Samuel Stern 14 arriva il 30 dicembre a terminare l’anno come il custode di un grande segreto che vuole chiudersi tutto alle sue spalle. E stavolta lo fa scoprendo una nuova realtà, o perlomeno una differente manifestazione di essa.

In Samuel Stern 14, “Simulacro”, il rosso esorcista sotto mentite spoglie (non tali da non essere subito riconosciuto) indaga la presenza di alcuni strani esseri incorporei all’interno di una scuola d’arte d’élite. Queste manifestazioni hanno iniziato a palesarsi in seguito al suicidio di una studentessa, il cui motivo è completamente sconosciuto ad amici e parenti.

Immerso nelle atmosfere lugubri di una scuola ricavata da un vecchio palazzo abbandonato e non completamente restaurato, il “nostro” dovrá cavarsela da solo, scoprendo nuove forme di realtà che anelano alla normalità più di quanto non lo farebbe un essere umano.

Samuel Stern 14 – Dove cammina l’Arte

Il trittico di sceneggiatori Filadoro – Fumasoli – Savegnago si avventura in un mondo abbastanza complesso, ovvero quello dell’Arte e di tutte le evoluzioni spirituali (e spiritiche) a essa legate. Non è un’avventura affatto facile, anche per Samuel Stesso, soprattutto perché vi sono svariate esperienze nella realtà legate a opere d’arte di qualunque tipo, quadri o statue o altro ancora.

In Samuel Stern 14, legata a una sorta di animatronic, troviamo l’eggregora, una manifestazione reale di un pensiero effettuato da un gruppo di persone. Chi ha cercato di legare l’eggregora a un’opera desidera raggiungere la forma d’Arte suprema, che unisce diverse manifestazioni della realtà e delle altre dimensioni.

Ci avete capito qualcosa? Io no, almeno fino a quando non ho letto le pagine di Samuel Stern 14. È difficile recensire una storia così finemente arzigogolata senza incappare in uno spoiler. Ma andiamo avanti.

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Man mano che si evolve la serie, la direzione editoriale di Bugs Comics lentamente differenzia la tipologia di “mostri” che i nostri amici di Edimburgo incontrano. Non di solo demoni vive Samuel, ma anche di manifestazioni del pensiero e di ogni essere para-umano di cui si ha traccia nella Storia.

I disegni di Matteo Mosca sono chiari, molto chiari, brillanti, accecanti e chi più ne ha più ne metta (di aggettivi luminosi). Le pose sono quasi freezate, plastiche e con poco movimento: i personaggi sembrano fotografati in una posa ben precisa e complessivamente l’albo ricorda molto un fotoromanzo. indubbiamente, è uno degli Albi con più luce di tutta la storia di Samuel Stern finora. Un punto di forza di Mosca è decisamente la dettagliata rappresentazione degli animatronic, con i loro complessi meccanismi interni messi a nudo tra lembi di pelle spaccati in sezione.

Questo albo si differenzia dagli altri per la varietà di livelli di lettura che ci sono all’interno della storia. Non è semplice leggere una volta sola “Simulacra”, data anche l’affascinante varietà e variegatura degli elementi esoterici presenti all’interno delle tavole, piuttosto è consigliato leggerlo più di una volta, per apprezzare al meglio l’uniforme amalgama tra scrittura e disegno e per accompagnare ancora una volta (e ancora e ancora) Samuel nel magico e misterioso mondo delle Arti, soprattutto quelle più pure e impalpabili. E, anche per questo, le più pericolose.

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