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Fermo di Sualzo – Recensione Bao Publishing

Armando Perna 30/07/2013

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Perché affaticarsi a rincorrere se stessi quando ci si può ritrovare semplicemente fermandosi per un po’? Ecco la risposta di Sualzo in questo nuovo volume, degno compagno di viaggio per le imminenti ferie estive.

COVER FERMO (477 x 640)Fermo

Autore: Sualzo

Editore: Bao Publishing

Genere: Riti di passaggio inaspettati

Formato: Brossurato 17 x 23

Pagine: 128 a colori

Prezzo: € 15.00

Data di pubblicazione: 2013

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Molti credono che la forza debba manifestarsi in maniera eclatante, come l’impeto di un uragano o la violenza del mare in tempesta che si infrange sugli scogli.

Costoro trascurano quanto forte sia la scogliera che non cede sotto i colpi che su di essa si schiantano, o l’albero che saldamente rimane al suo posto senza farsi sradicare dal vento.

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Fermezza, non a caso, è un sinonimo di forza: una forza di tipo diverso, invisibile ma intensa, che solo l’animo umano sa esprimere. La forza di un legame affettivo, di un sogno, di una passione, all’apparenza deboli ma con radici profonde, come ci racconta Sualzo in questo bellissimo libro intitolato appunto Fermo e pubblicato da Bao Publishing che inaugura così la nuova collana “le città viste dall’alto” (che ospiterà anche Alberto Madrigal e Stefano Simeone) il cui nome mi ha subito fatto venire in mente una frase de Le città Invisibili di Calvino: “le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra”.

Non fa eccezione la piccola Bibbiena (comune nella provincia di Arezzo con poco più di dodicimila anime nella zona del bellissimo Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna a cavallo tra la Toscana e l’Emilia) dove Sebastiano si reca per svolgere il servizio civile.

Assegnato ai “servizi sociali”, Sebastiano approfondisce, per mezzo del confronto con gli altri, la conoscenza di se stesso. Persone più o meno comuni diventano personaggi di un romanzo di formazione dal carattere intimista e dai toni visibilmente autobiografici ma nei cui testi e situazioni possono cogliersi citazioni letterarie, musicali e cinematografiche.

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Il mix ben strutturato tra l’introspezione del protagonista e la coralità dei suoi comprimari (primi tra tutti i gli eccentrici “matti” cui Sebastiano fornisce assistenza; i miei preferiti sono Massimo, che canta costantemente Rino Gaetano, ed Enzo che corre i cento metri in “0 secondi”), introduce con leggerezza temi forti come quello della malattia, della pazzia, della ricerca dell’identità e della comprensione dei propri sentimenti. Spunti di riflessioni intensi ma brevi, piccole scosse d’inchiostro colorato, aforismi grafici sulla vita, sulla felicità, sulle paure che ciascuno si conserva dentro e che ci impediscono di vedere le cose nella loro giusta dimensione.

A centoventi all’ora in autostrada non percepiamo né i contorni né i colori. Stando fermi si.

Viviamo esistenze frenetiche, affannate, e trascuriamo molto di quello che è importante. Corriamo, ma a volte stiamo semplicemente fuggendo. Diamo all’attesa, all’assenza di movimento, un connotato esclusivamente negativo perché la confondiamo con l’inerzia, mentre potremmo imparare dagli uccelli il moto immobile del volo planato.

Questo libro ci ricorda che dobbiamo imparare a prenderci i nostri tempi, e fermarci, qualche volta, ad osservare una rondine o un fiocco di neve che cade, e nel mentre fare una telefonata ad una persona a cui vogliamo bene o riprendere a scrivere quella canzone che abbiamo ancora nel cassetto.

Ringrazio Sualzo per la sua sensibilità e per questo libro di cui io stesso avevo bisogno e che consiglio a tutti, soprattutto a quelli che non credono di avere il tempo di leggerlo.

Un ottimo esordio per Bao Publishing in questa nuova collana di cui attendiamo con impazienza i prossimi volumi.


Voto: 8

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