Attica, circondata da impenetrabili mura, è la città più bella e moderna del XXI secolo, ambita meta turistica e speranza di una vita migliore per migliaia di persone.

Tuttavia Attica è in realtà una grande bugia creata dal presidente Ino, che i nostri eroi vogliono svelare al mondo; ma Attica gode di una fama leggendaria anche al di fuori delle alte mura della città.

Cinque ragazzi dagli strani poteri si sono uniti loro malgrado per compiere un’impresa folle: radere al suolo le mura della città più bella del mondo e metterla a ferro e fuoco, cercando di non farsi ammazzare. Dopo aver recuperato a Attica, la città impenetrabile, tutti i membri del gruppo, i nostri giovani protagonisti si trovano a dover affrontare la sfida finale con il presidente Ino.

Siamo dunque arrivati all’ultimo volume di questa serie Sergio Bonelli Editore, che infatti con questo sesto numero, che, lo ricordiamo, troverete solo in fumetteria, ci saluta, almeno per ora, dato che il finale lascia presagire nuove avventure e lo stesso Bevilacqua sembra avere le idee chiare su come la storia potrebbe proseguire, con un nuovo villain ancora in erba…

Ma per ora gustiamoci questo finale che in realtà non rivela molto di più di quello che già avevamo intuito dai precedenti volumi, ovvero la vera natura del presidente Ino e anche dei nostri giovani protagonisti, che, a contrario, sono alcuni dei personaggi più famosi della letteratura fantastica e per ragazzi. In effetti la trama va dove pensavamo andasse, per cui da questo punto di vista il volume non rivela alcuna sorpresa.

Ed in effetti il tutto dà una sensazione un po’ di incompletezza, soprattutto per quanto riguarda Ino, che a mio parere avrebbe meritato un approfondimento sulle motivazioni che lo hanno portato a fare ciò che ha fatto; ed invece in cinque pagine ci viene narrato il suo passato ed il gesto che l’ha portato a “crescere”, ma non come il tutto si è poi sviluppato; e questo sarebbe stato molto interessante soprattutto alla luce della lettura sociale del nostro Paese che il fumetto sembra avere.

Per quanto riguarda i dialoghi, sono asciutti, ma in alcune occasioni, soprattutto in alcuni scambi di battute tra Ino e i protagonisti, sembra esserci un tentativo di calcare la mano che alcune volte stona a mio parere con l’indole stessa dei personaggi.

Dal punto di vista grafico, invece, l’autore continua il suo richiamo al tratto manga dei decenni passati; anche qui vale quanto già detto per i volumi precedenti, ovvero un apprezzabile esperimento di cui sicuramente va dato merito a Bevilacqua, soprattutto per le scene di lotta, come quella finale tra Ino e gli eroi.

Anche questo volume, come gli altri, presenta alcuni omaggi di disegnatori noti e meno noti al mondo di Attica: l’iniziativa ha avuto un grande successo, ed è tuttora attiva su Instagram: inserendo l’hashtag #atticachallenge e sul profilo dell’autore potrete vedere ancora altri omaggi al “manga” Bonelli. Ma questo non è l’unico extra del volume: troverete infatti una galleria e anche un piccolo vademecum di Bevilacqua su alcuni dubbi che un appassionato attento potrebbe avere dopo aver letto l’opera completa.

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