Zagor Le Origini – Furore! è il quarto volume del retelling moderno delle origini di Pat Wilding che si sta avvicinando sempre di più a diventare Za-Gor-Te-Nay, lo Spirito con la Scure!

Zagor Le Origini – dove eravamo rimasti

Il piccolo Pat Wilding assiste impotente al massacro dei genitori per mano di un gruppo di indiani Abenaki guidati dal fanatico predicatore Salomon Kinsky.

Pat giura vendetta mentre viene accolto dal mountain man Wandering Fitzy dopo che questi ha scoperto l’incredibile verità sul padre di Pat il quale si è addossato la colpa per una massacro di Abenaki che, pur non avendo compiuto direttamente lui, era stato perpetrato da un suo ufficiale.

Per Pat inizia quindi una vita da mountain man mentre l’incontro con il Circo Bloom, con ui Fitzy aveva viaggiato in passato, fornisce l’occasione per addestramenti speciali come l’arrampicata e il lancio della scure. Infine nel precedente volume intitolato Il Demone Cannibale – trovate QUI la nostra recensione – avevamo vissuto una avventura tutta incentrata su Wandering Fitzy o meglio sul suo oscuro passato che fornisce in maniera ideale il raccordo con questo quarto volume.

Zagor Le Origini – Furore! – la trama

Come ormai consuetudine anche Zagor Le Origini – Furore! si apre con l’immagine di un’aquila in picchiata su una prateria. Sono passati 10 anni dal brutale omicidio dei suoi genitori ma Pat è ancora perseguitato dagli incubi di quella notte.

Fitzy ha cercato di mostrare più volte a Pat, ormai quasi ventenne, come la spasmodica ricerca della vendetta non faccia che portare altro dolore e un vuoto ancora più incolmabile della perdita già subita. Tuttavia il ragazzo con tutto l’impeto della giovinezza è deciso a mettere le mani su Salomon Kinsky.

L’occasione arriva quasi per caso quando, sempre alla ricerca di acquirenti per le loro pelli, Pat e Fitzy giungono in una cittadina in prossimità di un insediamento di Abenaki alla cui guida sembra esserci proprio Kinsky!

Il desiderio di vendetta di Pat si scontra con la cautela, e l’esperienza di Fitzy, tuttavia è proprio l’impeto di Pat a causare problemi: uno sguardo di troppo ad uno degli Abenaki giunti in città fa scattare i sospetti sui due trapper che sono vittime di una imboscata.

Con Fitzy ferito, Pat decide di consumare la sua vendetta ma come spesso accade ritrovandosi finalmente faccia a faccia con il suo nemico, si scopre che la vendetta ha un amaro sapore e il sangue versato comporta sempre tragiche conseguenze… a farne le spese entrambe le figure paterne di Pat!

Zagor Le Origini – Furore! – back in the saddle

Dopo il precedente volume più autonomo in termini di trama e più votato a mostrare quel sincretismo narrativo tipico della serie, con Zagor Le Origini – Furore! si ritorna in maniera puntuale sul (ri)narrare le tappe che hanno portato Pat a diventare Zagor.

Moreno Burattini non ha bisogno certo di espedienti narrativi particolari e per questo punta tutto il plot sul sentimento di vendetta del giovane Pat. Un sentimento primordiale e distruttivo come dimostra il drammatico ma bellissimo finale del volume.

Con i personaggi principali già ampiamente delineati nei volumi precedenti, lo scrittore può concentrarsi quindi da un lato sul rapporto fra Pat e Fitzy – oramai maturo e pressoché paritario – e dall’altro sulla vacuità stessa della vendetta impersonata dall’ottimo antagonista Kinsky che esce di fatto vincitore contro Pat grazie alla rivelazione sul padre.

Si tratta quindi di avvenimenti, e di un volume, che funge davvero da spartiacque verso la trasformazione di Pat di cui ora conosciamo un nuovo ancor più drammatico risvolto.

Zagor Le Origini – Furore! – i disegni

Ai disegni tornano Valerio Piccioni e Maurizio Di Vincenzo – già visti all’opera nel primo volume – per uno svolgimento asciutto e rapido. Lo sfondo della “frontiera” – nel senso più ampio del termine – serve ai due disegnatori per rendere l’azione concisa ed efficace sottolineandone più la sua brutale necessità che la spettacolarità.

Il tratto, anche rispetto al primo volume, si accosta maggiormente alla tradizione bonelliana anche in termini di inquadrature e dettagli. In questo senso è interessantissimo il tributo, non so quanto voluto o accidentale – a Gallieno Ferri la cui influenza si sente soprattutto nelle ultime 15/20 pagine dove il giovane Pat assume pose plastiche ma sempre mantenendo quella anatomia longilinea tipica di Ferri.

Molto interessanti invece le scelte in termini di costruzione della tavola. La gabbia bonelliana viene riletta attraverso un gioco di inserti e di riquadri sbordati e sfumati. Ovviamente non è una soluzione sistematica ma facilmente rintracciabile in parecchie pagine del volume.

Buona la prova di Josie De Rosa ai colori anche se la sua paletta è forse un po’ troppo uniforme in alcuni frangenti. Evocativa come sempre la copertina di Michele Rubini.

Il volume

Impeccabile la cura carto-tecnica del volume di grande formato prodotto dalla Sergio Bonelli Editore in cui spicca, come sempre, il corposo apparato redazionale firmato sempre da Moreno Burattini, vero vate zagoriano e curatore del personaggio.

In questo volume Burattini si sofferma molto nello spiegare l’assunto filosofico e filologico dietro l’operazione Zagor Le Origini che potrebbe essere non per tutti i lettori così scontato come si potrebbe pensare.

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