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Mamoru Oshii e Fallout 4: 10.000 ore nel Wasteland per il regista di Ghost in the Shell
Eleonora Masala 15/02/2026

Mamoru Oshii, il leggendario regista di Ghost in the Shell, ha raccontato una cosa che ha fatto impazzire molti fan: ha passato circa 10.000 ore su Fallout 4. Sì, diecimila. Un numero folle, soprattutto se pensiamo che parliamo di uno dei registi più influenti dell’animazione giapponese, non di uno streamer a tempo pieno.
Oshii ha spiegato che Fallout 4 è praticamente il gioco perfetto per lui, “costruito su misura per i miei desideri”. In particolare apprezza il sistema VATS e la violenza del mondo di gioco, che secondo lui ha senso in un contesto post-apocalittico dove la brutalità fa parte della sopravvivenza. Insomma, niente edulcorazioni, per Oshii il Wasteland deve essere duro, sporco e spietato.
Il suo stile di gioco è ancora più particolare. Praticamente ignora la trama principale, non si schiera con le fazioni, non costruisce insediamenti e non gira con compagni, tranne Dogmeat, ovviamente. Il resto del tempo lo passa esplorando, saccheggiando e combattendo in solitaria, come un vero lupo solitario nel Commonwealth. Un approccio quasi filosofico, che sembra riflettere anche il suo modo di vedere i mondi distopici nelle sue opere.
C’è poi un dettaglio che fa sorridere, Oshii odia la Confraternita d’Acciaio. A quanto pare, passa il tempo a eliminarli sistematicamente, accumulando le loro armature fino al punto da rallentare il gioco per il peso dell’inventario. Una sorta di vendetta personale dentro un videogioco open world.
Nonostante abbia superato il livello 100 da tempo, Oshii dice di essere ancora stupito dalla sua stessa ossessione per Fallout 4. E in fondo è proprio questo il segreto dei grandi sandbox, ti permettono di giocare come vuoi, creando una storia tutta tua. Nel caso di Oshii, una storia fatta di solitudine, esplorazione e caos controllato.
Sapere che un autore come lui passa così tanto tempo in un mondo virtuale dice molto su quanto i videogiochi siano diventati un mezzo creativo e personale, non solo intrattenimento. E forse, chissà, qualche idea per il prossimo progetto gli è venuta proprio mentre vagava nel Wasteland.


