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Attack on Titan: il peso di aver dato tutto
Eleonora Masala 12/01/2026

Durante un evento dedicato alla riproiezione del capitolo finale di Attack on Titan, è arrivata una dichiarazione che ha colpito profondamente i fan della serie. Hajime Isayama, autore del manga, ha affidato a una lettera letta sul palco un pensiero sincero e disarmante sul suo presente creativo, confessando apertamente di non essere più in grado, oggi, di disegnare una storia come Attack on Titan.
L’occasione era piuttosto raccolta: una proiezione speciale con alcuni membri del cast dei doppiatori, tra cui Yuki Kaji ed esponenti dello staff dell’anime come il regista Yuichiro Hayashi. Proprio durante l’evento, il messaggio di Isayama è stato letto a sorpresa, riportando l’attenzione su un autore che, dalla fine della serializzazione, si è volutamente tenuto lontano dai riflettori.
Nella lettera, Isayama chiarisce di non essere attualmente al lavoro su nuovi manga e di non avere più il ritmo produttivo che lo ha accompagnato per oltre dieci anni. Racconta di dedicarsi solo occasionalmente a illustrazioni, firme e collaborazioni mirate, come il progetto Soyogi di Yuki Kaji, ma di aver smesso di disegnare quotidianamente come durante i lunghi anni di Attack on Titan.
Ciò che colpisce maggiormente, però, è il tono estremamente onesto con cui parla del proprio esaurimento creativo. Isayama sottolinea di non vivere una vita oziosa o isolata, anzi: le sue giornate sono piene e impegnative, molto lontane dall’idea di “neet” che immaginava mentre lavorava alla serie. Eppure, nonostante questo, sente di aver dato tutto sé stesso nella sua prima grande opera, al punto da sentirsi completamente svuotato.
Secondo l’autore, se oggi provasse a scrivere qualcosa di nuovo, ne uscirebbe solo una versione ridotta o rielaborata di elementi già presenti in Attack on Titan. Una sorta di eco del passato, priva di quella forza necessaria per diventare qualcosa di davvero nuovo.
Le parole di Isayama non suonano come una resa, ma come una presa di coscienza. Dopo dodici anni di lavoro intenso, pressioni enormi e un finale discusso, il bisogno di fermarsi appare non solo comprensibile, ma umano. Per ora, Attack on Titan resta il luogo in cui Isayama ha riversato tutto se stesso. E forse, proprio per questo, continua a parlare così forte a chi l’ha seguito fino alla fine.


