Anna, recensione della serie Sky: il miracolo di Niccolò Ammaniti

Pubblicato il 23 Aprile 2021 alle 13:00

Abbiamo visto i sei episodi in anteprima e vi raccontiamo cosa aspettarvi senza spoiler.

Titolo originale: Anna

Genere: distopico

Episodi: 6 di 40-50 minuti ca.

Creata da: Niccolò Ammaniti basata sul suo omonimo romanzo

Cast: Giulia Dragotto, Alessandro Pecorella, Elena Lietti, Roberta Mattei, Giovanni Mavilla, Clara Tramontano, Viviana Mocciaro, Nicola Mangano

Produzione: Sky Studios, Wildside, Arte France, Fremantle, Kwaï

Distribuzione: Sky Atlantic e NOW, dal 23 aprile tutta subito disponibile

Federico Vascotto
Federico Vascotto
2021-04-23T13:00:47+00:00
Federico Vascotto

Abbiamo visto i sei episodi in anteprima e vi raccontiamo cosa aspettarvi senza spoiler. Titolo originale: Anna Genere: distopico Episodi: 6 di 40-50 minuti ca. Creata da: Niccolò Ammaniti basata sul suo omonimo romanzo Cast: Giulia Dragotto, Alessandro Pecorella, Elena Lietti, Roberta Mattei, Giovanni Mavilla, Clara Tramontano, Viviana Mocciaro, Nicola Mangano Produzione: Sky Studios, Wildside, Arte France, Fremantle, Kwaï Distribuzione: Sky Atlantic e NOW, dal 23 aprile tutta subito disponibile

Abbiamo visto in anteprima Anna, la seconda serie di Niccolò Ammaniti per Sky dopo Il Miracolo, questa volta tratta da un suo stesso romanzo da lui adattato per il piccolo schermo e per il quale si è cimentato per la prima volta anche alla regia di tutti gli episodi e vi raccontiamo in anteprima cosa aspettarvi senza spoiler.

Anna – una distopia in cui crescere è mortale

Anna descrive una Sicilia post apocalittica, riconquistata dalla natura e senza più adulti. Crescere infatti vuol dire andare incontro alla Rossa, il virus che sta decimando la popolazione mondiale. Basta avere il ciclo o i primi ormoni e si manifestano i primi sintomi cutanei, che portano lentamente e inesorabilmente alla febbre e alla morte.

anna sky

In questo scenario si muove l’eroina Anna, interpretata da un’acerba Giulia Dragotto (acerba e altrettanto ben scelta insieme agli altri esordienti Alessandro Pecorella, Giovanni Mavilla e Clara Tramontano). Dopo quattro anni dall’esplosione dell’epidemia, sono i bambini selvaggi a comandare le parti della Sicilia che Anna si trova ad attraversare e affrontare. Sono dovuti crescere prima del tempo, seppur non fisicamente ma psicologicamente, spesso senza una guida.

E’ anche su questo che riflette il serial: l’importanza della figura degli adulti nella vita dei bambini, che spesso sono (o comunque dovrebbero essere) guida e punto di riferimento. Senza di loro, manca una bussola e soprattutto un contesto sul come affrontare le avversità che la vita “da grandi” ci mette davanti.

Anna parte alla ricerca del fratellino Astor, scomparso mentre lei si era allontanata per cercare da mangiare, e questa la porterà ad affrontare sfide a cui non era preparata; ma lei è caparbia, tenace, coraggiosa come poche altre e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, maschi o adulti che siano. Si scontrerà con i Blu, una comunità comandata da Angelica, la perfida regina che tiene con sé “La Picciridduna” (Roberta Mattei), l’unico adulto sopravvissuto, che pare abbia il potere di salvarti dal virus.

Anna – nel buio, la luce

anna sky

Il poster della serie recita “nel buio, la luce” e non si tratta solo dello scorcio di speranza anelato da tutti i protagonisti, ma proprio del gioco continuo fra luce e buio degli scenari quasi ancestrali (spesso non funziona più l’elettricità) in cui si muovono i personaggi. Scenari apocalittici, che sfruttano al meglio l’entroterra siciliano e le sue suggestive location per farne personaggio, che però è quasi un nemico, un ostacolo da superare, a più livelli. Scenari rustici eppure pregni di desiderio di vita, pur nella desolazione più totale, nelle leggi della natura, nel baratto e nel pedaggio per passare. Campi, boschi, ruderi di palazzi, centri commerciali e supermercati abbandonati come quello dei gemelli, senza più leggi o istituzioni a fare da garanti.

La colonna sonora è altrettanto eclettica e mescola canzone italiana e internazionale, popolare e british, fin dalla sigla Settembre di Cristina Donà. Si passa dagli Alphaville ai Mercury Rev senza soluzione di continuità, da Loredana Bertè a Frank Sinatra, Mia Martini, Ornella Vanoni, musica tribale e altro ancora. Internazionale proprio come il mondo che racconta, geolocalizzato eppure strutturato, suonato, narrato, girato, montato come la serialità d’oltreoceano.

La serie però non parla della pandemia che stiamo vivendo, ma della paura di crescere, tanto desiderata quando si è piccini e altrettanto ricordata con nostalgia quando si diventa grandi. Qui diventare adulti significa morire, che vale per tutti anche nel nostro mondo, ma in Anna accade prima del tempo, non si va oltre una certa soglia d’età, c’è una data di scadenza proprio come quella dei barattoli che la madre Maria Grazia (Elena Lietti, che ritroviamo azzeccata dal Miracolo) si raccomanda di leggere sempre nel Libro delle cose importanti, che lascia ai figli dopo la sua morte.

Il miracolo che Niccolò Ammaniti e Francesca Manieri sono riusciti a fare con Anna, che magari non risulta totalmente fluida ma comunque compiuta nel finale, è aver composto un altro prodotto figlio della drammaturgia americana e non italiana (nel senso migliore del termine), nella struttura, nei raccordi, negli scenari raccontati e sfruttati. Un unicum che non ha nulla da invidiare alla serialità di qualità europea e internazionale.

La serie è disponibile – prima volta per uno Sky Original – interamente con i suoi sei episodi dal 23 aprile su Sky On Demand e in streaming su NOW. Questo perché, come hanno raccontato Ammanniti e Miniero durante la conferenza stampa, è un prodotto che si presta al binge watching perché appassiona e per essere compreso appieno.

La serie è prodotta da Mario Gianani e Lorenzo Mieli con Lorenzo Gangarossa per Wildside, società del gruppo Fremantle (che è il distributore internazionale), in coproduzione con ARTE France, The New Life Company e Kwaï.

Acquistate il romanzo da cui è tratto Anna!!

In Breve

Giudizio Globale

8.0

Sommario

Il miracolo che Niccolò Ammaniti e Francesca Manieri sono riusciti a fare con Anna - una distopia in cui crescere è mortale, non totalmente fluida ma compiuta nel finale - è aver composto un altro prodotto figlio della drammaturgia americana e non italiana (nel senso migliore del termine).

8

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