La Sergio Bonelli Editore ha fatto sentire la sua presenza anche durante il Lucca Changes, e tra le iniziative fatte in occasione della manifestazione c’è anche una mostra dedicata all’albo 248 di Dampyr, intitolato Il Licantropo di Matera.

Si tratta di un albo particolare, innanzitutto perché sfrutta uno dei mostri classici della letteratura horror, quali è appunto il lupo mannaro, e poi perché lo inserisce all’interno di un contesto suggestivo come la città di Matera.

Il Licantropo di Matera: tra sassi e lupi mannari

Il luogo simbolo della Basilicata si presta particolarmente alle storie di lupi mannari, considerando che la sua etimologia in greco sta per “terra dei lupi”. Insomma, inserire un po’ di horror tra i sassi di Matera era un qualcosa di intrigante ed appropriato.

In questa storia il protagonista è Mosé, un ragazzo nato con la sindrome di Ambras, e che viene deriso perché considerato a tutti gli effetti un lupo mannario. La giovane Giulia è incuriosita da questo personaggio, e nel frattempo il cantante Stuart Morrison deve tenere uno dei suoi concerti proprio a Matera.

Sarà in quest’occasione che i destini di questi personaggi s’incroceranno, portando all’avvicendamento di eventi oscuri e misteriosi, che richiederanno l’intervento di Harlan Draka.

Il licantropo di Matera è una di quelle storie dampyriane pure, che incrociano la storia, con la mitologia e la cultura pop. Le leggende celtiche e le storie riguardanti la Basilicata, si alternano con rimandi a film come I was a teenage Werewolf, i classici horror della Universal e altro ancora.

Dampyr il licantropo di Matera Dampyr il licantropo di Matera Dampyr il licantropo di Matera

Lo sceneggiatore Giorgio Giusfredi sfoga la propria creatività in un albo che alterna sentimento, orrore, e tanta umanità. I personaggi raccontati in questo fumetto sono dei freak, o presunti tali, dei vinti dal mondo alla ricerca di qualcuno capace di accettarli.

Insomma, l’horror non è il solo elemento del fumetto, e Giusfredi arricchisce di umanità e profondità psicologica tutti i character principali. E questi sono quegli elementi capaci di dare spessore alle storie, e di portarle ad un livello superiore d’intrattenimento.

Ciò che però è mancato è stato un finale capace di chiudere in maniera efficace, ed al pari delle aspettative e degli elementi seminati, le situazioni narrate nell’albo, e soprattutto la vicenda sentimentale che, in alcuni punti del fumetto, ha raggiunto livelli di coinvolgimento e profondità importanti.

Il Licantropo di Matera: la qualità del disegno

Ad impreziosire Il licantropo di Matera ci sono i disegni di un Alessio Fortunato impeccabile, capace di dare attenzione ai dettagli degli ambienti, e di rendere espressivi e realistici i protagonisti dell’albo.

Le campiture di Fortunato sono in grado di dare un carattere deciso ed una espressività particolare ad ambienti e personaggi. Le atmosfere horror, le situazioni sinistre, ma anche i sentimenti dei singoli character vengono espressi in maniera significativa dal tratteggio di questo disegnatore di grande qualità.

Per tutti gli appassionati dampyriani Il licantropo di Matera è una di quelle storie capaci di offrire tutto ciò che ci si aspetta da un fumetto di Dampyr. Anche il livello introspettivo e narrativo dell’albo è di buon livello, e, se il finale fosse stato più efficace e dirompente anche a livello di impatto emotivo, staremmo qui a parlare di una storia di qualità assoluta.

Il licantropo di Matera resta comunque uno degli albi più interessanti di Dampyr degli ultimi tempi.

 

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