Ammetto candidamente, e senza troppa vergogna, di considerarmi un ex-videogiocatore o un videogiocatore ormai “casual” e quindi di sentirmi davvero lontano anni luce dai grandi fenomeni videoludici degli ultimi anni fra cui League of Legends.

Se il concetto di MOBA mi ha sempre affascinato, ma nella pratica non sono mai riuscito ad andare oltre qualche partitella, è indubbio come il fenomeno LoL abbia travalico gli schermi divenendo un bacino da cui attingere ad esempio per la folta schiera di cosplayer e oggi, grazie alla collaborazione fra Riot Games e Marvel, anche per quella dei fumetti con il primo titolo ambientato nel suo universo e intitolato Ashe: Madre Guerriera che arriva in Italia grazie a Panini Comics.

Ashe è una giovane Figlia del Gelo, la sua tribù, gli Avarosa, sta attraversando un periodo di carestia ma sua madre – la Madre Guerriera – è più interessata a localizzare il mitico Trono di Avarosa anziché provvedere al cibo. Inizia così una spedizione che spezzerà gli equilibri della tribù e dove la Madre Guerriera perirà sotto i colpi degli oscuri Draklorn: il tradimento avverrà dall’interno e seppur i poteri di Ashe si risveglieranno in tempo per salvarle la vita, ora la ragazza si ritroverà in fuga e senza gente.

Il Freljord diverrà quindi il luogo di un pericoloso peregrinare in cerca di alleanze con le altre tribù ma un luogo così duro e inospitale non è foriero di aiuti a buon prezzo e Ashe imparerà che ritrovare vecchie amiche è tanto semplice quanto farsi nuove nemiche.

Raccogliendo reietti e diseredati, pur riluttante, Ashe diverrà la nuova Madre Guerriera alla ricerca di vendetta per la sua gente e per sua madre.

E’ davvero un esordio solido quello di League of Legends nel mondo dei fumetti grazie ai testi puntuali e alla sceneggiatura equilibrata di Odin Austin Shafer – già autore per Riot Games.

Shafer imbastisce un fantasy classico ma robusto, ispirandosi ora a Game of Thrones ora a Vikings e un po’ alla Wonder Woman cinematografica, mantenendo sempre una direzione precisa che attinge a piene da una letteratura, e dai suoi topoi, rielaborandoli in maniera dinamica.

Molto buona la prima metà del volume – con la caduta di Ashe e la scoperta dei suoi poteri – mentre un po’ frettolosa è la seconda parte dove, seppur l’intuizione dell’incontro/scontro con Sejuani è davvero buona, il tutto risulta troppo propedeutico per il finale aperto.

La scelta di una protagonista femminile inoltre non è ruffiana anzi è ben strutturata grazie all’utilizzo di una mitologia che viene spiegata in maniera concisa ma compendiosa dando un contesto subito solido e in cui anche chi non ha mai giocato LoL riesce subito ad immergersi.

L’autore trova in Nina Vakueva un’ottima compagna di viaggio. Il tratto della disegnatrice è asciutto ma tagliente e moderno in cui sono evidenti anche gli influssi di matrice nipponica soprattutto nelle espressioni e nelle prossemica dei personaggi in alcune tavole. L’attenzione per i particolari, coadiuvato dall’ottimo character design, sfocia in tavole dallo storyrtelling sempre chiarissimo e dall’impostazione che predilige una orizzontalità “spezzata” solo dalle scene d’azione sempre dinamiche e ben coreografate.

Panini Comics confeziona un ottimo volume cartonato con adattamento e traduzione molto scorrevoli e ricco di contenuti extra fra cui, oltre i soliti sketch preparatori e pagine di sceneggiatura originale, anche un brevissimo racconto in prosa firmato dallo stesso Odin Austin Shafer.

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