Oliver Queen, e di riflesso Arrow, è stato il grande protagonista dell’evento crossover Crisi sulle Terre Infinite – la nostra recensione QUI. Green Arrow si era dapprima sacrificato per salvare gli altri eroi dall’ondata di Antimateria, nella prima parte dell’evento, e poi nei panni de Lo Spettro si era nuovamente sacrificato per “riaccedere” l’Universo, ora Multiverso, in cui gli eroi dell’Arrowverse ora risiedevano tutti sulla stessa Terra, ignorando però a quanto pare l’esistenza di questo nuovo Multiverso.

Per quanto riguarda la serie invece tutta questa ottava ed ultima stagione si era svolta in previsione e in maniera propedeutica al crossover lasciando poco spazio ad altri filoni narrativi se non a quello dei figli di Oliver, Mia e William, e alla Star City del 2040.

Ed è proprio da lì che riprende la corsa la serie con questo nono e penultimo episodio intitolato Green Arrow and The Canaries che funge da vero e proprio backdoor pilot per lo spin-off in lavorazione con protagonista Mia.

Anche il futuro è stato toccato dalla Crisi e quello in cui Laurel arriva è ben diverso da quello lasciato: Mia è felice insieme a JJ, Zoe è viva e Dinah non ha mai rivelato la sua identità. Laurel è però anche foriera di cattive notizie perché da lì ad un anno la città sarà messa a ferro e fuoco e tutto inizierà con il rapimento di Bianca Bertinelli, la figlia adottiva di Helena.

Alla donna non rimane altro che chiedere l’aiuto di Dinah e ripristinare i ricordi della passata linea temporale di Mia grazie alle abilità telepatiche di J’onn J’onnz replicate da Cisco in un congegno.

Chi c’è dietro il rapimento della ragazza? Ed il ritorno di Deathstroke in città è una pura casualità?

Mentre il mondo di Mia viene capovolto destabilizzandola, sarà Laurel a fornire le risposte necessarie alla ragazza e il coraggio per indossare il costume del padre. Il salvataggio di Bianca però sembra solo la punta di un iceberg di una cospirazione più grande.

Green Arrow and The Canaries capitalizza al meglio tutto il capitalizzabile sia dal punto di vista dell’evento crossover appena conclusosi sia dal punto di vista del backdoor pilot per la nuova serie spin-off in partenza.

Le conseguenze della Crisi vengono non solo spiegate meglio forse rispetto a Supergirl e Batwoman, che hanno ripreso anche loro la loro corsa questa settimana, ma rese decisamente organiche dando alla Star City 2040 una prospettiva fresca e per certi aspetti più credibile – e meno futuribile – rispetto a quanto visto nei precedenti episodi.

Se il plot quindi ruota intorno al ritorno dei ricordi della passata linea temporale e alla nuova minaccia che si estende su Star City – nulla di nuovo senz’altro nell’orizzonte televisivo superestoico/action/sci-fi moderno – spicca senza ombra di dubbio per l’autorevolezza con cui Katherine McNamara si prende il ruolo da protagonista appoggiata da una Katie Cassidy bellissima ma anche pungente quanto basta.

Un terzetto quello composto da Mia, Laurel e Dinah che ricorda la grande serialità televisiva del passato ma con un piglio decisamente più tosto che prende a piene mani dall’immaginario supereroistico e fumettistico classico.

Insomma la prospettiva di questo spin-off è diventa improvvisamente più intrigante rispetto a qualche settimana fa tuttavia permangono dei dubbi sulla tenuta di una intera serie visto anche l’immancabile componente (teen) drama che si riaffaccia proprio nella parte centrale dell’episodio appesantendone un po’ il ritmo.

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