Ragnarok è la nuova serie televisiva distribuita in esclusiva da Netflix che ricollega il concetto classico per la Mitologia Nordica noto con il nome di Ragnarok, ovvero, per dirla in parole semplici, il combattimento finale fra luce e tenebre, alle tematiche così fortemente attuali dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento:

MORTE E RINASCITA

Almeno in questa prima stagione della serie, la mitologia fa da sfondo alle vicende narrate, per cui potremmo dire che non ne è il vero e proprio fulcro.

Certamente sono presenti molti riferimenti in ognuno dei sei episodi, ma si ha l’impressione che la tematica mitologico-religiosa venga impiegata principalmente per veicolare una serie di messaggi ecologici e sociali profondamente connessi al presente, in una commistione, dunque, fra le credenze di una religione molto antica e l’attualità.

Ragnarok è ambientato in una città fittizia chiamata Edda, un chiaro riferimento a due testi risalenti al XIII secolo, l’Edda poetica e l’Edda in prosa, che racchiudono al loro interno la maggior parte delle notizie giunte fino a noi che riguardano proprio la Mitologia Nordica che funge da premessa alla narrazione della serie.

EVIL EMPIRE

Edda è una cittadina immersa nella natura e situata nei pressi di un ghiacciaio; qui la vita sembrerebbe scorrere in maniera piuttosto tranquilla, ma ci sono dei problemi enormi di cui però quasi nessuno parla: ad esempio, l’acqua non solo non è potabile, ma contiene al suo interno metalli ed elementi chimici fortemente tossici.

I sospetti più diffusi porterebbero alle Jutul Industries, ma non è certo facile parlare di una delle quattro famiglie più ricche e potenti di tutta la Norvegia, a maggior ragione se tenete in considerazione il fatto che molti degli abitanti di Edda lavorino per questa azienda, che non si tira indietro nemmeno quando si tratta di realizzare piccole opere pubbliche.

Inoltre Ran, moglie di Vidar, il Presidente delle Jutul Industries, è la preside delle scuole superiori di Edda.

Ragnarok ha il pregio di parlare esplicitamente del fatto che chi ha denaro e potere di fatto ha in mano anche le redini della politica: tenere sotto scacco Edda grazie al benessere economico è un modo per controllare popolazione e opinione pubblica, di modo tale da poter continuare a fare in realtà i propri egoistici interessi, anche illegali.

Chiunque osi parlare del collegamento esistente fra le Jutul Industries, l’inquinamento e l’incidenza di malattie respiratorie in coloro che vi hanno lavorato viene messo a tacere. In un modo o nell’altro. Ma ciò che questa famiglia ha da nascondere va ben oltre…

Gli Jutul vivono proprio a Edda non di certo per caso: la cittadina è situata infatti nell’ultima zona del territorio norvegese in cui la religione Norrena è stata poi soppiantata dal Cristianesimo.

Retaggio dunque di una cultura e di una mitologia molto antiche e radicate nel loro territorio di origine, questa famiglia, composta da padre, madre e due figli, protegge non solo gli interessi della propria azienda, ma anche il segreto riguardante le loro origini legate al mito.

Tuttavia, c’è un ragazzo, Magne, trasferitosi da poco con sua madre e suo fratello in quella che era la sua città di origine, il quale ha intenzione di scoprire la verità sulla famiglia Jutul e fermare i suoi progetti.

CONCLUSIONI

Ragnarok è una serie che unisce mitologia e tematiche attualissime come l’inquinamento e la conseguente insorgenza di malattie a esso collegate al dramma adolescenziale.

Gli splendidi paesaggi naturalistici e la scelta di colori prevalentemente freddi fanno da sfondo a una narrazione senza cali eccessivi, ma anche quasi del tutto priva di picchi.

Le tematiche di base sono illustrate, ma non eviscerate fino in fondo, il che dà l’impressione che questi sei episodi che compongono la prima stagione di Ragnarok debbano fungere in realtà da introduzione agli eventi salienti della serie, i quali verranno illustrati molto probabilmente in maniera più dettagliata nella seconda stagione, se dovesse essere realizzata.

Dunque, il gioco di equilibri fra tematiche ambientaliste e mitologiche potrebbe invertirsi: il finale di stagione apre infatti alla possibilità che lo scontro fra esseri divini avrà maggiore importanza in futuro rispetto a questi primi episodi.

In definitiva, dunque, la prima stagione di Ragnarok è un prodotto la cui visione risulta certamente piacevole, nonostante la quasi totale mancanza di momenti di spicco particolarmente degni di nota.

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