Il Buco Noir è l’ultima fatica di Stefano Zattera – poliedrico artista che si divida fra fumetto, illustrazione e pittura – nonché prima prova sulla lunga distanza del suo personaggio Earl Foureyes apparso in alcune storie brevi pubblicate su varie riviste autoprodotte.

Il Buco Noir, la trama

Nel 3019 un inspiegabile evento cosmico, soprannominato Il Buco Noir, ha iniziato a cambiare le frequenze percettive cromatiche iniziando cioè a “succhiarsi” il colore. Earl Foureyes è un detective privato della Nazione Lattea che come se non bastasse è sottomessa al regime consumista superburocratico guidato dall’inquietante Mr Pipa e flagellata dagli attacchi terroristici dagli Zomo, gli Zombie Maoisti di Orione.

In questo futuro le mutazioni genetiche hanno reso ogni persona differente con connotati peculiari. Mentre Earl e i suoi amici lottano segretamente per smascherare il regime e mettere in salvo l’ultimo supereroe sfuggito all’arresto, un padre disperato chiede l’aiuto del detective: sua figlia è stata assassinata ma la polizia sembra aver archiviato il caso troppo velocemente.

Restio ad accettare il caso, Earl si convince quando capisce che dietro l’omicidio c’è molto di più forse un serial killer interplanetario! La pista porta il Earl e i suoi alleati fino al cospetto della pop-star e predicatrice intergalattica Lady Matanga.

In una incredibile successione di eventi e tentativi di depistaggio Earl e i suoi scopriranno la verità sugli Zomo ma soprattutto avranno conferma di quanto avevano sempre sospettato cioè che il regime di Mr Pipa è corrotto fino al midollo.

Il Buco Noir, noir in salsa psichedelica

Il primo impatto con Il Buco Noir è piacevolmente straniante.

Ci tuffiamo infatti in un distopia fantascientifica in cui Philip K. Dick si fonde con una impostazione fumettisca tipicamente british, vedasi certi lavori rarefatti apparsi agli inizi degli anni ’80 su 2000 AD, ma in cui il plot, il ritmo e l’impostazione dei personaggi (a partire dal carismatico protagonista Earl Foureyes) sono un vero e proprio tributo a certe pellicole noir e gangster movie con protagonisti James Cagney o Edward G. Robinson.

Stefano Zattera imbastisce quindi il più classico dei murder mystery che funge da filo conduttore per una serie di sotto trame tutte interessantissime e capaci di toccare in maniera direttamente o estremamente meta svariati argomenti.

Si fondono così la sotto trama politica rappresentata dalla distopia di Mr Pipa con quella lisergica dei fumetti come droga più illegale in assoluto della Nazione Lattea. C’è quella simil-decostruzionista dei supereroi fuorilegge e quella socialmente ed infine quella socialmente consapevole della società ultraconsumistica dell’immagine in cui viviamo. Il tutto è poi condito da rimandi e citazioni più o meno evidenti che rendono la lettura una interessante “caccia al tesoro”.

Tutto fuorché scontata, Il Buco Noir è una avventura weird e allucinata che farà felici i fan di Michael Allred e del suo Madman, di Tanino Liberatore ed in generale dei primissimi Alan Moore e Grant Morrison.

Il Buco Noir, ritorno (grafico) al futuro

Dal punto di vista grafico Stefano Zattera utilizza ne Il Buco Noir uno stile e un approccio che si rifà al già citato Michael Allred, a Geoff Darrow ma anche a Tanino Liberatore e all’Andrea Pazienza più sincretico.

Le figure sono “statiche” volutamente rigide richiamando gli stilemi tipici della Silver Age. La correttezza anatomica però non viene mai meno anche quando il design dei personaggi si spinge al limiti del grottesco e dell’assurdo.

Rispondendo poi alle esigenze dell’ispirazione primaria (il noir cinematografico) grande spazio alla didascalie che diventano il flusso di coscienza di Earl Foureyes nonché il nostro punto di vista privilegiato su come si dipanano gli eventi.

La tavola è costruita in maniera ordinatissima così da mediare la “lentezza” della didascalie con una intelligibilità immediata. Non mancano le tavole intere che rileggono in maniera personale la gabbia di sospensione tanto cara a Frank Miller ed anche qui utilizzata per mostrare l’assurdità della situazione socio-politica.

È d’uopo anche menzionare i Colori e gli effetti speciali di Carlo Sandri che crea una paletta dai toni piatti tanto futuristica e credibile quanto psichedelica e fluorescenti ma sempre puntuale e attenta nel valorizzare lo stile dell’autore.

Il Buco Noir, il volume Eris Edizioni

Eris Edizioni confeziona per Il Buco Noir un solidissimo brossurato di grande formato (21×29 com) in cui spiccano gli ottimi redazionali oltre alla eccellente cura carto-tecnica.

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