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Aniplex e Ufotable ribadiscono il loro no all’IA nelle produzioni anime

Eleonora Masala 13/01/2026

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Durante gli Astra Awards 2026 è  arrivata una notizia davvero interessante. In un momento in cui l’IA viene utilizzata un po’ ovunque, Aniplex e Ufotable hanno detto chiaramente che no, loro non hanno alcuna intenzione di usarla nelle loro produzioni. Nemmeno in futuro, anche se dovesse diventare super avanzata.

Una presa di posizione molto chiara. Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti delle due aziende, la scelta nasce da una visione molto chiara dell’animazione: per loro, l’anime è prima di tutto espressione umana, fatta di sensibilità, intuizione e lavoro artigianale. Tutte cose che, almeno per come la vedono loro, non puoi davvero delegare a un algoritmo, per quanto possa diventare sofisticato.

E se pensiamo a Ufotable, in realtà questa scelta non sorprende nemmeno troppo. Il loro stile si riconosce subito, c’è una cura quasi maniacale per i dettagli, e si sente che dietro c’è un lavoro umano enorme. Basti pensare alle spettacolari scene di combattimento di Demon Slayer, dove animazione tradizionale, compositing e CGI vengono fusi con grande equilibrio. Dietro ogni episodio c’è il lavoro di animatori, registi e artisti che mettono qualcosa di personale in ogni fotogramma. È proprio questo approccio che lo studio vuole continuare a difendere.

Aniplex, dal canto suo, ha sottolineato come l’uso dell’IA potrebbe snaturare il rapporto tra creativi e opera. Non si tratta solo di efficienza o velocità produttiva, ma di preservare un processo in cui le scelte artistiche nascono da persone reali, con esperienze e sensibilità diverse.

In un’industria che guarda sempre più spesso all’automazione come soluzione a tempi stretti e costi elevati, questa presa di posizione suona quasi controcorrente. Allo stesso tempo, però, rappresenta una rassicurazione per molti fan, preoccupati che l’uso dell’IA possa portare a un appiattimento stilistico o a una perdita di identità.

Il messaggio è chiaro: per Aniplex e Ufotable, il futuro dell’anime passa ancora dalle mani degli artisti. E, almeno per ora, non sembrano disposti a rinunciare a quell’anima umana che ha reso le loro opere così amate in tutto il mondo.

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