Recensioni Fumetti

Misdirection: i social media nella pre-adolescenza [Recensione]

Emiliano Sportelli 24/03/2017

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Nuovo lavoro per la fumettista italiana Lucia Biagi. Misdirection è l’arte di distogliere l’attenzione e rendere possibile un trucco di magia, ingannando i sensi e la mente.

La forza più grande di un romanzo di formazione consiste proprio nel mettere sullo stesso piano il lettore, l’autore e allo stesso tempo anche il personaggio principale. Vivere le storie dei protagonisti di questo filone letterario, vuol dire immedesimarsi in loro, rivivere quei momenti di crescita che hanno plasmato il nostro carattere.

Nella graphic novel Misdirection – appena uscita per la Eris Edizioni – la fumettista Lucia Biagi tocca tutti i punti fondamentali di un vero e proprio romanzo grafico di formazione, ma allo stesso tempo riesce quasi a discostarsi da esso, concentrandosi più sull’evoluzione della storia in sé piuttosto che su quella dei suoi personaggi, creando una suspance che incolla il lettore alla pagina.

E come spesso accade in queste storie colme di “vita” sono proprio i ragazzi a prendere in mano le redini del gioco. Misdirection non si discosta per nulla da questo aspetto; non c’è una donna piena di ansie e dubbi (peculiarità tipiche dell’essere donna), bensì una ragazzina di appena 13 anni: Federica. È a lei che la Biagi dà voce per raccontare la sua storia.

Una storia come tante a dire il vero, nulla di così originale, se non fosse che presenta caratteristiche tipiche dell’adolescente 2.0 (smartphone, social network), nonostante siano però vivi quei punti cardini che fanno di Misdirection un fumetto votato all’evoluzione del racconto e che getta luce sul tempo vissuto.

Tutto verte attorno alla scomparsa di Noemi, l’amica più grande di Federica che la fa sentire speciale quando le confida i suoi segreti.
La ragazzina sente crescere il panico, tanto quanto sente crescere la confusione davanti a temi da “adulti” a cui non è preparata, come la sessualità, con cui si scontra tramite la vita dell’amica.

Ma soprattutto si scontra con l’amara verità: sono sempre le donne e le ragazze a sbagliare in questa società, la colpa viene data a loro ed è di loro che si spettegola in un piccolo paesino, non degli uomini. 

In periodi  in cui si discute molto sul ruolo dei social media e della rete nella pre-adolescenza e nell’adolescenza, Lucia Biagi crea un mondo vero, un universo lontano dagli stereotipi e dagli allarmismi con cui si parla di cyberbullismo e anonimato in rete.

Con grande abilità di scrittura e sintesi dà corpo a un personaggio complesso e contraddittorio, che con coraggio e ostinazione mette in discussione sé stessa e il suo rapporto simbiotico con il suo smartphone. Per scoprire alla fine che è la società reale quella che fa male e che giudica, e le nuove tecnologie sono solo strumenti che amplificano le storture della realtà.

Con questo lavoro la Biagi ha dato prova di avere grandi doti fumettistiche, una scrittura asciutta e semplice da affrontare unita ad un tratto leggero, fanno di Misdirection un piccolo tesoro da conservare.

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