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Frieren: quando il disegno a mano racconta il tempo nella nuova ending

Eleonora Masala 20/01/2026

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La nuova ending della seconda stagione di Frieren – Oltre la fine del viaggio ha colpito nel segno fin dal primo ascolto e, soprattutto, dal primo sguardo. Non tanto per effetti spettacolari o animazioni complesse, quanto per una scelta che oggi sembra quasi rivoluzionaria: è stata realizzata interamente a mano, usando matite colorate e matite acquerellabili. Un lavoro delicato, intimo, che sembra respirare allo stesso ritmo della storia che accompagna.

Dietro questa ending c’è Mimei Aoume, artista già coinvolta nella prima stagione e tornata a firmare una delle parti più evocative dell’anime. In un momento storico in cui il dibattito sull’intelligenza artificiale e sull’automazione creativa è sempre più acceso, Aoume rappresenta una voce decisamente controcorrente. Il suo approccio unisce sì il digitale, ma solo come supporto finale: il cuore del lavoro resta analogico, fatto di carta, colore e gesti ripetuti a mano.

Secondo quanto riportato nella bio del suo profilo, Aoume si è laureata presso la facoltà di progettazione ambientale della Women’s Showa University. Il suo stile si riconosce subito: linee morbide, colori tenui, una grande attenzione alle atmosfere. Le sue opere spaziano tra anime, produzioni video, illustrazioni e contenuti educativi, e non è nuova a collaborazioni importanti. È sua, ad esempio, anche la copertina della ending The Story of Us di Milet.

La nuova ending di Frieren sembra riflettere perfettamente l’anima dell’opera. Non racconta una storia lineare, ma una successione di luoghi, ricordi e momenti che scorrono uno dopo l’altro, proprio come fa il tempo nella vita della protagonista. Ci sono immagini che trasmettono serenità, altre che portano con sé una malinconia sottile, mai pesante, sempre coerente con il tono della serie.

Al momento non sono stati condivisi dettagli tecnici approfonditi sulla realizzazione della ending, ma sul profilo X dell’artista sono apparsi alcuni fogli con i frame disegnati a mano durante il processo. Guardarli dà quasi l’impressione di sfogliare un diario di viaggio, fatto di immagini più che di parole.

In un anime che parla di memoria, attesa e tempo che passa, una ending così non poteva che nascere da mani vere. E forse è proprio questo il motivo per cui riesce a emozionare così tanto.

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