Sulla RW Lion si possono dire molte cose, ma la casa editrice ha avuto il merito di proporre nella sua interezza serie che hanno lasciato il segno come Shade The Changing Man, giusto per fare un esempio, e Animal Man. Per quanto concerne la testata Vertigo di Buddy Baker, in passato era stata tradotta solo la rivoluzionaria run del trasgressivo Grant Morrison, ma gli episodi successivi erano ancora inediti. Non si trattava, però, di storie trascurabili, considerando che erano firmate da autori del calibro di Peter Milligan, Rick Veitch e Jamie Delano.

Come ho scritto, la Lion ha tradotto anche questo materiale e ora fa uscire due volumi con gli albi conclusivi di Animal Man, scritti da Jeremy Prosser, autore che si era fatto conoscere alla Dark Horse, occupandosi di diversi progetti incentrati su Alien e Predator. Lo scrittore, comunque, ebbe modo di lavorare per un breve periodo alla DC proprio ideando le story-line finali di Animal Man.

Non si tratta di avventure qualsiasi e specifico che le storie incluse in questi volumi non sono affatto facili e richiedono parecchia concentrazione nella lettura. Prosser si collega, comunque, agli sviluppi narrativi introdotti da Jamie Delano che, bisogna ammetterlo, aveva stravolto le abituali atmosfere della serie e si era concentrato su situazioni mistico/esoteriche con una forte attitudine politicizzata. Prosser parte da dove Delano si era interrotto: Buddy ormai vive in una comune insieme alla moglie e ai figli, e la piccola Maxine, dotata di capacità meta-umane, è diventata un simbolo per tante persone, grazie a un programma televisivo che la vede protagonista.

All’interno della comune si è inoltre sviluppato una specie di culto pagano che ben presto si diffonde negli Stati Uniti. Buddy, d’altro canto, dopo aver riottenuto un aspetto umano, è cambiato e, se è per questo, anche il mondo circostante sta subendo mutamenti allucinanti. Vari individui sono ossessionati da strani sogni e gli animali, a cominciare dai babbuini, di colpo impazziscono, aggredendo chiunque. La causa di tutto parrebbe essere una crudele entità aracnide che ha obiettivi spaventosi nei confronti di Buddy e di Maxine, nonché dell’intero genere umano.

La spiegazione dei tanti misteri affrontati da Prosser si trova in una favola che Buddy legge a Maxine e che ha molto a che fare con le loro vite. In uno stadio di confusione estrema, Animal Man sarà costretto a intraprendere un viaggio interiore e dovrà vedersela non solo con l’entità aracnide, ma pure con alieni, demoni, stregoni e creature ancestrali. Prosser scrive testi complicati e sperimentali, collegandosi al misticismo, alla psichedelia, all’esoterismo, al neo-sciamanesimo e alla fisica quantistica, con espliciti riferimenti a Timothy Leary e Rupert Sheldrake.

Il lavoro di Prosser è valido ma risulta a tratti troppo ostico e cerebrale. Comunque, è in linea con il tono anti-convenzionale della Vertigo e da questo punto di vista funziona. I disegni sono di Fred Harper che ha un tratto sporco e piacevolmente grezzo, adatto alle visionarie vicende immaginate da Prosser. Molte tavole hanno un lay-out inventivo e sono un bell’esempio di grafica pop e psichedelica.

In definitiva, anche questa sequenza conclusiva di Animal Man è lontana anni luce da quella degli esordi morrisoniani e forse la DC decise di chiudere il mensile proprio perché ormai irriconoscibile. In ogni caso, questi due volumi vanno tenuti in considerazione e costituiscono un buon esempio di fumetto adulto e non banale. Da provare.

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