E’ arrivato anche nelle sale italiane Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, terzo capitolo della trilogia cinematografica diretta da Christopher Nolan con la quale il regista inglese ha voluto dare la sua personale visione del mito batmaniano e un epilogo epico e commovente attraverso un percorso di caduta e resurrezione dell’eroe. Temi fondamentali e ricorrenti non solo nell’ultrasettantennale saga a fumetti del Cavaliere Oscuro ma nell’intero apparato mitologico del DC Universe che, per esigenze narrative e creative, affronta costantemente crisi, finite, infinite e finali, prima dell’immancabile rinascita.

Una delle fonti d’ispirazione per The Dark Knight Rises è stata chiaramente la graphic novel Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, il capolavoro di Frank Miller in cui un Bruce Wayne cinquantenne ed acciaccato torna ad indossare il manto di Batman per difendere Gotham City. In Batman Beyond, nata come serie animata ed entrata a far parte di recente della continuity ufficiale a fumetti, un ancor più anziano Bruce fornisce al giovane Terry McGinnis l’arsenale per diventare il nuovo Batman e combattere il crimine nella futuristica Neo Gotham. In Kingdom Come, Mark Waid ha ipotizzato un futuro nel quale Batman ha posto la città in uno stato di polizia sotto la vigilanza dei suoi robot.

Queste e altre versioni, più o meno elseworlds, dell’ultimo atto nell’epopea di Bruce Wayne sono storie a sé stanti del tutto indipendenti o cronologicamente troppo distanti dalla realtà fittizia e contemporanea raccontata mensilmente sulle serie regolari DC. Diventa interessante, dunque, constatare come, tra la fine degli anni ’90 e il primo decennio del 2000, la saga del Cavaliere Oscuro abbia gradualmente trovato una sorta di conclusione anche nell’attualità della continuity ufficiale.

Al contrario di altri supereroi, il microcosmo batmaniano sembra esistere al di fuori di una dimensione temporale cristallizzata. A Gotham i personaggi fanno il loro corso, maturano ed invecchiano. Un primo segnale lo abbiamo già a metà degli anni ‘80, quando Dick Grayson smette di essere l’eterno ragazzino nei panni di Robin e, divenuto un uomo, adotta l’identità di Nightwing iniziando ad operare da solo. Ma, nel DC Universe, ad ogni fine corrisponde un principio e l’icona di Robin sopravviverà ereditata negli ultimi ventisette anni da altri quattro ragazzi meraviglia delle cui sorti parleremo in seguito.

Il lungo percorso narrativo di Batman raggiunge il suo apice nel 1999 quando prende il via la lunga storyline-crossover Terra di Nessuno (No Man’s Land) che vede Gotham devastata da un terremoto, in preda all’anarchia ed abbandonata dal governo USA. E’ senz’altro la sfida definitiva per i gothamiti che, né prima né dopo, hanno affrontato una crisi di tale portata. Non a caso, Nolan ha imbastito uno scenario molto simile nel capitolo finale della trilogia cinematografica proprio per porre il Cavaliere Oscuro di fronte ad una situazione disperata e senza precedenti.

In Terra di Nessuno, il personaggio che imbocca il viale del tramonto è il commissario Gordon, costretto ad affrontare le sfide più ardue della sua vita personale e professionale. Assistiamo ad un confronto estremo con Batman, disposto a togliersi la maschera di fronte all’amico e alleato in segno di fiducia. Gordon, che forse ha sempre conosciuto l’identità segreta del Cavaliere Oscuro, si rifiuta comunque di guardarlo in volto tracciando così una linea di confine che i due non dovranno mai superare. Nel gran finale della storyline, uno dei momenti più epici e drammatici nella storia del fumetto supereroistico, il tenente Sarah Essen, moglie di Gordon, viene uccisa per mano del Joker.

In precedenza, come raccontato in The Killing Joke da Alan Moore, Joker aveva reso paraplegica e, presumibilmente, stuprato Barbara, figlia del commissario nonché Batgirl, divenuta in seguito Oracolo, banca dati vivente dei supereroi del DC Universe. Joker si era accanito anche su Gordon che era stato poi tratto in salvo da Batman. In quel caso, Gordon aveva chiesto al Cavaliere Oscuro di catturare il malvagio rispettando le regole, per dimostrargli che legge e ordine hanno sempre la meglio su follia e caos. In Terra di Nessuno, dove ormai regole e istituzioni non contano più niente, Gordon ha la possibilità di regolare i conti una volta per tutte uccidendo Joker. Stavolta è Batman a richiamare all’ordine l’amico che si sfoga sparando al clown criminale in un ginocchio. Il cerchio si chiude. Il personaggio ha ormai esaurito il suo compito sia nel rapporto con Batman, che è la sua ragion d’essere principale come elemento narrativo, sia come eroe istituzionale che ha superato la sua prova decisiva. Di lì a poco, infatti, nella story arc Officer Down, Gordon andrà in pensione.

