L’arrivo della nuova generazione è ormai alle porte ed entro la fine del 2020 vedremo il lancio di PS5 Xbox Series XNintendo nel frattempo segue la sua filosofia di non competere con nessuno e lo Switch prosegue con le sue ottime vendite e il parco titoli che si ampia sempre più a distanza di 3 anni dal lancio.

Le cose erano molto diverse agli albori del medium e le console tra cui scegliere non erano così poche. Ma sopratutto, il ruolo di Nintendo non era quello di adesso, a volte quasi defilato.

La quinta generazione rappresentò l’inizio della fine di un’era dominata da Nintendo SEGA, che vide il declino della seconda e il ridimensionamento della prima per via dell’affermarsi del colosso di Sony con la sua PlayStation, che può considerarsi la vera protagonista della generazione.

Con questa console rivoluzionaria la casa Sony cambiò per sempre il medium videoludico casalingo e si impose come nuovo standard qualitativo con cui tutti avrebbero dovuto, presto o tardi, competere e fu indirettamente anche la causa dell’inizio della crisi di SEGA. Vediamo insieme cosa fu la quinta generazione, potete recuperare le parti precedenti a questi link: prima parte, seconda parte, terza e quarta.

1Il SEGA Saturn e il fallimento dell’Atari Jaguar

Sega Saturn
Il SEGA Saturn fu la penultima console casalinga mai sviluppata dall’omonima casa.
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Il Saturn fu la penultima console di SEGA. Lanciato anch’esso nel 1994, ricevette inizialmente un’accoglienza molto positiva, per poi venire presto dimenticato per via del successo di PlayStation. 

Le problematiche della console si potevano ritrovare anche nella complessa architettura hardware che non consentiva di ottenere gli stessi risultati della macchina di Sony nonostante la potenza hardware superiore del Saturn.

In generale, comunque, la console ebbe un maggior successo in Giappone ma, in tutto il mondo, riuscì a piazzare appena 10 milioni di unità. Non riuscendo più ad imporsi negli Stati Uniti com’era stato con il SEGA Genesis, il Saturn venne presto dimenticato e dismesso già nel 1998. 

Molto presto la console venne poi in parte “rinnegata” anche da SEGA stessa, che iniziò i lavori per un sistema più potente e più semplice da gestire per gli sviluppatori.

Atari Jaguar
Il fallimentare Atari Jaguar, che decretò la fine dell’azienda nel mercato console.

Situazione diversa fu per Atari che presentò il suo Jaguar nel 1993 e che fu pubblicizzato come “la prima console a 64 bit“.

In realtà sono in tanti a dibattere su questa caratteristica: pare infatti che non si tratti davvero di una macchina a 64 bit ma piuttosto di una console che utilizzasse due CPU da 32 bit e che tutta la campagna sul doppio dei bit fosse una mera scelta di marketing.

Ma la console aveva ben altri difetti: molti di essi venivano anche sottolineati nel popolare video dedicato dell’Angry Video Game Nerd. Il Jaguar era dotato di un controller scomodo e inspiegabilmente grande e poco ergonomico, una libreria povera e con giochi mal ottimizzati e una struttura hardware ancora più complicata di quella del Saturn.

I pochi giochi presenti per la console non sfruttavano, inoltre, le potenzialità grafiche tanto decantate da Atari.

L’insuccesso del Jaguar portò Atari a ritirarlo nel 1996 con solamente 250.000 unità vendute. Il fallimento del progetto mise fine alla presenza della casa nel mercato console dopo anni di grandi successi.

In definitiva, la quinta generazione di console vide il perfezionamento della tecnologia 3D e la fine di Atari, così come un duro colpo sia per Nintendo ma in particolar modo per SEGA. Di lì in poi gli equilibri sarebbero mutati ulteriormente e avrebbero portato al mercato odierno per come lo conosciamo.

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