Prosegue e si conclude il ciclo narrativo di “Più che Umano“, che servirà come prologo all’ennesimo crossover tra Alien e Predator intitolato “La Guerra dei Tre Mondi“.

John Arcudi realizza una storia ambientata nello stesso universo narrativo visto in Aliens 30° Anniversario, nel quale accadono cose ben diverse rispetto a ciò che è avvenuto nelle pellicole cinematografiche. Nell’universo a fumetti la piccola Newt (ritrovata morta nel terzo capitolo della saga cinematografica) si è salvata ed è arrivata sulla Terra, così come gli xenomorfi, la cui esistenza è diventata di dominio pubblico.

Ed in “Più che Umano” la storia si sposta sul pianeta Chione, i cui umani sopravvissuti sono impazziti uccidendo coloro che arrivavano sul luogo. Colui che potrà segnare la svolta della storia non è un essere umano, bensì un androide, il quale appunto si distinguerà come “più che umano”.

In questo mini-ciclo narrativo si respirano un po’ le atmosfere di Prometheus ed Alien Covenant. La scoperta del pianeta Chione porta i protagonisti a confrontarsi con un ambiente che ha molti misteri e modi di reagire particolari alla presenza degli esseri umani. Si tratta della variante sul tema più intrigante delle storie di Alien: quando gli xenomorfi abitano pianeti che sembrano avere una storia e delle caratteristiche naturali particolari, allora gli intrecci narrativi si arricchiscono di un elemento in più.

Tutto ciò mentre la Terra si prepara ad una nuova guerra, nella quale gli umani saranno solo una figura di contorno che si frapporrà tra gli xenomorfi e gli yautja. Sì, perché sul mensile di Predator abbiamo già visto gli yautja entrare in battaglia, e probabilmente a breve toccherà agli xenomorfi.

John Arcudi è uno degli sceneggiatori con più esperienza sulla testata dedicata allo xenomorfo, per questo motivo è anche uno degli autori capaci di gestire al meglio diverse varianti narrative, e di dare sempre il ritmo giusto alla storia.

Nonostante “Più che Umano” sia un ciclo narrativo con molta azione, Arcudi riesce a dare spazio all’introspezione dei personaggi, facendoli aprire verso il lettore, rivelandone pensieri e paure. E soprattutto il lavoro portato avanti con Sereda è il più significativo. Arcudi riesce a dare al personaggio uno spessore “umano” importante.

Ad accompagnare la narrazione ci sono i disegni di Zach Howard, il quale con un tratto a metà tra il realistico e cartoonesco riesce a dare plasticità ai personaggi ed agli xenomorfi, vivacizzando una storia che si presterebbe a più stili di disegno.

Gli appassionati di Alien non resteranno delusi da questo ciclo narrativo che mette al centro uno dei temi più ricorrenti delle storie degli xenomorfi: il rapporto tra gli umani e gli androidi. Del resto Ridley Scott (padre di Alien) ha incentrato su questa tematica un altro capolavoro cinematografico quali è Blade Runner.

E conoscendo le storie di Alien si ha spesso la sensazione che questi due grandi universi narrativi siano veramente collegati, e che prima o poi alcuni dei protagonisti delle due saghe possano incrociarsi. Magari anche nei fumetti.

Nel frattempo non ci resta che goderci l’arrivo di un altro grande crossover con protagonisti Alien e Predator. Perché xenomorfi e Yautja non potranno avere mai pace.

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