Tra il 2004 e il 2005 si svolge Giochi di Guerra, nuovo maxi-crossover che coinvolge tutte le testate della bat-family. Si tratta dello scontro finale tra i vari cartelli criminali di Gotham. Il conflitto si scatena a causa di un piano di contingenza di Batman attuato maldestramente da Spoiler, alias Stephanie Brown, figlia del villain Mastro Indizio. Dapprima avversaria di Tim Drake, il terzo Robin, Spoiler passa dalla parte della giustizia, allaccia una relazione sentimentale con il ragazzo e, per un breve periodo, diventa anche il quarto Robin. Durante la sanguinosa faida tra le gang criminali, Stephanie viene torturata e uccisa da Maschera Nera che diventerà il nuovo ras della malavita di Gotham.

La guerra porta altri sconvolgimenti. Maschera Nera scopre il nascondiglio di Oracolo nella Torre dell’Orologio di Gotham. Dopo aver fatto saltare l’edificio ed essere stata salvata da Batman, Barbara decide di interrompere la sua collaborazione con il Cavaliere Oscuro e abbandona Gotham. Tim Drake, che aveva abbandonato l’identità di Robin dopo essere stato scoperto da suo padre Jack, riesce a convincerlo che Gotham ha bisogno di lui e il giovane compagno di Batman torna in azione. Oltre alla morte di Stephanie, Tim dovrà sopportare anche quella di Jack che verrà ucciso poco tempo dopo da Captain Boomerang. Alla fine del conflitto tra bande, Batman torna ad essere un fuorilegge braccato dalla polizia. Un ritorno alle origini.

Nella successiva story-arc Crimini di Guerra si chiudono i conti. Batman cattura Maschera Nera e Joker insieme sancendo così un simbolico trionfo finale. Qui trova una risoluzione anche il personaggio di Leslie Thompkins, dottoressa titolare di una clinica a Gotham. Amica della famiglia Wayne, dopo l’omicidio di Thomas e Martha, Leslie ha avuto in tutela Bruce insieme ad Alfred col quale ha avuto una breve storia d’amore. Batman scopre che la vecchia amica, da sempre contraria all’attività dei vigilanti mascherati, non ha soccorso Stephanie e l’ha lasciata morire nel tentativo di far cessare la violenze in città. Il Cavaliere Oscuro raggiunge Leslie in Africa, le proibisce di praticare ancora medicina e di rimettere piede a Gotham.

Atto culminante di quest’articolata epopea è il ritorno in vita di Jason Todd, il secondo Robin, ucciso, tanto per cambiare, dal Joker. Resuscitato dai capricci dimensionali dell’imminente Crisi Infinita e dai miracolosi Pozzi di Lazzaro di Ra’s Al Ghul, Jason assume l’identità dello spietato vigilante Cappuccio Rosso. Rancoroso verso Batman per non aver ucciso Joker vendicando così la sua morte, Jason decide di farsi giustizia da solo. L’ultimo faccia a faccia, dunque, non è diverso nelle tematiche da quello che ha visto protagonista il commissario Gordon ma stavolta il Cavaliere Oscuro non riesce a condurre Jason alla ragione e deve affrontarlo per salvare Joker. Il secondo Robin resta di fatto morto. Jason Todd, dapprima maggior fallimento nella crociata di Batman e simbolo del suo senso di colpa, diviene ora la corruzione dei più nobili ideali del Cavaliere Oscuro ad opera del Joker. Non a caso, Cappuccio Rosso era il nome di battaglia di un delinquente fittizio impersonato anche da Joker quand’era ancora un cabarettista fallito.

Anche le due grandi love story di Bruce giungono a termine insieme al fato di altri villain. Durante la celebre story arc Hush, scritta da Jeph Loeb per i disegni spettacolari di Jim Lee, Due Facce viene operato da Tommy Elliot e torna ad essere Harvey Dent. Intanto Batman e Catwoman intrecciano finalmente una vera e propria relazione sentimentale. Lei viene a conoscenza della vera identità del Cavaliere Oscuro e passa dalla parte della giustizia. Il lungo rincorrersi dei due amanti, i cui sentimenti sono sempre stati in conflitto con i rispettivi principi etici e morali, trova un compimento anche se Bruce deciderà poco dopo di lasciare Selina temendo che le loro menti siano state manipolate da qualche villain. Ancora una volta, l’eroe antepone il raziocinio all’istinto esaltando la fondamentale dicotomia tra sé e Catwoman.

La saga del Demone trova la sua risoluzione in Death & The Maidens di Greg Rucka. Ra’s Al Ghul viene ucciso dalla figlia Nyssa e Batman brucia il cadavere per impedire che venga resuscitato per l’ennesima volta dai Pozzi di Lazzaro. Nyssa assurge a nuova Testa del Demone, capo della Lega degli Assassini, e sua sorella Talia, altro grande amore contrastato di Bruce, le giura fedeltà voltando definitivamente le spalle a Batman. Comun denominatore dell’ultima evoluzione di ciascun personaggio è la pressoché totale assenza di un lieto fine, in linea con il tono sempre più tragico e oscuro che ha segnato le vicissitudini di Batman negli ultimi trent’anni.

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