di un predicatore e di suo figlio, un ragazzo che potrebbe essere un sensitivo; e le loro vicende si intrecciano con quelle di svariati altri characters, imperniate su una pistola maledetta e su spettri in cerca di vendetta. Insomma, Gunplay è pieno di cliché dall’inizio alla fine, con personaggi, peraltro, mai pienamente approfonditi ed eccessivamente monodimensionali e situazioni violente che, però, mi hanno annoiato.

Tutto è banale e superficiale, a cominciare dai dialoghi pieni di luoghi comuni, e del resto i testi di Vega sono a dir poco insipidi. E nemmeno la parte grafica è eccelsa. Dominic Vivona ha un tratto grezzo e legnoso, privo di personalità, e non riesce mai a discostarsi dalle convenzioni visive dilaganti nei comics a stelle e strisce.

Mi sento solo di salvare i colori di Nei Ruffino, decisamente appropriati, con i toni sfumati e crepuscolari delle sue scelte cromatiche, per un fumetto che vorrebbe essere una contaminazione di western e horror. Tuttavia, mi sembra poco per promuovere Gunplay. E, infatti, non lo promuovo, con la consapevolezza che, nel mercato USA, ci sono e ci saranno certamente prodotti migliori da propinare ai lettori.


Voto: 4

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