Zagor Le Origini – La Grotta Sacra è il quinto e penultimo appuntamento con l’ottima miniserie Zagor Le Origini che sta rinarrando, con taglio moderno, le origini del personaggio creato da Guido Nolitta e Gallieno Ferri.

In questo quinto volume Moreno Burattini, coadiuvato ai disegni dal veterano Giovanni Giovanni Freghieri, fa fare al lettore un tuffo nel lato magico di Zagor. Perché Pat porta sulla sua casacca un’aquila stilizzato contro un sole? e da dove nasce l’appellativo Zagor-te-Nay, lo Spirito con la Scure?

Zagor Le Origini – dove eravamo rimasti

Il piccolo Pat Wilding assiste impotente al massacro dei genitori per mano di un gruppo di indiani Abenaki guidati dal fanatico predicatore Salomon Kinsky.

Pat giura vendetta mentre viene accolto dal mountain man Wandering Fitzy dopo che questi ha scoperto l’incredibile verità sul padre di Pat il quale si è addossato la colpa per una massacro di Abenaki che, pur non avendo compiuto direttamente lui, era stato perpetrato da un suo ufficiale.

Per Pat inizia quindi una vita da mountain man mentre l’incontro con il Circo Bloom, con cui Fitzy aveva viaggiato in passato, fornisce l’occasione per addestramenti speciali come l’arrampicata e il lancio della scure. Dopo aver scoperto qualcosa in più sull’oscuro passato di Wandering Fitzy, Pat, quasi per caso, riesce ad ottenere la sua vendetta su Solomon Kinsky ma a caro prezzo: il sangue versato comporta sempre tragiche conseguenze e a farne le spese entrambe le figure paterne di Pat!

Zagor Le Origini – La Grotta Sacra, dietro la realtà

Senza una guida, Pat torna nella foresta a caccia nel tentativo di ritrovare sé stesso ma una profezia pronunciata da uno sciamano Huron quando era bambino lo raggiungerà presto.

Il giovane Pat infatti salva una Potawatomi dalla violenza di alcuni cacciatori. L’incontro risveglia nei due ricordi sopiti: Ayane infatti chiama Pat con l’appellativo di Zagor-te-Nay e Pat sgomento chiede spiegazioni.

Ayane rivela di essere la discepola della potente e misteriosa sciamana Shyer a cui Pat si dovrà ricongiungere per conoscere i segreti della profezia che lo riguardano. Sul suo cammino però il giovane trapper salva una carovana da un gruppo di agguerriti Delaware che giurano vendetta al giovane uomo bianco.

L’inseguimento e lo scontro sono concitati e Pat rimane ferito. Sarà proprio Shyer a salvarlo e guarirlo con la sua magia introducendolo ad un mondo di forze primordiali e antiche battaglie di cui quelle terre e quelle foreste sono rimaste “imbevute”.

Proprio quelle antiche forze ritorneranno prepotenti ad affacciarsi nella realtà coinvolgendo anche i Delaware.

Zagor Le Origini – La Grotta Sacra, passaggio obbligato

Parlando di Zagor è impossibile non parlare di sincretismo narrativo e questo Zagor Le Origini – La Grotta Sacra è il volume che in maniera più vigorosa questo peculiare aspetto del personaggio non tanto nella forma quanto nei contenuti.

Moreno Burattini riprende e amplia, come da spirito di tutta l’operazione Zagor Le Origini, una serie di suggestioni di diversi albi fra cui Zagor – Il romanzo del 2018, Zagor Speciale 13 – Darkwood Anno Zero del 2001 e Zagor 550 – La progenie del Male sempre del 2001.

Come detto in apertura bisogna da un lato giustificare l’aspetto “classico” dello stesso Zagor e dall’altro la presenza nell’epopea zagoriana di tutta una serie di elementi estremamente tendenti al fantastico e al magico.

Burattini coglie quindi la palla al balzo e sintetizza il tutto in una storia dall’ottimo ritmo in cui si uniscono spunti più tradizionali, come gli indiani Delaware e le sequenze d’azione, che sfumano man mano che ci si avvicina al climax finale in cui grande protagonista è l’elemento magico e quindi il personaggio di Shyer.

Al netto dell’ottima costruzione e del ritmo serrato, Zagor Le Origini – La Grotta Sacra è forse il volume più vicino al Zagor più classico e soprattutto quello che maggiormente risponde in maniera diretta all’esigenza di rinarrare quei passaggi fondamentali che hanno portato Pat a diventare Zagor. Un volume necessario in attesa del gran finale.

Zagor Le Origini – La Grotta Sacra, i disegni

Ai disegni di Zagor Le Origini – La Grotta Sacra troviamo il veterano Giovanni Freghieri che con tratto rapido e sintetico fa ritornare il lettore alle atmosfere dello Zagor più classico. Ritroviamo quindi anatomia longilinee, corpi tesi e vibranti soprattutto nelle scene d’azione che prediligono uno story telling semplice ed efficace anziché soluzioni più dettagliate e “ad effetto”.

Interessante notare la scelta di prediligere, in fase di costruzione della tavola, la coordinata verticale che permette una rilettura personale e dinamica della classica gabbia bonelliana.

Altrettanto interessante è la scelta di ispirarsi per la rilettura di Shyer, in fase di studio del personaggio, ad un certo fumetto Golden Age con echi di Alex Raymond e Hal Foster che la allontana dall’estetica tipica dei nativi americani e dona alla storia una patina di sospensione nel tempo amplificando quel sincretismo citato poco sopra.

Il volume

Impeccabile come sempre la cura carto-tecnica del volume cartonato di grande formato prodotto dalla Sergio Bonelli Editore. Il corposo e puntuale apparato redazionale a fine volume è firmato come sempre da Moreno Burattini, vero vate zagoriano e curatore del personaggio.

Oltre ai riferimenti bibliografici essenziali per comprendere pienamente questa storia, il volume si segnala anche per alcune schede personaggio.

In questo volume Burattini si sofferma molto nello spiegare l’assunto filosofico e filologico dietro l’operazione Zagor Le Origini che potrebbe essere non per tutti i lettori così scontato come si potrebbe pensare.

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