Il numero 5 e il numero 6 concludono la seconda stagione di Volt – Che vita di mecha, serie (dopo la piacevole sorpresa della prima stagione) ormai stabilitasi con autorevolezza tra le migliori del suo genere, realizzata da Stefano “The Sparker” Conte ed edita da saldaPress.

In questi due numeri finali, Volt terminerà il concorso al quale si era iscritto; una volta finito, sarà la trama principale a prendersi la scena, sviluppando un finale a sorpresa che caratterizza maggiormente i personaggi già conosciuti e ne riporta altri alla ribalta.

In ogni numero, in chiusura, ancora spazio per Le avventure dell’uomo pigro e degli aneddoti più divertenti dalle fumetterie italiane; per l’ultimo numero, il sesto, avvisiamo di stare attenti alle ultimissime pagine…e non diciamo altro!

UNA GARA PER IL FUTURO

Avevamo lasciato il nostro robottino nel pieno dello svolgimento del concorso per fumettisti al quale si era iscritto, il Comic Smash Wars, in compagnia degli amici-rivali Shio e Zemelord: riprendendo da dove si era interrotta, la storia mostra come Volt affronta le ultime prove, tra cui quello con la temebile Deadline.

Inutile dire che, dopo il concorso, la vita di Volt non sarà più la stessa; ad influenzarla, comunque, rimarranno sempre l’organizzazione delle M.O.M.S., le mamme intente a far diventare veri uomini i figli e il gruppo opposto, i Guardiani, gli ultimi difensori dei sogni coltivati.

Col ritorno di Browno, il boss di Volt, e della fastidiosissima nemesi del nostro protagonista, Tiberius il T-Rex, si conclude (col sesto numero) la seconda stagione della serie, in un finale dove le trame cominciano ad essere più chiare, salvo poi concludersi con un cliffhanger che rende ancora più attesa la terza stagione.

Tra prove significative per capire i veri valori dietro al mondo dei fumettisti, sino alla sempre incombente minaccia delle M.O.M.S. e un’inaspettata frattura all’interno dell’organizzazione dei Guardiani, questi due numeri promettono un’intensa e appassionata lettura ricca di nuovi omaggi, dal mondo dei combattimenti orientali sino ai giochi di ruolo.

(NON) ASPIRANTE FUMETTISTA

Arrivati alla fine di questa seconda stagione, al di là dell’analisi di questi due ultimi numeri, non possiamo che affermare con certezza: Stefano “The Sparker” Conte, a dispetto del suo alter-ego robotico, è ormai un fumettista di tutto rispetto nel panorama del nostro paese.

Perché se la prima stagione, l’esordio di Volt, è stata una più che piacevole sorpresa, questa seconda stagione conferma l’alto livello di una serie nuova, simpatica, ben disegnata, con una trama ironica e intrigante e tantissimi riferimenti alla cultura geek, capace di far appassionare un pubblico adulto ma anche piccoli lettori in erba.

Ampliando con un genuino, allegro e fantasioso positivismo la realtà in cui viviamo, il mondo di Volt è ormai ben consolidato e non fa che ergersi ancora di più, dopo questa stagione, a inno d’amore ai sogni e all’intero mondo del fumetto. The Sparker non poteva esordire con una storia migliore: realizzare il suo sogno mettendo in campo la passione per realizzarlo.

Già questo, varrebbe il più che sostenibile prezzo dei singoli numeri saldaPress; se poi, in più, ci aggiungiamo una qualità ormai stabilizzatasi ad alti livelli, allora le vicende di un piccolo robottino che sogna di diventare un fumettista non possono mancare nella vostra libreria!

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