Il Principe Namor, Sub-Mariner, ha una rilevanza innegabile poiché si tratta del primo supereroe creato dalla Marvel, anche se alcuni prendono in considerazione l’originale Ka-Zar, pubblicato insieme a Namor ma ideato prima di lui per una serie di romanzi pulp. Negli anni quaranta fu uno dei personaggi più apprezzati della Timely, al pari di Capitan America e della Torcia Umana. Nella Silver Age, in piena rivoluzione Marvel, Stan Lee lo riprese in uno storico episodio di Fantastic Four in versione criminale.

Ma presto si rese conto che questo non ci confaceva all’eroe anfibio del grande Bill Everett e ne modificò la psicologia, riportandolo alla caratterizzazione supereroica. Il pubblico si incuriosì e presto il Sorridente iniziò a scriverne le storie sull’antologica Tales to Astonish che all’epoca presentava anche le avventure di Hulk. Panini Comics aveva pubblicato mesi fa un Masterwork con le prime avventure e ora arriva il secondo, particolarmente importante poiché include le ultime avventure di Namor uscite su Astonish che portarono poi alla nascita del comic-book Sub-Mariner.

Si tratta, quindi, di un momento di passaggio ed è impreziosito dall’apporto di autentici maestri dei comics. Nella concezione moderna di Stan Lee, Namor è il sovrano di Atlantide, ha un cuore nobile, ma è collerico e pieno di rancore nei confronti dell’umanità. Un ruolo essenziale nelle trame lo giocano la splendida Lady Dorma, grande amore di Namor, e l’anziano e saggio Lord Vashti. Questo volume include i nn. 86/101 di Tales to Astonish e le storie sono incentrate sull’azione e sui continui colpi di scena.

Lee porta avanti una lunga vicenda che vede Sub-Mariner alle prese con le macchinazioni del perfido Krang, sua classica nemesi, e fa esordire nel n. 89 l’aggressivo Attuma, destinato a diventare uno dei suoi più ricorrenti avversari. Riprende poi nel n. 90 il malvagio Byrrah, villain dell’era Timely. Il Sorridente narra avventure avvincenti, dal ritmo indiavolato, e si avvale del talento di Bill Everett, creatore del personaggio, e degli ottimi Marie Severin e Dan Adkins. Il n. 87 è illustrato da una leggenda della Golden Age, Jerry Grandenetti, penciler dallo stile ombroso, influenzato da Will Eisner, che in questa occasione ebbe modo di dare il suo contributo alla Marvel.

A partire dal n. 93 i testi passano a Roy Thomas che, al pari di Lee, concepisce story-line coinvolgenti, incentrate a volte su cattivi ormai dimenticati come il mastodontico It e l’inquietante Dragorr, a volte su villain più conosciuti come il Saccheggiatore. I disegnatori sono quasi sempre Dan Adkins e Bill Everett, e nei nn. 96/97 c’è il meno efficace Werner Roth che molti ricordano per gli X-Men, dallo stile spesso grezzo e legnoso. Nei nn. 95/97 i testi sono del misterioso Raymond Marais, sceneggiatore che negli anni sessanta e settanta aveva firmato diversi albi per la Marvel, la DC e altre case editrici.

Di lui si sa poco ed è certo che si tratti di uno pseudonimo. Alcuni ritengono che sia John Warner, editor che all’epoca aveva un ruolo di primo piano alla Marvel, ma non ci sono certezze. Il n. 99 è invece scritto dal compianto Archie Goodwin, altro nome storico dei comics a stelle e strisce, che fa esordire Seth. Il celebrativo n. 100 presenta un episodio di ventidue pagine che vede come protagonisti le due star dell’albo, Sub-Mariner e Hulk. In questo caso, Stan Lee narra un incontro/scontro tra i due character, vittime dei piani malvagi del Burattinaio, e la vicenda è impreziosita dai disegni naturalistici e dettagliati di Marie Severin, l’artista che si rese responsabile di una delle versioni più famose e convincenti del mostro dalla pelle verde.

Il n. 101 costituisce la fine del mensile e crea le premesse delle vicende che si dipaneranno nella serie regolare di Namor, anticipate, però, dallo speciale Iron Man & Sub-Mariner. Come è facile intuire, Archie Goodwin usa il Principe di Atlantide e il Vendicatore in armatura per impostare una trama basata sulla minaccia dell’A.I.M. e del Maggia, con in più l’esordio del pericoloso Whiplash. I disegni sono del magnifico Gene Colan che ci propone tavole ombrose e crepuscolari e figure dinoccolate e maestose.

Il volume si chiude con il n. 1 di Sub-Mariner, firmato da Roy Thomas che tenne quindi a battesimo il mensile di Namor. Il Principe di Atlantide dovrà vedersela con Destiny in una story-line che si preannuncia piuttosto articolata. Alle matite c’è John Buscema che ci dona un Namor minaccioso e imponente.

In definitiva, questo Masterwork non va trascurato poiché ha il merito di proporre materiale di qualità, fondamentale nel percorso editoriale del primo personaggio della Marvel. Da non perdere.

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IN BREVE
Storia
8.0
Disegni
7.0
Cura Editoriale
8.0
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Scrittore, visionario, amante dell'arte, del cinema, del rock, dei fumetti, dell'esoterismo. Romanziere ossessivo/compulsivo. Destinato alla fama e al successo.

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