Arrow e Oliver Queen sono stati il perno del crossover evento Crisi sulle Terre Infinite – la nostra recensione QUI. Nello specifico Oliver aveva avuto un ruolo drammaticamente fondamentale dapprima sacrificandosi per salvare gli eroi dalla distruzione della Terra di Supergirl e poi riavviando letteralmente l’universo nei panni de Lo Spettro e creando una nuova realtà dove tutti gli eroi convivono sulla stessa Terra.

Se la scorsa settimana avevamo dato uno sguardo alla nuova Star City del 2040 con l’episodio che funge da backdoor pilot per lo spin-off già in lavorazione con protagonista Mia Queen – la nostra recensione QUI – con Fadeout, il decimo e ultimo episodio di questa ottava stagione, che funge anche da series finale, torniamo alla nuova Star City nel presente.

Mentre la città si sveglia conscia di aver perso un eroe, tutti i menbri del Team Arrow – passati e presenti – si preparano al funerale di Ollie. Quando però giunge la notizia che William è stato rapito da Central City per questo è tempo di indossare le uniforme per un ultima volta.

Il sacrificio di Oliver/Lo Spettro non ha solo riportato in vita alcune persone importanti ma ha portato allo scoperto anche qualche vecchio nemico della Missione che si era imposto di ritorno dall’Isola.

Mentre tutto volge per il meglio, i membri del Team Arrow si interrogano sul proprio ruolo e sull’impatto avuto nelle loro vita da Oliver e dallo Spettro dopo la Crisi da Mia a Laurel, da Roy fino ovviamente a Diggle vero filo conduttore delle vicende.

La parte finale dell’episodio ovviamente è dedicata al funerale dell’eroe Oliver Queen.

Fadeout ha l’ingrato compito non tanto di chiudere questa Stagione 8 quanto quello di chiudere l’intera serie. Il risultato è più che soddisfacente ma ovviamente meno spettacolare di quello che si potrebbe aspettare in un altalena di emozioni che, forte dello scontato carosello di personaggio e volti vecchi e nuovi, deve mediare fra le componenti drama e romance della serie con quelle più spiccatamente supereroistiche.

Arrow Stagione 8 è nata in funzione dell’evento crossover Crisi Sulle Terre Infinite e proprio sulle conseguenze dell’evento l’episodio finale capitalizza alla grande alternando sequenze in analessi – spettacolare l’ultima regia di James Bamford nelle scene d’azione – con momenti di confronto fra i vari personaggi a cui viene dato più o meno il giusto commiato fra aperture per ritorni nelle altre serie dell’Arrowverse e qualche passaggio forse un po’ troppo dettato dal fan service, vedasi Diggle.

Un season finale quindi tutto sommato lineare che paga dazio però in maniera molto intelligente anche al versante supereroistico delle vicende appoggiandosi ora al tema del sacrificio e dell’eroismo in senso lato – con tanto di classicissima scena del funerale dell’eroe – ora a quello delle conseguenze stesse della Crisi.

Ben diverso è il discorso se si affronta l’episodio dal punto di vista del series finale. Arrow aveva chiuso decisamente il suo cerchio nella passata stagione con un finale epico e teso sotto ogni punto di vista, questa Stagione 8, come detto poco sopra, è stata propedeutica al crossover per questo alcuni passaggi sono stati decisamente meno immediati del previsto.

Rimane assodato che portare avanti una serie da 22/24 episodi a stagione per 8 anni è davvero una impresa improba nel panorama televisivo attuale che proprio in seno alla serialità supereroistica/sci-fi sta intraprendendo nuove strade.

Nello specifico Arrow è stata una serie senza mezze misure: le sue luci sono state brillantissime – le prime tre stagioni e mezzo, indimenticabile il pilot che condensava Batman Begins in 40 minuti!, o ancora la prima metà della Stagione 7 con Oliver rinchiuso in carcere – ma altrettanto bui sono stati i suoi momenti di stanca troppo legati a stilemi soap operistici che stonavo con i tentativi di realizzare un adattamento di una serie a fumetti che aveva come protagonista comunque un vigilante urbano.

Da questo punto di vista Arrow potrebbe essere considerata l’ultima serie di una specie in via di estinzione/trasformazione che però non può essere ignorata come fenomeno pop e che è stata capace di aprire una nuova stagione televisiva dominata dai nostri amati personaggi.

“My name is Oliver Queen and after five years in Hell…”

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