Ci eravamo lasciati nell’ultimo appuntamento della storia delle console con lo sfortunato Magnavox Odyssey e l’avvento di Atari grazie alla commercializzazione di Pong. Potete recuperare la prima parte qui. La seconda generazione presenta delle caratteristiche diverse dalla prima, in primis un numero di console minore tra cui scegliere, e in secondo luogo dei progressi tecnologici che fecero sì che i costi aumentassero e venisse introdotto l’uso della cartuccia di gioco. La cartuccia rimase in auge fino alla metà degli anni ’90, per poi sparire lentamente.

Il sovraffollamento però del mercato console era ancora notevole e questo porterà poi ad uno degli eventi più noti del panorama videoludico: la crisi dei videogiochi del 1983. La seconda generazione, comunque, durò dal 1976 fino a circa il 1983, nonostante in realtà l’Atari 2600 (console di punta dello storico marchio) fu dismesso addirittura nel 1992. 

In attesa della nona generazione di console, vediamo insieme luci e ombre di questa travagliata seconda generazione.

4La rivoluzione videoludica di Atari

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L’Atari 2600 in tutto il suo splendore retrò.
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L’Atari 2600 fu una vera e propria rivoluzione all’interno del mondo videoludico. Nessuna console a cartuccia aveva mai ottenuto il suo stesso successo. Arrivando a piazzare circa 30 milioni di unità, si trattò di un sistema per la quale furono prodotti più di 500 titoli a prezzi molto contenuti rispetto ad oggi. Parliamo di un minimo di 12 fino ad un massimo di 35 dollari per gioco. Come detto, l’Atari 2600 fu in produzione e in vendita fino al tardo 1992. 

Il suo lancio sul mercato avvenne nel 1977 e dovette il suo successo alla sua architettura d’avanguardia per l’epoca e la grande varietà di titoli presenti. Si trattava di una console comunque più costosa di quelle precedenti: con i suoi 200 dollari era un sistema con 2 joystick, un pad e il gioco Combat incluso. Al lancio della console vi erano altri otto titoli presenti sul mercato. Con il tempo il parco titoli si espanse a tal punto che per molti anni l’Atari 2600 fu il punto di riferimento dei videogiocatori, in particolar modo quelli statunitensi, dove il sistema ebbe il maggior successo.

Alcuni dei titoli che contribuirono al successo di Atari 2600 furono Raiders of the Lost Ark Pitfall!, nonostante non mancarono giochi di minore qualità, come il noto E.T. L’extraterrestre, che è stato spesso considerato (erroneamente) il fautore della crisi dei videogiochi di cui parleremo a beve.

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L’enorme “scatola” dell’Atari 5200.

Successore del 2600 fu l’Atari 5200, che fu inizialmente commercializzata per rispondere al suo concorrente Matel: il Colecovision. L’Atari 5200 fu una console estremamente avanguardistica dal punto di vista hardware ma che fallì nell’essere il successore del 2600 per svariati errori di marketing, per le dimensioni esagerate della console e diversi problemi di funzionamento della stessa.

Nonostante questo Atari era comunque un marchio con un peso enorme nell’industria di quel lustro e produsse due versioni della console, una con 4 porte joypad e una con 2. La mancata retrocompatibilità con le cartucce del 2600, tuttavia, minò ulteriormente il successo del 5200. Presto la console scoraggiò anche i produttori di terze parti che abbandonarono il progetto. Una delle criticità della console fu nei suoi joypad. Questi si rompevano molto facilmente e a volte non funzionavano affatto costringendo i giocatori a comprarne di più.

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